Ma in paese c’è il popolo dei podisti che si cambia all’addiaccio, che porta in auto il pacco gara, che si riscalda che si saluta e si scambia gli auguri. E’ facile scoprire che il campo base è il palazzetto dello sport, con docce e bagni a disposizione, riscaldato ed accogliente. Iscrizioni per la competizione il piena attività la gente in fila circolare. Molli €3,50 ti danno un cartoncino con numero dove scrivi nome e cognome, prendono nota e un tagliando per il pacco gara (3 confezioni di pasta fresca). E’ il caso di muoversi la gara del 12 km comincia tra poco. Mentre mi riscaldo incontro uno dei reduci (non a caso questo termine) della 24 ore di Erice, mi racconta dei suoi problemi con le vesciche, ma oggi è più importante prendere temperatura. Annunciano la partenza e mi insinuo tra le prime file. Lo start è un via poco chiaro a cui seguono i bip dei cronometri e si parte i più forti hanno un ritmo infernale, mi nascondo in un gruppetto dove c’è anche la ragazza che ieri al Parco Lambro è arrivata 3, poco dopo mi accodo ad un gruppetto con una maglia azzurra con uno sponsor di imballaggi. I kilometri scorrono velocemente, i passaggi sembrano fin troppo rosei, nei cavalcavia mi metto in testa al gruppetto, ma non c’è verso di tenere la testa devono tirare per forza loro. Una alto con tutto l’aspetto dei triatleta continua a lamentarsi che già siamo al nono chilometro e mi sento a mio agio sulla stradina sterrata, forse riesco a forzate l’ultimo duemila. Ed infatti ci provo, ma il raffreddore mi frena, tosse, sputacchi, insomma prudenza e passo tranquillo. Purtroppo li ho sollecitati e loro adesso aumentano l’andatura senza che possa resistere. Dopotutto l’obiettivo di oggi era un buon medio e arrivare 55° sul oltre trecento in 47’53’’ è un ottimo medio.
In cauda venenum
Balestrate è sotto la pioggia battente. Una lama d'acqua occupa le strade che scendono verso il mare. I tombini inghiottono l'acqua appena prima del muro che divide il paese dalla ferrovia. L'acqua passa sotto i binari e va al mare sugli scogli. Arrivo prestissimo, ci sono i pescatori che controllano le reti in un magazzino, pochissime persone in giro. Prendo un the nel bar della piazza, della gara non sanno nulla ed un vecchio sbraita contro le trasmissioni televisive che raccolgono soldi che finiranno nelle solite tasche a suo dire. Esco, sono allergico ai discorsi da bar, mi faccio un giro, chiedo al benzinaio, ma non sa nulla neanché lui. Attraverso il paese ragionando sull'eventuale allenamento sotto la pioggia in caso non ci sia la gara, quando l'assembramento di gente in tuta e scarpe da running davanti ad un altro bar: PODISTI!
Incontro Crispi che protegge la macchina fotografica dalla pioggia, poi mentre mi riscaldo anche lo Zio Nino e Cocu. Si parte in batteria unica 4 giri per la gara femminile e over 45 e 6 per gli altri. In partenza per una volta mi metto in prima fila e mi incollo al gruppetto di testa fino alla prima curva quando il primo sorprendentemente gira a destra anzicchè a sinistra. Il ritmo è molto sostenuto, troppo per me, rifiato e li vedo allontanarsi ma al tempo stesso in ben pochi da dietro mi raggiungono. Il quinto giro porta una notizia inattesa: venenum! I muscoli sono imbottiti di acido lattico, i polpacci e i bicipiti femorali si induriscono. Calma Felipe, calma! Rallento ancora un pochino, cerco di correre in modo più redditizio. Anche il sesto giro è all'insegna dell'acido lattico e sul finire il sopraggiungere di un altro podista mi sprona alla volata. Resisto, resisto, resisto e non cedo la posizione mentre lo speaker plumbeo commenta la sfida al fotofinish. Arrivano Nino e Cocu proseguiamo accompagnando l'arrivo di Crispi che chiude la gara tra gli applausi.
Ma il bello deve ancora venire. Premiazioni. Nino ha conquistato il 4 posto ed anche io ciascuno nella sua catagoria! E vai! Ci spetta un bidoncino di vino bianco. Quando chiamano il podio della mia categoria, quello che avevo tenuto a bada nella volata viene dichiarato TERZO!
- Ma scusa - gli faccio- come è possibile sei arrivato dietro di me!- si gira e se ne va senza dire una parola. IN CAUDA VENENUM . sono indeciso se protestare, come si suggerisce crispi, ma in verità sono sopreso, e ho fatto un ottimo allenamento, quasi quasi me ne fotto, ho qualcosa in più da raccontare!
GOLIARDICA
Si può correre una mezzamaratona
raccontando barzellette? vestiti da Babbo Natale?

