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lunedì, 26 dicembre 2005

SUL PIEDE DI PARTENZA Vi capita mai, quando siete alla vigilia di un lungo viaggio, di pensare a cosa cambierebbe se non partiste? Un po' sì, cosa avresti fatto, chi avresti visto, dove avresti trascorso alcuni giorni che per il fatto di essere gli ultimi di un anno e primi del prossimo sono ricordati più degli altri. Eppure, a volte si fa fatica a dire dove si è stati quel capodanno o quell'altro ancora. Non credo che correrò questo rischio. Domani inizia un grande viaggio, avventura, storia, cultura, sapori, odori, sensazioni, esperienza, idiomi, facce, gesti, cose, esseri viventi, chissà... Via, si parte...
postato da: felipelcid alle ore 17:41 | link | commenti (3)
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domenica, 11 dicembre 2005

Càscina... val bene una tapasciata

Un paesino della Toscana famoso per i mobilifici. Una mattina di dicembre col cielo limpido e l'aria tagliente e gelida. Un uomo in pantaloncini e canottiera, una donna in tuta, un cane nero nudo (eccetto il collare) alla partenza di una tapasciata. Si parte entro un certo orario e si fa quel che si può, senza cercare le prestazioni. Ecco il senso della tapasciata: correre in compagnia. E si corre su un argine sfrezato dal vento, si scala una rupe, si costeggia una torre, ci si inerpica in un sentiero sassasia dentro il bosco, si sbuca dall'altra parte in una discesa a rotta di collo, si saluta la gente che si stupisce che si possa correre con quel freddo in canottiera, e poi si torna in paese, ritrovandosi con la donna e il cane. Bello iniziare una domenica mattina col sole e l'aria fresca dentro i polmoni

ioeluc

postato da: felipelcid alle ore 11:32 | link | commenti (9)
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mercoledì, 07 dicembre 2005

 

Forse il più grande paesaggista siciliano: i colori forti della sicilia, le ombre della scuola toscana, l'influenza della fotografia, ma anche il profumo della terra bagnata dopo la pioggia, i mestieri umili, i bambini sulla spiaggia. Questo e molto altro presso l'ex convento S. Anna fino all'8 gennaio

 

 

postato da: felipelcid alle ore 07:31 | link | commenti (2)
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martedì, 06 dicembre 2005

Trasporti Marocchini

Mi hermano querido (che ancora resiste al tango), mi inviò questa email, nel pieno spirito di blog la divulgo

Come promesso, in questa mail vi racconterò un pò di come “si muove” il
Marocco, ovvero dei mezzi di trasporto più utilizzati e comuni.
Prima di tutto bisognerà parlare dei taxi, diffusissimi ed in generale
molto economici e per questo anche molto utilizzati. Bisogna distinguere
tra “petit taxi” (piccoli taxi) e “grand taxi”. I primi hanno dei colori
diversi in quasi tutte le principali città del paese: azzurri nella
capitale Rabat, rossi a Casablanca, giallo senape a Marrakech, bianchi …
da qualche altra parte che adesso non ricordo più. Sui petit taxi si
incontrano tassisti d’ogni genere (come da noi d’altronde),  ma l’auto
più utilizzata in assoluto per questo servizio è senza dubbio la FIAT
UNO, seguita a ruota dalla PEUGEOT 205. I marocchini amano le vetture
FIAT, in particolare la Palio, che giudicano solide “?” ed affidabili.
La percezione rispetto all’Italia è pressocchè opposta!
A differenza dei petit taxi, che servono le brevi distanze all’interno
dei centri abitati, i grand taxi effettuano i collegamenti tra un centro
e l’altro, coprendo anche medie o lunghe distanze: portano fino a 6
persone alla volta e sono utilissimi ed anche economici. Tutte le
Mercedes vecchio o stravecchio modello, praticamente indistruttibili
sono qui a percorrere chissà quante centinaia di migliaia di chilometri
facendo trasportando dappertutto ed in qualunque condizione buona parte
dei marocchini che non posseggono un’auto, e non sono pochi.
Poi ci sono gli autobus, piuttosto “macinati” e malmessi, anche loro
continueranno a macinare chilometri fino ad esalare il loro ultimo
respiro… Ne abbiamo provato uno di recente, con Joseph, tornando da
Rabat a Casablanca a mezzanotte e mezza dopo la spendida cena di gala
offerta dal governo marocchino in occasione degli Integrales des
Investissementes. Il contrasto tra le serata di gala, in una cornice
d’eccezione ed in mezzo ad alte personalità della politica e del mondo
economico del paese ed internazionale, ed il bus malmesso e stanco e
strapieno di gente comune, donne con i loro bambini piccoli, povera
gente che scenderà a Casà o proseguira fino ad Agadir (tutta la notte e
forse più di viaggio) è davvero stridente. Ma anche questa è la bellezza
ed il fascino di questo incredibile paese.
Quanto ad i treni non c’è molto da dire: funzionano bene, sono puntuali,
le stazioni sono quasi tutte ben messe se non appena costruite, il che
testimonia l’impegno dello stato nello sviluppo dei trasporti su rotaie.
Nel complesso posso dire certamente che i treni in Marocco sono
certamente migliori ed anche più efficienti di quelli che comunemente
vediamo circolare da noi, da Roma in giù.
In tanti utilizzano, soprattutto nelle campagne o al sud, la bicicletta
( di ogni tipo), ma un posto d’eccezione va senza dubbio all’asinello.
Mezzo di trasporto di fatica, utilizzatissimo anche o forse soprattutto
dalle donne, per portare ogni genere di bene o di prodotto della terra,
nelle campagne, unico mezzo di locomozione (con la concorrenza sleale
dei motorini) nelle strettissime vie di alcune vecchie medine (centri
storici) di città come Fes e Meknes.
Concludo con un tocco di esotismo, parlando del dromedario, il mezzo più
utilizzato nel deserto, dopo il 4x4, che però, finora ho visto solo in
cartolina, visto che non sono riuscito ad spingermi fino all’estremo sud
del paese. Probabilmente, almeno a questo giro, non riuscirò a vedere il
deserto, ed anche tanti altri luoghi di grande interesse di questo
grande e sorprendete paese. Mancano infatti ormai solo due settimane al
mio rientro in Italia, e confesso di essere ostaggio di sensazioni
contrastanti, quelle che si provano ogni volta che si torna a casa dopo
aver passato un po’ di tempo, quello sufficiente per iniziare a
sprofondare qualche piccola radice nella terra di in un altro paese.

 

postato da: felipelcid alle ore 22:25 | link | commenti
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venerdì, 02 dicembre 2005

Osvaldo Pugliese, figlio di italiani!

E' così che spesso Felix Picherna annuncia le composizioni del grande Maestro. Ed allora tutti nella milonga tendono le orecchie per cogliere le prime note e identificare quale dei meravigliosi brani il Musicalizador. Alcuni musicalizador, quando la milonga è affollata evitano i brani di Pugliese, perchè i ballerini si lasciano prende così intensamente dalla musica che qualcuno esagera. Ed allora viene relegato nelle ore più tarde quando molto sono andati via. Qualche tempo fa una orchestra suonava dal vivo in una famosa milonga di Buenos Aires, era affollata, eseguirono il brano del maestro: le coppie dei ballerini sembravano in trans, ma nessuno urtò o disturbò gli altri. Spero che almeno questo week end in occasione del centenario della nascita i musicalizador delle italiche miloghe ci propongano moltissimo Pugliese e che le coppie ballino tutte le note, senza invadere gli spazi dei vicini...

postato da: felipelcid alle ore 09:17 | link | commenti (3)
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