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domenica, 21 maggio 2006

Correre per correre

Questa volta sono partito senza conoscere il percorso, senza conoscere neppure essattamente la distanza (il dispositivo della gara recitava 10.500 m) ma correvo per correre. Per reagire agli impegni che non mi fanno allenare come mi piacerebbe, una soverchieria suprema: correre per il piacere di correre. Unico rappresentante della Palermo h 13.30 in terra toscana, alla 27° edizione della corsa di primavera, a Livorno.

Podisti agguerriti, agguerritissimi, scarpe leggere, uno senza scarpe addirittura, scritte di tutta la toscana sulle maglie. La mia siciliana gialla in campo rosso è pronta a dare filo da torcere. Mi raccontano di una salita a metà gara: Collinaia!

Sparo, le asics che indosso sono leggerissime, ma sono tutti partiti fortissimo. Scelgo con chi correre, ma poi mi stacco alle discese dei cavalcavia, senza forzare troppo. passiamo sopra l'aurelia  e poi si va in collina fuori dalla città. La salita c'è ed è di quelle che mi piacciono, non forzo e tengo un buon ritmo. Bevo al rifornimento e si scollina. Una strada dritta, tra gli alberi, la città ed il mare in basso, sull sfondo. Faccio girare le gambe. Correre rotondi, il polpaccio destro è un po' duro, ma niente di preoccupante, per altri 5 km non ci sono problemi.

All' ottavo comincio ad aumentare in pochino, sulla scia di un paio di ragazze che si danno battaglia per le prime posizioni. Al nono, attacco sul cavalcavia, allungo in compagnia di un tipo alto e un po' corpulento ( come fa ad andare così forte?). Il decimo km non vedo il segnale, siamo sul lungomare di Livorno soleggiato, ma per il campo sportivo la strada è ancora lunga. L'annuncio su internet era una minchiata la gara è più lunga. Rallento un po', amministro, se devo partire di nuovo attenderò la scritta "ultimo km". E forza allora, mi metto dietro ad un altro pelato che avevo staccato sul cavalcavia. Gli sto alle calcagna, quando il cartello annuncia l'ultimo km. Lui aumenta, io aumento. Entriamo nello stadio che è dietro di me e davanti, a cinquanta metri, altri da superare. Sul rettilineo cerco la dama rossa, che oggi mi ha accopagnato nel riscaldamento e che poi si è  goduta un po di sole sugli spalti. Non la vedo, ma mi fotografa. Arrivo ad un passo da quelli che stavo per raggiungere concludendo in 53'40'', 112° su circa 700 partenti. Anche oggi mi sono divertito.

postato da: felipelcid alle ore 23:12 | link | commenti (2)
categorie: corsa
lunedì, 15 maggio 2006

Quattro cavalieri e una dama rossa alla Piana dei Greci

In quattro si ritrovarono contro oltre 500, nella piana dei greci. Un anello a saliscenti, sotto il sole cocente. Tra bicchierini trasparenti rotolanti dopo il primo rifornimento. In quattro, il sommo Gualtiero, l'indefesso Cocorullo, lo scriba, l'alto. Le loro magliettine rosse davanti e bianche dietro si ditribuirono nella prima parte del serpentone di podisti. Caldo, salite e discese per 10km. Il cicaleccio assordante del rilevatore dei passaggi per quattro volte. Il serpentone che si sfilaccia, s'allunga. E poi come, si conviene, l'arrivo. Nel caso dello scriba con imperioso finale, recuperando qualche posizione per chiudere in 41', a ritrovare la dama Rossa che aveva saggiamente optato per 5 km tranquilli e abbronzanti con vista sul lago. Solo quattro cavalieri al campionato regionale su strada, per la Palermo h 13.30 è il minimo storico!

postato da: felipelcid alle ore 00:29 | link | commenti (2)
categorie:
lunedì, 08 maggio 2006

Terrasini halfmarathon 2006 - Voglia di correre più forte
 
Ma sì parto piano e poi si vede, 4’15’’, forse 4’10’’ al mille. Così andavo pensando mentre raggiungevo Terrasini, faceva nulla se non mi ero allenato che a spizzichi bocconi negli ultimi 10 giorni. Una mattina fresca a Terrasini, il cielo velato, neppure un alito di vento, individuo subito il gruppo “Palermo h 13.30”. Luisa, il Principe, il Toro, reduci dei deserti dove fa caldo davvero, Zappulla, e molti molti altri. Un fascio di pettorali. Ritiro il mio e vado a cambiarmi. Riscaldamento, gamba buonissima, bella vigorosa.
Sarà stato l’eccesso di chiacchiere dello speaker, la grandissima partecipazione di podisti di tutta la Sicilia, il vedere il re dei tagliatori di percorsi sul palco, l’atmosfera di sano agonismo, ma allo sparo le tattiche si vanno a fare benedire parto a spron battuto. Riaggancio Luisa, poi il principe, zappulla, mimmo, pierino, brown. Sembra tutto filare liscio, falcata buona, respiro regolare. Passo all’ottavo in 33’, ma fa caldo, veramente caldo.
Vedo gli altri del gruppetto sfilarmi davanti, ho rallentato! Caldo, le gambe non girano. Caldo, ho sete. Caldo, cerco l’ombra delle palazzine dei muri. L’aria è ferma e non c’è più neppure una nuvola. Remi in barca ed andare avanti. Finisce il secondo giro che vengo sorpassato da un mare di persone. Vedo uno che barcolla, lo bloccano e lo fanno stendere a terra con le gambe in alto. Quando ripasso da lì, per via dello sviluppo del circuito, è già arrivata l’ambulanza. Uno della organizzazione fuma tranquillamente davanti alla porta aperta della ambulanza. Il cronometro dice che sono 30’-35’ più lento al mille, rispetto a quanto mi sarei aspettato. Alcuni compagni di squadra mi incitano invitandomi a sfruttare la loro scia. Macché:-Muriu ‘u cani!

Li guardo dal lato bianco della canottiera. Le falesie rosse a strati a picco sul mare verde e blu cristallino, calmo. Le case sono aggredite dalla salsedine. I bicchieri di plastica tappezzano la strada in un rifornimento. Nell’altro sono le spugne multicolori a decorare la strada. Qualcuno mette troppa energia nel lancio e la spugna finisce a mare, ma non è quel tipo di spugna che viene dal mare e che è bene che ci ritorni…
Ultimo giro, parlo coi vicini, scherzo, al rifornimento mi propongo per offrire io. Qualcuno mi prende sul serio ed allora non beve neppure e scatta per guadagnare qualche posizione.
Arrivo allungando, col il sole martella meglio di prima, le unghie un po’ lunghe spingono sulla scarpa.
E il cronometro si blocca a 1h32’50’’. Ora? Ora si pensa alla prossima gara, per divertirsi di più a Piana degli Albanesi e sotto le stelle in piazza Marina… Intanto un bel tuffo a mare me lo sono meritato…
 
postato da: felipelcid alle ore 21:38 | link | commenti (2)
categorie: racconti, corsa
martedì, 02 maggio 2006

E dove si trova questo posto?

 

 

Una città tra le più nuove d'Europa, dove i servizi pubblici funzionano a meraviglia, tantoc che alle quattro del mattino uomini e donne tornano a casa con l'autobus senza timore. Dove c'è un'isola intera di musei, dove le gallerie d'arte sono frequenti come le bottiglie di birra, ma rigorosamente riposte nelle casse che le hanno contenute da piene. sono stato abbastanza esplicito?
postato da: felipelcid alle ore 23:01 | link | commenti (8)
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