Sin miedo ni verguenza

Corsa, tango ed altre amenità

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venerdì, 28 luglio 2006

Quante volte bellezza e pericolo si trovano vicine?

Nuotare in mare, per lungo tempo. Vicino alla costa. Se il mare è calmo è come un enorme piscina, popolata di esseri viventi. Alcuni non fanno caso all'animale che procede in superficie lungo quasi due metri e scende trattenendo il fiato per poco tempo. Altri sono incuriositi, ma si tengono a debita distanza.Altri ancora sono attaccati alla roccia, e poi alcuni vagano col moto ondoso. Come la medusa i cui tentacoli sono ripuliti da un minuscolo pesciolino. Verrebbe voglia di toccarla, le parti liscie e gelatinose, i tentacoli temibili sconsigliano.

Se il mare è agitato, la bracciata si fa ampia per prendere respiro ed evitare di ingurgitare acqua. Si è in balia delle onde ma si procede comunque: un pezzo di sughero.

Ma la sensazione incredibile, quando le bracciate sono frequenti e potenti, quando le mani fanno presa sull'acqua e le gambe impongono il ritmo, è la sensazione di sudare. Il corpo è impegnato nello sforzo, il cervello governa il movimento e si distrae dall' osservare quello che avviene intorno, si concentra sui singoli muscoli che pulsano di audace impegno.

postato da: felipelcid alle ore 14:11 | link | commenti (2)
categorie:
mercoledì, 26 luglio 2006

 Lisianassa roboante divora le curve fendendo l'aria pregna di umidità del mattino. Aria spessa che cambia di consistenza, temperatura e odore. Fresca e umida, asciutta e calda, profumata di pino, puzzolente di carogna, immonda di rifiuti, dolciastra di pasticceria, cambia di continuo mentre il sole è già alto nel cielo.

postato da: felipelcid alle ore 07:50 | link | commenti
categorie: viaggi
martedì, 18 luglio 2006

Week end tanguero

quando il tango chiama... questa volta Geraldine Rojas y Ezequiel Paludi, di loro vorreste delle foto o dei filmati. Non vi posso accontentare, non avevo videocamera e poi questa volta mi volevo concentrare ed evitare di distrarmi guardando sempre nel piccolo schermo.

al sabato la sala del Paladanze (un capannone industriale con pavimento in sublime parquet) era così

a volteggiare c'erano loro, lei elegantissima e sensuale, lui argentino fino al midollo. vogliosi si insegnare e di comunicare, e disponibili a rispondere anche alle domande più assurde con un sorriso e una battuta di spirito. E poi ripartendo per attraversare la sicilia da oriente a occidente una tappa obbligatoria a salutare amici e ballare con amiche presso il venus hotel...

E lo sport? quello agonistico, "solo" alcune nuotate degne di questo nome...

 

 

postato da: felipelcid alle ore 23:54 | link | commenti (6)
categorie: viaggi, racconti, tango
venerdì, 14 luglio 2006

Tre milongas in tre giorni - stile di vita tanguero

Martedì, oltre la piana dei colli, oltre la zona di espansione est, tra le campagne vecchie abitazioni rurali e masserie la musica era di casa all'imbrunire dopo i lavori della terra ora, una volta alla settimana si balla il tango. A frequentare la milonga all'aperto i più sono allievi dell'italoargentino che per le origini meticcie vanta la vittoria di ben 7 titoli mondiali della pedata.

Mercoledì, ancora una vecchia masserie divenuta luogo di concerti dal rock all'hip hop, i drappi in alto non facevano scappare le note ma neppure l'aria. Ma i tangueri non demorsero.

Giovedì, il giardino comunale di Monreale con vista sulla valle dell'Oreto, ad un passo da Duomo, luci soffuse sotto i ficus e le palme, un quadrato è rivestito di un sottile strato di linoleum per ballare. naufragano ancora una volta i propositi di andare a dormire presto.

postato da: felipelcid alle ore 09:45 | link | commenti (4)
categorie: tango
giovedì, 06 luglio 2006

Mezzarancio!

Il nome, ancora devo capire da cosa derivi. E' un pezzo della salita (acchianata) in selciato che porta al Santuario di Santa Rosalia. Si parte dallo Stadio delle Palme e si taglia per il parco della Favorita, un paio di attraversamenti delle strade trafficate e si giunge all'inizio della salita percorsa dai devoti in occasione delle feste e degli exvoto. Molti podisti panormiti, la percorrono molto spesso in tutte le varianti. Ripetute in salita, medio a ritmi cardiaci forsennati, lunghissimi prendendo dalla alternativa per le auto. il più delle volte si arriva al Santuario, si beve acqua dalla fontana, si rende omaggio alla Santuzza e si scende a piedi (verso Palermo o verso Mondello) o in autobus.

Ma la salita è molto più di un allenamento, ascendi le rupi, lasci in basso al città ed il porto. Lo sguardo spazia sulla Conca d'Oro fino ai Monti che la circondano, fino al fumo del fuoco a Chiarandà di martedì scorso. Il mare martedì era piatto e la "porta del vento" sembrava potersi toccare con le dita. Ogni volta torni contento, il monte Pellegrino si è fatto piano sotto le tue suole volenterose.

postato da: felipelcid alle ore 23:04 | link | commenti (1)
categorie: corsa