dalla piazza margherita al salto del gatto ovvero un km in verticale
Luoghi della vicenda (ad uso di chi non partecipò)
Terra Italia Sicilia Palermo Parco delle Madonie Castelbuono 25/10/2009. foto... ci stiamo attrezzando... Astenersi commenti... banali...riprese
e chi non ricomincia? insomma escludendo situazioni estreme, il riprendere a praticare una attività è una cosa estremamente comune. Nel caso della corsa (nel mio caso si tratta solo di riprendere ad allenarsi con regolarità 5-6 volte a settimana) ritornano presto in mente le sensazioni di benessere non appena gli allenamenti si fanno più pesanti e più impegnativi.Gli essere umani sono progettati per correre (lo dimostrarono due ricercatori americani pubblicando un articolo su Nature nel 2004) e lo dimostrano le sensazioni della fatica durante l'allenamento che sublimano prestissimo, poco dopo la doccia, in percezione di muscoli irrorati, respirazione profonda, mente sgombra e pronta ad affrontare gli attacchi della vita quotidiana e sedentaria.
Chi non corre non ci crederà mai, faticare per sentirsi riposati rilassati, eppure proprio così. Se non corri provaci, chissà quante ore al giorno correvano i nostri progenitori ed ora un'oretta al giorno fa miracoli
Ecotrail della Luna
Il post agostano è meno prodigo di commenti del solito, e così svelo l'arcano per chi vorrà leggere. Il monumento, "Pianto Romano" celebra i caduti della battaglia di Calatafimi tra soldati borbonici e garibaldini. L'ossario fu eretto circa 30anni dopo la battaglia su una collina nei pressi del paese. Di tanto in tanto qualche celebrazione, qualche manifestazione, per il resto è vento, frinire di cicale, odore di "petra celeste" distribuita copiosamente sulle viti, ma nulla che ti aiuti ad immaginare dove e come si sono svolti i fatti che tanto peso hanno avuto nella storia d'Italia.
Il prezzo pagato in termini di impegno fisico è ripagato dall'ingresso in una dimensione che abbiamo (chi vive in città) quasi dimenticato. Il successo del trail è forse dovuto a questo, riscoprirsi frequentatori di boschi e di natura, disponibili ad incontri inattesi, piacevoli o paurosi. Non è trascorso tanto tempo da quando con gli animali domestici e selvatici avevamo una prossimità quotidiana, ed ora? Inorridiamo alla vista di una vespa, ci muniamo di repellenti per le zanzare, è lotta senza quartiere alle mosche, scene di panico alla vista di un ragno o di un geco! che succede se in una corsa in montagna il sentiero è occupato da un vacca, magari campionessa come questa? la fotografiamo. e se la compagine è più numerosa?

del manipolo non pago di sterrati e salite
racconto dei profumi occorsi tra i monti di dolomie molto meridionali percorsi di buon passo comincia con i fumi di brioches e di caffè che uscivano dai bar, i gas di scarico delle motociclette e delle auto che attraversano la cittadina dotata di castello. Poi la strada comincia a salire dai sampietrini ad un basolato scabro. Il suono dei passi è accompagnato dai latrati dei cani chiusi nei cancelli. Poveri cani forse, a vedere questi podisti correre, chiedevano a gran voce di uscire con loro a correre liberi per i monti, invece di rimanere costretti a strani girotondi davanti ad invalicabili recinti. All'altezza di una chiesetta si lascia il selciato e le scarpe cominciano ad assaporare la terra del sentiero, le pietre aguzze e malferme. Ai graffi dei rovi ed della calicotome si frapponevano gli umori dell'origano e della gnepitella, finchè il bosco si fece fitto di leccio e scuro senza più spine. Gradoni alti e tremendi consentivano di guadagnare ancora quota al prezzo di muscoli sempre più frizzanti di acido lattico, il sentiero diventava pianeggiante: una novità positiva che serbava sorprese. La puzza di una carogna, uno sfortunato podista o più facilmente un altro animale che non aveva avuto bisogno di pantaloncini o scarpe per muoversi autonomamente, e piccoli assembramenti di mosche su escrementi freschi la cui presenza era segnalata dal profumo della fertilità della terra e dal subitaneo ronzio. E i quadrupedi si sa hanno degli estimatori che non disdegnano la pelle sudata e morbida del podista, dittero tabanide questa volta hai gustato, impunito, sangue di corridore, quanto spesso ti capiterà? I lecci avevano cominciato a lasciare spazio agli agrifogli ed ad altre querce con le foglie più grandi ed arrotondate, che la strada riportò una zaffata di gas di scarico. E si comprese l'arcano motivo che attirava gli automobilisti fin qui, era il profumo di sfincione appena sfornato nei pressi delle tavole apparecchiate del rifugio. I faggi ci confermarono che mancavano poche decine di metri di quota per raggiungere l'obbiettivo del giorno che ci accolse soleggiato al cospetto del vulcano lì in fondo confuso dalle foschie del secondo giorno di agosto.