Pasqualini!

In dialetto è inteso Pasqualino perchè giunge dall'Africa del nord per riprodursi proprio nel periodo di Pasqua. Poi riparte e ritorna ad essere Egyptian vulture. Consideratelo un assaggio degli animali e piante dello Yemen che presto diventerà post. Quello ritratto in foto invece gradisce la sua isola e viaggia solo a breve raggio!
Arrivo a casa, Bagheera smette di ruggire in attesa di tornare in box. Passa un'oretta e torno da Bagheera. Sparita, volatilizzata, scomparsa. Di lei poche tracce, un'auto spostata per farla uscire, briciole di metallo del blocca sterzo.
Così hanno portato via quella pantera giapponese da novantasette cavalli e centoottanta chili di utilità e sollazzo quotidiano. Che gli anatemi di Alex Drastico si abbattano su di loro centuplicati!
...
Avevo l'altra mia passione... il mio motorino Rollerball.
Sono abbastanza incazzato! Non c'è più, me l'hanno fregato... mi ricordo era una bella giornata, volevo festeggiare, mi sveglio come tutti i pomeriggi, tranquillo mangio, esco, scendo le scale e arrivo sotto...
Niente! Non c'è niente! Dove di solito stava posteggiato il mio motorino...
Vuoto!
Nulla!
Deserto!
Ho pensato: "Ma che?", "Ma come?", "Ma chi cazzo"... "Mi hanno fregato il mio motorino!"
Ora... listen to me... Io giuro il Signore che spererei che tra di voi ci fosse il ladro così ché possa sentire di persona quanto ho da dirgli...
(fine premessa)
CORNUTO! Sappi che quello era il mio motorino...
Tu puoi nasconderlo, puoi riverniciarlo, puoi raschiare il telaio, puoi venderlo o tenerlo, puoi farci quello che vuoi, ma resta sempre il mio motorino ed a ricordartelo saranno le mie maledizioni forever...
Le maledizioni ti si attaccheranno al telaio del mio motorino, sul manubrio e sotto la sella, nel fanale posteriore ed in quello anteriore così che si spenghino in una notte tutta buia mentre incroci un grosso TIR guidato da un camionista ubriaco, morto di sonno e per di più inglese e per questo tiene la sinistra... nei freni che ti si staccheranno all'improvviso quando ti accorgerai che la macchina davanti a te ha inchiodato. Una volta compresso e schiacciato nel suo bagagliaio ti sorgerà il dubbio che qualcuno ti abbia maledetto... Io!
Le maledizioni ti si attaccheranno al sellino che salterà via mentre stai salendo al volo e un ferro nel culo ti insegnerà a non mettere più il naso tra i cazzi mieie in più prego madre natura di infradiciarti di grappoli di emorroidi... di farti sputare sangue una mattina appena alzato, di spappolarti gradualmente il fegato, di farti sordo, muto, ma non per sempre, minchia! Che la voce ti venga sporadicamente e per popchi secondi nei quali tu spari delle cazzate immani...
Era il mio motorino, cornutazzo!
T'accechi un occhio e ti renda daltonico l'altro... ti doti di un olfatto dove ovunque tu percepisca solo odore di merda... che ti doti di una gobba e se già ce l'hai, che in questo caso te la accentui, così che l'unica cosa che tu riesca a vedere sarà i tuoi coglioni!
Ed in fine... che uno stormo di piccioni incazzati ti scambino per l'assessore all'ecologia riempiendoti integralmente di scagazzate così che tu debba scappare col mio motorino però ingolfato di merda...
Buon viaggio... Cornuto!
(ringraziamenti ad Antonio Albanese per le sue parole prese a prestito)
Noche brava
Noche brava, noche tanguera. Sfidando 200 km per andare e per ballare circa due ore. Per il piacere di incontrare amici e amiche, per il piacere di abbracciarsi tra le note che portano negli anni '30 e poi di nuovo all'oggi, da Carlos a Carlos. Di respirare l'aliento. Di non vergognarsi se si è sudati. Per sentire "nooo" del popolo della milonga all'annuncio degli ultimi tre brani. E poi altri 200 km a combattere chiaccherando con sonno e destreggiarsi tra le raffiche dello scirocco, mentre Angel y Angel continuano ad accompagnarci per il viaje.
