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lunedì, 02 novembre 2009

Immag338 determinato e resistente, le vere doti del maratoneta...
postato da: felipelcid alle ore 22:12 | link | commenti
categorie: corsa
lunedì, 26 ottobre 2009

dalla piazza margherita al salto del gatto ovvero un km in verticale

era grigio di nuvole e umido della pioggia della notte, ma il calore del variopinto popolo podista annunciava già il tepore del sole. L'alto organizzatore descrisse il percorso con precisione topografica ed al via scattarono con garretti nervosi incuranti delle viscide basole. Qualcuno urlò che era tutta salita e non era il caso di partire così forte, ma gli avvertimenti rimasero inascoltati. Il kilometro verticale ebbe inizio guadagnando un metro dopo l'altro, ed alla chiesetta il selciato mutò in sentiero intriso della pioggia dei giorni precedenti. Frutti rossi, sferici, ricoperti di piccolissimi coni decoravano il sentiero. Dopo un po' mentre si saliva ancora i decori mutarono in altri impressionanti scalotine sferiche con aculei da cui spuntavano gocciole color del cuoio, molte di quest'ultime erano parse ovunque, piccoli steli con piccole foglie e fiori azzurro violetti inondavano di profumo l'aria ad ogni contatto. Ancora un po' più in su i tronchi si fecero più grandi ed il bosco più buio sul sentiero gli occhi occupati a cercare appoggi sicuri per i piedi, scorsero altri decori ovoidali. Il bosco divenne più buio ancora in corrispondenza di ciclopici gradoni di pietra gialla e ruvida ed i decori ovoidali si fecero più piccoli. Il sentiero divenne stretto da ramoscelli verdissimi scuri, con foglie munite di acuminate spine. All'altezza di un tronco enorme un atleta che scendeva annunciò vicina la meta del chilometro in verticale, e così incuranti del fango scivoloso i piedi spinsero con più forza e gli occhi si alzarono a scorgere il luogo detto "balzo del gatto". Da lì il cronometro disse la sua, ed iniziarono i racconti di come era stata questa corsa, del percorso, della fatica bella, ed ebbe inizio la discesa tra incitamenti a chi ancora saliva e burle tra amici. Discesa breve fino a rifugio dove nessuno di mosse fino all'arrivo di chi si godette più a lungo l'ascesa. La pasta con un sugo ai funghi fu apprezzata da chi non ebbe fretta di rientrare a casa e fu rimarchevole quanto i gradoni dove si distinse il maestro lorenzo.

Luoghi della vicenda (ad uso di chi non partecipò)

Terra Italia Sicilia Palermo Parco delle Madonie Castelbuono 25/10/2009. foto... ci stiamo attrezzando... Astenersi commenti... banali...
postato da: felipelcid alle ore 22:22 | link | commenti (1)
categorie: racconti, corsa, trail
mercoledì, 14 ottobre 2009

A perdifiato.
appoggi veloci, rullata, fame d'aria, gambe che girano, piedi reattivi, rettilineo finale, corsa sciolta in allungo....recupero corsetta leggera due battute... via ancora appoggi veloci, una fugace occhiato al crono, respirazione piedi, cercare la corsa rilassata come senza sforzo, rettilineo finale allungo... recupero di corsetta... più di una dozzina alla stessa stregua e poi quei simpaticoni lo potevano dire prima che alla fine c'era cinquecento metri a a manetta... avrei lasciato le superleggere ai piedi, piuttosto che combattere con due pesantissime scarpe da lungo indossate per il defatigamento...troppo simpatici!
postato da: felipelcid alle ore 16:37 | link | commenti
categorie: corsa
domenica, 04 ottobre 2009

Li ho visti sfilare affrontando gli ultimi metri di salita prima della parte piatta e spedita del percorso. E quando ti capita una gara così vicino casa che puoi scendere a piedi per andare alla partenza. Gli indumenti erano pronti dalla sera prima, scarpe, completino societario e calzini da gara. Tutto era pronto per affrontare una mezza, tranne le condizioni fisiche minate da un pessimo raffreddore esploso durante la notte. Ero lì lì per correre lo stesso ed invece mi sono trattenuto, per un volta ho evitato di buttarmi nella mischia comunque sia. Ho incitato al passaggio, ma sono stato rimbrottato dai miei compagni di allenamento, ah quanto mi sarei divertito a sgomitare su quella salita!
postato da: felipelcid alle ore 18:31 | link | commenti
categorie: corsa
giovedì, 01 ottobre 2009

riprese

e chi non ricomincia? insomma escludendo situazioni estreme, il riprendere a praticare una attività è una cosa estremamente comune. Nel caso della corsa (nel mio caso si tratta solo di riprendere ad allenarsi con regolarità 5-6 volte a settimana) ritornano presto in mente le sensazioni di benessere non appena gli allenamenti si fanno più pesanti e più impegnativi.

Gli essere umani sono progettati per correre (lo dimostrarono due ricercatori americani pubblicando un articolo su Nature nel 2004) e lo dimostrano le sensazioni della fatica durante l'allenamento che sublimano prestissimo, poco dopo la doccia, in percezione di muscoli irrorati, respirazione profonda, mente sgombra e pronta ad affrontare gli attacchi della vita quotidiana e sedentaria.

