Sono le 5 del mattino di lunedì, unico passeggero del pullman che da Lambrate porta all'aeroporto di Bergamo, sta per albeggiare, ripenso alla gara, e forse ci ripenserò altre volte i perché e i per come.
Non chiedemi cosa spinga una persona a correre per 100 km, perché non ci sono ragioni è una cosa che ti va di fare e la fai, a dire il vero non è neppure detto che si riesca a correre per tutti i 100 km.
Infatti anche questa volta non è andata come pensavo potesse andare: non ho corso per tutto il tempo.
A pranzo a Firenze in piazza della Repubblica divoro un piatto di pasta al pomodoro e basilico, appena un'ora prima della gara, è un posto da turisti, mentre gli altri concorrenti cercano di sfuggire ai 34°C rifugiandosi sotto i portici, io spavaldamente mangio in compagnia di Barbara e Sara. Finito il pranzo mi cambio per la gara e torno per classiche foto in partenza.
Resto con Barbara e Sara fino alla sparo dello starter, in fondo al gruppo. Parto tranquillo, regolare, fa un caldo incredibile, al primo rifornimento a Fiesole c'è una sorta di assalto, sul lato sinistro della strada delle bottiglie d'acqua incustodite, vengono saccheggiate anche quelle, ma ciascuno dopo un sorso passa la bottiglia, correndo, altro che panini col salame...
Firenze è un colpo d'occhio da qui in collina, c'è una sorta di foschia che crea una strano filtro sui contorni netti della città. Si sale ad ogni punto d'acqua è necessario bagnarsi polsi, testa e inzuppare il cappello la cui visiera gira ad opporsi ai raggi del sole secondo la direzione della strada.
Incontro Giacinta in una zona fitta di cerri, anche lei della Palermo h 13.30, a proposito saluti da un reduce della Marathon de sables ai nostri eroici africani, stiamo a chiaccherare un po' e mi racconta di come lei toscana è diventata siciliana agonisticamente parlando, mi racconta anche che c'è anche Maurizio Crispi (i più li conosco solo per nome dal sito). Dopo un po' mi distacco in occasione di un rifornimento gentilmente concesso da un privato cittadino che con un tubo d'acqua corrente ha dato acqua agli assetati.
Ricomincia la salita per Olmo e Vetta delle Croci, ecco Barbara con la panda verde per una ricca dose di sali minerali e per venire a sapere che Davide e Simona verranno anche loro ad assistere alla gara.
E vai qui la polizia municipale va in giro in ducati di fine anni '70, a prendere una multa da loro non mi lamenterei mai!
Si scende e ora quel tratto lungo e pianeggiante che porta a Borgo San Lorenzo, sto andando bene i passaggi sono regolari e sto gestendo bene il caldo opprimente. Quella maglia dell'Atletica Susa mi pare di conoscerla: è Boris.
F-Ciao Maestro!
B-Ciao che ci fai qui?
F-Cerco di arrivare a Faenza a piedi.
B-C'è anche tua moglie?
F-Sì mi fa assistenza in auto, e poi ancora non è mia moglie lo diventerà.
B-Complimenti!
F-Io vado, ci vediamo dopo
B-Ciao, Vai pure.
Ed ecco Borgo San Lorenzo, col ricco rifornimento ma anche con un mare di gente che fa le vasche e non si sposta di un millimetro. Qui devono avere un debole per i motori a due tempi: due anni fa c'era una gara di motocross oggi di motoseghe! Ora comincia la salita: Felipe vai piano continuo a ripetermi, mentre nella mia mente risuonano i testi e il compas di Asì se baila el tango.
E vado costante recuperando un mare di posizioni tornante dopo tornante, appena sento qualche muscolo affaticato, quasi sempre all'inserzione del bacino con la coscia sx, ecco dietro l'angolo Barbara e la panda verde. Sali, acqua, miele e via tranquillo, tutto a posto. L'acqua delle fontane qui è freschissima, ma non manca la gente che ti offre da bere e da mangiare. Che buona quella fragola.
Ecco Simona e Davide e la loro moto BMW, ora ho un team favoloso, auto più moto!
E via si sale ancora, dopotutto è un salita gestibile cerro, faggio, abeti, cascatelle, e vado sempre tranquillo anche se scollinando in 5h e 37' capisco che sto andando veramente bene c'è ancora luce e le colline del versante emiliano sono dolci di pascoli. Ora devo controllare la discesa e spendere il meno possibile poi a Marradi si vedrà.
Ed eccolo il secondo volto la discesa o forse il gran caldo, o forse entrambi, uno strano dolore sopra la caviglia, leggero impercettibile rispetto ai piccoli irrigidimenti dei quadricipiti. Rallento un po', i rifornimenti sono regolari, ma Marradi mentre la notte si fa buia, qualcosa nel meccanismo si inceppa. Mangio sempre, bevo sempre, la il dolore resta. Da sopra un terrazzo qualcuno urla:- Forza sei grande. Rispondo:- ora mi cambio le scarpe e ce la faccio!
Cambio scarpe dalle Mizuno wave precision alle Nike pegasus, le cose vanno un po' meglio.
Ci sono le lucciole sui prati e sulla strada, qualcuna mi viene voglia di prenderla al volo, di altre seguo le traiettorie sui campi.
Simona Davide e Barbara hanno organizzato la claque, passando per una frazione vengo accolto da applausi scroscianti. Uno con cui corro in quel tratto mi chiede se sono di lì, macché ho gli amici che organizzano il comitato di accoglienza.
Ma il serbatoio è in riserva lo sento, devo camminare per un po', dolori muscolari diffusi. Brutta storia, manco la Coca cola fa effetto.
