Un raro caso di sport etico ed al contempo etilico. Lo sport dovrebbe sempre essere etico!
questa volta allo stadio delle palme agli accaniti della corsa, a quelli che si nutrono delle endorfine della fatica, a quelli che macinano chilometri in qualunque condizione meteo, si sono unita anche molti altri che corrono di tanto in tanto, che fanno due giri dell'anello esterno e poi restano un'ora a chiaccherare.
Alle 14.00 l'atmosfera è diversa dalla solite gare, fa un caldo estivo, e nessuno si riscalda. Invece c'è gente con la parrucca e i pantaloncini, chi si aggiusta la cravatta, chi appunta meglio il pannolino, chi mangia un pezzo di pane, chi vaga alla ricerca di notizie.
Un antico romano, prova il microfono, una band veneta prova gli strumenti. alcuni con pettorina arancio trasportano taniche di vino.
Tutto è pronto, o quasi. Le regole sono semplici, 3000 metri in pista, ogni giro un sorso di vino e la parola d'ordine per dimostrare che si è bevuto veramente. Uno strano eno psHi!cologo con treccine rasta si aggira a dare conforto agli assetati.
Finalmente la batteria dei cravattati parte con clamore del pubblico presente. Ed ecco la prima sosta, il vino è un po' caldo... forse per questo c'era quello vestito da antico romano!!!
In realtà come il vino scende anche i metri scorrono, come scorrono gli altri incravattati che se la prendono più comoda. tenere la testa della corsa per quasi tutta la gara e non rispondere all'allungo agli ultimi trecento metri, non è da me. Ma il vino che si agita nello stomaco mi consiglia di continuare tranquillo è così, voglio arrivare sorridendo al traguardo anche da secondo.
alla salute

Mi affaccio al balcone, piove e tra le case e i capannoni emerge un palazzo fatto costruire da un re svevo secondo il gusto arabo...
Galapagos...
Dove gli animali non hanno paura dell'uomo. Il feroce bipede ha dato prova di esser capace di distruggere tutto è anche capace di lasciar fare alla Natura. Di dedicarsi alle foto, senza flash e di attendere il giusto attimo