Sin miedo ni verguenza

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giovedì, 26 gennaio 2006

Inconsueto, non il cielo così terso, non l'aria frizzante al mattino, non il sole riflesso dai vetri, bensì Monte Cuccio imbiancato di neve

postato da: felipelcid alle ore 09:24 | link | commenti (14)
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lunedì, 23 gennaio 2006

I mestieri scappati dal presepe

  Quando un giovane fornaio, all'imbrunire, sforna piccole pagnotte di grano duro. 

Quando un uomo chino plasma il fango e la paglia che il sole trasformerà in solidi mattoni...

Quando un ragazzo con futa e jambia conduce al pascolo i dromedari  

Quando, di 2 donne velate di nero si distinguono soli cappelli a cono, oltre il verde del grano e due asini attendono ciascuno il proprio carico;

 

Quando il kebab di agnello  viene sapientemente arrostito da qui ha la guancia gonfia di qat, allora sei nello Yemen e non sono loro ad essere scappati dal presepe ma tu ad esserci finito dentro!!!

 

postato da: felipelcid alle ore 22:13 | link | commenti (8)
categorie: viaggi
lunedì, 16 gennaio 2006

Le donne nello Yemen

sana

 

 

non le vedi che di rado per strada. Coperte di un velo nero, una fessura per gli occhi.  A volte il velo nero è anche sugli occhi. fantasmi. Le mani spesso guantate di nero. scarpe o ciabatte, le dita all'henne. Occhi nocciola, neri, la pelle scura. A volte un lembo di vestito coloratissimo sfugge al velo nero. La tradizione le vorrebbe totalmente sottomesse ai genitori e poi al marito, unico compito allevare i figli.

shibam

Masticano il qat a casa con le amiche e le parenti. Alcune hanno gli occhiali sopra il chador. Dalle finestre osservano la strada non viste. A volte ne scorgi una dietro la finestra, col volto scoperto. Pronta a fuggire se il teleobiettivo le punta. L'altro giorno una coperta da una stoffa colorata mi ha fatto capire che desiderava essere aiutata a portare il secchio d'acqua, appena riempito nella cisterna a Thula, sulla testa. Aveva le unghie smaltate o colorate con l'henne, il colore invadeva anche la pelle delle dita. Calzava delle ciabatte di gomma infradito. La voce non la ricordo, mi colpirono di più i gesti risoluti a indicare il secchio e la sua testa.

 

Seyun      

postato da: felipelcid alle ore 23:05 | link | commenti (3)
categorie: viaggi
mercoledì, 11 gennaio 2006

 Yemen, rapiti dalle sue bellezze
Yemen, un paese incredibile e contraddittorio ben oltre la lente d'ingrandimento italica e giornalistica che ha ingigantito la questione del rapimento dei turisti. Noi, quando abbiamo saputo del rapimento, siamo stati sommersi dalle telefonate e dai messaggini (tanto da pensare che fosse una cosa architettata dalle compagnie telefoniche, visti i costi). Ed ecco la prima contraddizione nei campi e nei cantieri il lavoro manuale prevale sul lavoro delle macchine ma i cellulari sono diffusissimi e la copertura è capillare. Solo nella meravigliosa Socotra, l'isola, i cellulari commerciali non hanno un brandello di campo, ma la rete governativa è attiva.
Nello Yemen ci sono due partiti grossi e molti piccoli, tante tribù che continuano a rivaleggiare tra loro e col governo, anche se il presidente è riuscito a mettere tutti intorno al tavolo governativo e farli ragionare un po' di più. Certo alcuni beduini, sotto la cui sabbia, ci sono interessanti cisterne di oro nero, trovano tutti i mezzi per attirare attenzione... e quindi cosa meglio dei rapimenti lampo? di turisti stranieri?
 
I turisti sono per la maggior parte italiani, e non l'avrei detto. Merito di alcune agenzie italiane specializzate nei paesi del mediooriente, e nel caso delle yemen di uno yemenita che ha vissuto in Italia è che è diventato una sorta di riferimento. Spagnoli, francesi, tedeschi e pochissimi inglesi.
Un'offerta turistica ancora da costruire, ma fondata su aree archeologiche semiinesplorate, natura incontaminata o quasi, città magnifiche che sono rimaste intatte, a tradire il terzo millennio le parabole che emergono sui tetti di costruzioni di fango e paglia. Sorprendenti la gentilezza e la cortesia degli Yemeniti malgrado i modi un po' ruspanti.
fotografatifotografiQuella sera fummo noi l'attrazione e l'oggetto delle foto
postato da: felipelcid alle ore 20:08 | link | commenti (5)
categorie: viaggi
martedì, 10 gennaio 2006

Ritornare, ripartire, viaggiare.

Dalla terra della regina di Saba, dall'isola di Socotra ho portato i profumi dell'Oriente, i colori del cielo e della terra riarsa del sole, la polvere del deserto, le resine di piante rare, le richieste di altre "kalam", e un taccuino denso di appunti...

postato da: felipelcid alle ore 21:00 | link | commenti (4)
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