Riprendo a correre e riprendo a sudare copiosamente, alterno la corsa al passo, in molti mi superano molti che prima avevo pensato di prendere come riferimento, poi in salita ero andato regolare e li avevo abbandonati. Gli argentini alla loro seconda 100, un paio di ragazze, quei vecchiacci della montagnetta.
Simona e Davide ci salutano prima di Brisighella, devono tornare a Massa e si farebbe troppo tardi, dopo tutto mancano meno di quindici km. Barbara è sempre prontissima, ravvicina i rifornimenti, non mancano mai gli incitamenti.
Gli ultimi dieci km li ho corsi e camminati parlando con altri podisti. Anche stanco così si riesce a scherzare a parlare di chi sei e di che gare farai, dei dolori alla tibia miei e dell'artrite alle dita di Stefano. Su un punto siamo tutti d'accordo delle scarpe da corsa per 15gg neppure l'odore vogliamo sentire.
Dal cartello Faenza si corre abbiamo deciso, e via falcata abbastanza rotonda, ma non riesco a gestirla Stefano aumenta e gli dico di andare pure arriverà col mio passo. E corro tranquillo, verifico che nessuno mi possa rubare la posizione negli ultimi metri e arrivo a tagliare il traguardo in quella bella piazza con i flash del fotografo e gli applausi di chi è rimasto a vedere questi manovali del podismo che misurano se stessi e propri limiti un passo alla volta.
PS riepilogo tecnico con passaggi
| Località controllo crono | Posizione | Tempo |
| Borgo S. Lorenzo | 245 | 3.22.55 |
| Passo della Colla | 137 | 5.37.19 |
| Marradi | 145 | 7.37.13 |
| Brisighella | 189 | 11.08.27 |
| Faenza | 211 | 12.49.42 |
Se esistesse il dio della corsa vivrebbe su Monte Pellegrino.
Per averne sentore è sufficiente un paio di scarpe da corsa e partendo dalla Palazzina Cinese attraversare il Parco della Favorita in direzione Mondello e poi inerpicarsi per la strada che conduce al santuario. Durante l'ascesa dai tornanti vedi Mondello farsi piccina e Capo Gallo e poi ancora, nei giorni di sereno, Ustica.
Corri tra i pini e continui a salire Palermo alla tua destra, sembra un plastico. Lo Zen cemento di regolare follia, gli agrumeti le ville i palazzi, i monti sullo sfondo.
E continui a salire fino alla grotta di Santa Rosalia, ecco l'ultima erta fino in cima, fino alle antenne.
La salita è una serie di strappi impervi mitigati dal piano dei tornanti.
E' da lì, in cima, che il dio della corsa guarda la Conca d'Oro, e come Maui guarda, anche, il mare.
_______Ho scoperto un altro posto dove allignerebbe il dio della corsa: di tanto in tanto starebbe a Lipari.
Appena sabato 14 indossavo il completino della Palermo h 13.30e imburrati i piedi di vaselina intraprendevo le provinciali per il periplo dell'isola. Avevo giusto dato uno sguardo alla mappa per rendermi conto che approsimativamente si doveva trattare di una trentina di km, un moneta da due euro in tasca e via.
Dopo Canneto e salutati gli amici una impervia salita alla volta delle cave di pomice, il vento a raffiche rende l'atmosfera irreale: lunare l'intorno e bianca l'aria abbandono le cave coperto di fine sabbia di pomice bianca e abrasiva. Discesa ripidissima ad Acquacalda. Salina sullo sfondo il mare blu cobalto. Prendo una bottiglia d'acqua in un bar e oltre a bere sciacquo il viso dalla pomice. Comincia la salita per Quattropani. E' dura ma la vegetazione da un lato e il panorama dall'altro sono potenti elementi di distrazione dallo sforzo. Ancora il mare e Salina e Vulcano, uno scorcetto di Filicudi, ginestre, artemisia, citiso, profumi e colori di maggio.
Due alberi di gelsi, tra i saliscendi di Quattropani, e adesso un'altra bottiglia d'acqua portata a due mani per gestire il peso senza inficiare la corsa, ora un sorso ora un po' d'acqua in testa che scorre per tutto il corpo.
le cave di caolino lì sotto mentre quattrocchi si avvicina, conosco quel panorama ma anche questa volta riesce a stupirmi. I faraglioni, Vulcano e le fumarole in cima, in mezzo ancora il mare con i colori del tramonto di un giorno di vento di primavera. E ci fosse il dio della corsa gli piacerebbe stare anche qui e godersi la discesa verso il paese dopo tanta salita. Entro in paese, qualcuno mi guarda stupìto, qualcuno mi informa che sono il primo (ovvio sono anche l'unico) sudato e contento arrivo a casa. Stretching e cena un buon inizio per la serata...
Un'altra passione iniziata un po' per caso, e come capita certe volte per la proposta di amici.
Poi cominci a interessarti, a impegnarti, a divertirti in quale sequenza? Impossibile dirsi.
In realtà sei già travolto dalla pasion tanguera: segui manifestazioni e spettacoli, raccogli la musica, leggi libri, spulci articoli di giornali, conosci i maestri, frequenti i festival, ti informi sulle milongas aperte nella prossima città che visiterai in qualunque parte del mondo, impari i testi delle canzoni, distingui gli autori di musica e parole, e programmi le vacanze in Argentina...
Ti accorgi che la prima cosa che metti in valigia, qualunque sia il motivo della partenza, sono le scarpe per il tango e un paio di cd, il nuovo lettore Mp3 è pieno di tangos, milongas y vals.
Certe volte mentre corro (maratona e ultra maratona sono tra le mie passioni) mi vengono in mente brani con lo stesso compas (ritmo) della corsa normalmente milonga o vals.
Alcuni parlano di demone del tango. Altri dicono che il tango non lo scegli, è lui che sceglie te.