Vivicittà Palermo 02/04/2006
La prima volta che corsi la vivicittà avevo 12 anni. Qualcuno a fine gara mi chiese se avessi vinto. No che non avevo vinto: era una gara non competitiva e poi la vivicittà non si corre per vincere. Si corre per partecipare. avrebbe meritato una risposta così. Ma allora non dissi niente. Anche questa sera mi hanno posto la stessa domanda, ma sapevo la risposta! Una mattina soleggiata, di primavera inoltrata, poche auto in giro alle 9.00 per arrivare vicino al Teatro Massimo. Parcheggio strategico grazie all'individuazione di una persona con chiavi di auto in mano. E via per la zona della partenza. Incontriamo Luisa e molti della Palermo h 13.30. Luisa è impegnatissima a distribuire magliette e pettorali. saluto e vado la Rossa deve partire alla non competiviva. Un sacco di bimbi accompagnati dai genitori atletici, nonne e nonni con le scarpe da passeggio, ma tutti con le magliettine e cappellini dell'organizzazione, pronti al via con zainetti colmi di bottiglie d'acqua e panini, carrozzine con bimbi al segito e cani. qualcuno con i rollerblade. Corro con la Rossa, in giro per la città, quando nessuno ancora strombazza agli incroci. Molti ragazzini e ragazzine corrono in gruppi che occupano tutta la strada, correndo per 200 metri e camminando per altri duecento. ad una cadono un grappoli di bottigliette d'acqua: rischiamo seriamente la distorsione, perchè le bottiglie cadono proprio davanti a noi.
E vabbè, si sentono i consigli di mamme a figli: cerca di andare allo stesso passo e vedi che ce la fai. Tu (parlano alla figlia più grande) invece, vai non ti preoccupare. E il fratellino:- No, aspettami. La madre:- Lasciala andare, e tu stai tranquillo.
L'arrivo della non competitiva è una festa, i partecipanti arrivano alla spicciolata, mentre molti altri sentono la tensione della gara agonistica. Personalmente è l'occasione di un medio un po' tirato. Un test per le prossime gare. Sono nel mucchio delle magliette come la mia. Un po' dietro. Allo sparo si parte davvero piano, ma non voglio sgomitare, scelgo una linea di corsa e la seguo, evitando i mucchi di persone. Il gruppo si sgrana in via Cavour. Riesco ad allungare, bene tranquillo, regolare. In vial libertà vedo in senso inverso i top runner, con la corsa leggera, e gli altri come Gualtiero con i calzettoni bianchi, le magliette della Pah1330 sono molte, sia davanti che dietro di me. Aumento ancora facendo il salmone, risalgo la corrente. Raggiungo Pierino e Max, tengo il passo e sono al primo giro del circuito. Il secondo giro è buono, la salitella di via Mariano Stabile, mi da buone sensazioni, ma il rettilineo di via libertà al sole non mi convince. Il terzo giro è faticoso, mi irrigidisco nella corsa perdo posizioni. Molti spettatori sul percorso, anche loro corrono per attraversare nelle soluzioni di continuità dei corridori. Fanno ridere, affrettandosi goffamente a levarsi dal flusso dei podisti. Nino mi incita a bordo di via libertà, anche Paolo mi saluta. Decido di tirare i remi in barca per aspettare l'ultimo giro. Macchè non riesco a cambiare passo se non all'ultimo chilometro, per allungare ancora gli ultimi 400 metri intorno al Teatro Massimo. La Rossa mi incita. Allungo ancora reattivo, anche se all'ultimo, frenando sotto il traguardo per non travolgere quello che si è fermato di botto. Pochi secondi sopra 49', non è malaccio.