Pablo y Moira
Movimenti inconsueti, cambiare direzione indicando la via, sacadas dell'uomo alla donna e della donna all'uomo. Occupazioni degli spazi gentili, misurate e audaci. Movimenti impercettibili alla vista ma evidenti tra i corpi. Quanto ci vorrà a maturare tutte quese novità? A farle entrare nel mio baile... tempo, quanto tempo? un po' di tempo, senza fretta...
Il tango è un pensiero che si balla...
Correre nella propria città e trovare una montagna multicolore Sentivo la pioggia questa notte, si correrà sotto l'acqua, pensavo. E invece al mattino più freddo che fresco, a terra c'era solo qualche pozzanghera, solo qualcuna, ogni tanto una spruzzatina dal cielo. Mi riscaldo con Giuseppe, in gran forma, io conosco i miei limiti attuali: allenamenti senza la giusta continuità, ma una mezza non si nega a mai e poi in città è una occasione molto ghiotta per un allenamento tirato in compagnia. Ci incuneiamo nei partenti il più vicino possibile allo starter. Bang! Parto e tengo d'occhio il palloncino del 4’15’’ a km, ma sono irregolari ed allora li lascio andare per poi riprenderli un paio di volte. Riesco ad essere regolare poi i muscoli della gamba sx smettono di essere sciolti: la gara di ieri e la condizione imperfetta sono un mix micidiale. Vado tranquillo e vengo ripreso da molti, controllo il cronometro e non vado neppure troppo lento, ma sì relax! Osservo la vegetazione del Parco della Favorita, incito gli amici che riconosco nella direzione opposta, respiro l'aria pulita di pioggia e di assenza di auto correndo in centro ai viali. Passiamo davanti alla Palazzina Cinese, vezzo di un re che per le amanti non badava a spese, e poi dentro Villa Niscemi, attraversiamo il parco, gli sterrati del parco, tanto conosciuti ai podisti palermitani. Rientriamo in città, molti in auto aspettano pazientemente, altri per strada osservano i podisti, qualcuno commenta: - Un tempo ideale per la maratona oggi- a parte il fatto che fosse immobile e con la sigaretta lo si sarebbe detto un esperto! Ma la cosa bella è correre e chiamare a gran voce gli applausi del pubblico che ancora sonnecchia. In molti applaudono, qualcuno resta interdetto. Ma a fare così la fatica non si sente e riprendo ad andare più forte quasi senza accorgermene. Ecco Sergio, lo riprendo alla salita del palazzo reale, i cambi di pendenza repentini, chissà perchè mi piacciono, e poi giù in picchiata ma non troppo. I quattro canti e i primi veloci come il vento dall'altro lato della strada. Un po' di cambi di direzione per riprendere il lungo rettilineo. Sergio ha allungato di nuovo. Io continuo in progressione, come un allenamento ben fatto, si parte piano e poi alla fine si aumenta. Gli ultimi 400 metri passo altri podisti, e Sergio generosamente segue il treno. Arrivamo quasi insieme a chiudere in 1h 30' 31'', la mia mezza più lenta ma non la meno divertente. E poi che sorpresa! Una montagna multicolore di fichi d’india sbucciati!
Una galleria degli anni trenta, vi ballano tutti: principianti e maestri. Abiti eleganti e pantaloni a vita bassa, jeans sdruciti e vestiti gessati.
Quella ragazza formosa con i capelli lunghi mi guarda, la invito. Molto del suo peso grava sul braccio, la milonga e piena zeppa, il brano è sicuramente ben conosciuto al musicalizador.
Alla fine del secondo tango, mi chiede con chi studio tango. Le faccio il nome dalla maestra. Ah una donna? - fa lei, con tono un po' saccente- devi studiare con un uomo, ti manca l'uomo!
Grazie del consiglio- le rispondo, il tono mi ha irritato.
E poi l'altra sera eccola lì, la invito per vedere se è cambiato qualcosa, in realtà per rivalermi del commento di qualche primavera addietro. Milonga, e poi un candombe di Caceres.
Mi rendo conto subito che non sto ballando bene, come temessi di essere di nuovo giudicato. E già ecco l'errore, non pensare a divertirsi, ma cercare di dimostrare le proprie capacità.
Rivalsa: pessima consigliera e congelata da un glaciale grazie all'avvio della cortina...
Ciao Rivalsa, non sarai più mia consigliera
L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder

Sembra confuso e non lo è.
Sembra affollato ed invece c'è sempre un po' di spazio.
L'altro giorno ballai con spirito di rivalsa, e sbagliai una seconda volta... La terza volta mi dedicherò al baile...
Carmencita Calderon
Me ne aveva parlato Marina, la mia prima maestra di tango. Del Cachafaz e della sua "seguidora", come si diceva allora, Carmencita Calderon unica a riuscire a seguire le incredibili performance del grnade maestro. E mi raccontò di una vecchina nata nel febbraio del 1905, che continuava a ballare in barba all'età su tacchi alti, mantenendo sempre il suo stile. Era venerata dai maestri, lei che aveva vissuto i tempi d'oro del tango e gli eccessi straordinari del Cachafaz. Chissà se El Pibe de Sarandì, tra poco in Sicilia potrà raccontare qualcosa su Carmencita.
La domenica mentre ballavamo o studiavamo al Sicilia Tango Festival arrivò una email di Aurora Lubiz, in cui si informava che Carmencita non avrebbe più frequentato milogas terrestri.
Bisognerà dedicarle un baile alla primissima occasione, magari anche noi comuni tangueri riusciremo ad arrivare a 100 anni e otto mesi bailando...
STF
Una sala gremita, coppie di ballerini inconsueti, provocanti, nostalgici, onirici, struggenti, innovativi hanno ammaliato il popolo tanguero giunto dai quattro angoli del pianeta.