Chi non corre non ci crederà mai, faticare per sentirsi riposati rilassati, eppure proprio così. Se non corri provaci, chissà quante ore al giorno correvano i nostri progenitori ed ora un'oretta al giorno fa miracoli

postato da: felipelcid alle ore 18:18 | link | commenti
categorie: corsa
venerdì, 25 settembre 2009

Ecotrail della Luna

Avvenne di notte lungo un nebbioso sentiero che si inerpicava alla volta della Rocca di Sciara. Molte decine di lampadine in fila indiana illuminarono il percorso aspro, dove il profumi ed i rumori della Natura prevalsero sui colori. Il paese si rivelò alla fine dell'ultima salita, accogliente con le grida dei ragazzi e ristoratore con grandi fette di melone....
postato da: felipelcid alle ore 20:07 | link | commenti
categorie: corsa, trail
giovedì, 27 agosto 2009

Immag273

Il post agostano è meno prodigo di commenti del solito, e così svelo l'arcano per chi vorrà leggere. Il monumento, "Pianto Romano" celebra i caduti della battaglia di Calatafimi tra soldati borbonici e garibaldini. L'ossario fu eretto circa 30anni dopo la battaglia su una collina nei pressi del paese. Di tanto in tanto qualche celebrazione, qualche manifestazione, per il resto è vento, frinire di cicale, odore di "petra celeste" distribuita copiosamente sulle viti, ma nulla che ti aiuti ad immaginare dove e come si sono svolti i fatti che tanto peso hanno avuto nella storia d'Italia.

postato da: felipelcid alle ore 11:29 | link | commenti
categorie: racconti
lunedì, 17 agosto 2009

questo monumento cosa ricorda?

 

postato da: felipelcid alle ore 12:23 | link | commenti
categorie:
lunedì, 10 agosto 2009

Si fa presto a dire montagna

Il prezzo pagato in termini di impegno fisico è ripagato dall'ingresso in una dimensione che abbiamo (chi vive in città) quasi dimenticato. Il successo del trail è forse dovuto a questo, riscoprirsi frequentatori di boschi e di natura, disponibili ad incontri inattesi, piacevoli o paurosi. Non è trascorso tanto tempo da quando con gli animali domestici e selvatici avevamo una prossimità quotidiana, ed ora? Inorridiamo alla vista di una vespa, ci muniamo di repellenti per le zanzare, è lotta senza quartiere alle mosche, scene di panico alla vista di un ragno o di un geco! che succede se in una corsa in montagna il sentiero è occupato da un vacca, magari campionessa come questa? la fotografiamo. e se la compagine è più numerosa?

postato da: felipelcid alle ore 10:00 | link | commenti
categorie: corsa, trail
lunedì, 03 agosto 2009

del manipolo non pago di sterrati e salite

racconto dei profumi occorsi tra i monti di dolomie molto meridionali percorsi di buon passo comincia con i fumi di brioches e di caffè che uscivano dai bar, i gas di scarico delle motociclette e delle auto che attraversano la cittadina dotata di castello. Poi la strada comincia a salire dai sampietrini ad un basolato scabro. Il suono dei passi è accompagnato dai latrati dei cani chiusi nei cancelli. Poveri cani forse, a vedere questi podisti correre, chiedevano a gran voce di uscire con loro a correre liberi per i monti, invece di rimanere costretti a strani girotondi davanti ad invalicabili recinti. All'altezza di una chiesetta si lascia il selciato e le scarpe cominciano ad assaporare la terra del sentiero, le pietre aguzze e malferme. Ai graffi dei rovi ed della calicotome si frapponevano gli umori dell'origano e della gnepitella, finchè il bosco si fece fitto di leccio e scuro senza più spine. Gradoni alti e tremendi consentivano di guadagnare ancora quota al prezzo di muscoli sempre più frizzanti di acido lattico, il sentiero diventava pianeggiante: una novità positiva che serbava sorprese. La puzza di una carogna, uno sfortunato podista o più facilmente un altro animale che non aveva avuto bisogno di pantaloncini o scarpe per muoversi autonomamente, e piccoli assembramenti di mosche su escrementi freschi la cui presenza era segnalata dal profumo della fertilità della terra e dal subitaneo ronzio. E i quadrupedi si sa hanno degli estimatori che non disdegnano la pelle sudata e morbida del podista, dittero tabanide questa volta hai gustato, impunito, sangue di corridore, quanto spesso ti capiterà? I lecci avevano cominciato a lasciare spazio agli agrifogli ed ad altre querce con le foglie più grandi ed arrotondate, che la strada riportò una zaffata di gas di scarico. E si comprese l'arcano motivo che attirava gli automobilisti fin qui, era il profumo di sfincione appena sfornato nei pressi delle tavole apparecchiate del rifugio. I faggi ci confermarono che mancavano poche decine di metri di quota per raggiungere l'obbiettivo del giorno che  ci accolse soleggiato al cospetto del vulcano lì in fondo confuso dalle foschie del secondo giorno di agosto.

postato da: felipelcid alle ore 08:11 | link | commenti
categorie: podismo, trail