in gruppo nutrito di podisti che non fanno che incitare il pubblico ad applaudire al passaggio di Babbo Natale? Incitando quelli che per un attimo si sentono stanchi? Incitando l'atleta in testa alla gara urlando a gran voce il suo nome? quando subito prima si era mandato a quel paese l'auto dell'apripista che aveva strombazzato malamente quelli che stavano per essere doppiati? incitando tutti gli amici che si giocano i piazzamenti migliori? continuando a parlare e scambiarsi battute ed impressioni?

la risposta è sì, anche se mi sa che qualcuno si è un po' irritato del fatto che uno sport serio e di concentrazione, è stato interpretato come una gita divertente e divertita di un gruppo di amici per i quali lo sport amatoriale è impegno ma anche uno spasso.

La guardo negli occhi, mi avvicino, le porgo la mano.
Sta guardano proprio me, oddio, vuole ballare!
si alza mi viene incontro e allarga le braccia: -sono principiante! ballo da un mese
- una mia amica dice che siamo tutti principianti alcuni principianti veterani, non ti preoccupare.
Il primo tango è ballato semplicemente, camminando a tempo, qualche ocho. La pista è piena, lei è tesa, sale e scende ad ogni passo dimentica qualche cruce, ma non è male se è vero che ha preso poche lezioni. Finisce il tango.
- grazie, grazie, scusami tante volte non so cosa devo fare.
- adesso ne balliamo un altro, vai benissimo, non ti preoccupare, rilassati e faccio cose semplici cercherò di farti capire tutto.
Il secondo ed il terzo tango furono ancora migliori, l'abbraccio si fece più comodo e cose non tanto semplici riuscivano con facilità senza tensioni. questo accadde all'espace ieri sera dove la sala si riempie dei principianti che hanno appena finito la lezione della maestra dalla voce profonda, dove li raggiungono i principianti veterani provenienti da altre lezioni e dove la selezione musicale (Di sarli, Tanturi, Fresedo, De Caro) sopisce gli esaltati
IPNOTICA
ventiquattro ore di corsa individuale è una gara ipnotica. I/le concorrenti continuano a girare intorno ad un campo di calcio percorrendo il nastro rosso di tartan, in terza quarta corsia, per ore, ore, ore. Parlano tra loro e col pubblico, guardano in giro, pensano, mangiano e poi ad un tratto lo staff annuncia il cambio di direzione di marcia. Si fermano nei pressi della linea di cambio, chi vi è prossimo, gli altri contiuano in quella direzione. Si attende lo sparo dello start, annunciato da un count down, e si ricomincia per ore, ore, ore. Il nostri CRISPI riesce a scattare un mucchio di foto, oltre a correre, camminare, e parlare. Tutti hanno un gran sorriso e non li ferma nulla.
Nel frattempo c'era anche la 24*1h, 24 staffettisti si alternanto nella fatica di un'ora al ritmo che ciascuno sente proprio:
cronografi svizzeri che volano radendi al suolo (fofo', gualti, nunzio), altri che poggiano appena (peppe) altri che divorano km con tenacia (il toro, il principe, la presidente, corvaia, logarbo, zap, e tutti quelli che dimentico di nominare). Poi cavalli pazzi come me che partono gonfi di cous cous, ma che dopo venti minuti feroci devono tirare i remi in barca e gestire il ritorno del grano incocciato. Il bersagliere che avevo alle calcagna si è accorto della vicenda ed ha fatto di tutto per riuscire a raggiungermi, superarmi e dopo una volata tiratissima arrivare al traguardo quando mancavano pochi secondi alla fine dell'ora, con il cambio pronto. Insomma si è dovuto fare un altro giro, mentre io passavo il testimone a Gualtiero allo scattare dell'ora e 3 secondi.

Tutti i ventriquattro hanno qualcosa da raccontare direi che basterà una frase, un commento (che finirà sul blog e sul sito della palermo h13.30)

Nunzio osservando Gualtiero:- va bene, ma se avessimo corso insieme saremmo andati più forte ( ed hanno fatto 40 giri in un'ora!)
Fofò osservando i risultati (ovvero i 40 giri):-Domenica c'è la mezza a mazzara, magari non forzo! (ha fatto solo 38 giri)
Zappulla, prima della gara:-Noi siamo qui per partecipare, ma adesso voglio vincere!
La presidente rispondendo a chi prevedeva per lei un futuro da specialista delle ventiquattrore indicando una signora bionda magrissima coi quadricipiti disegnati a china:- Questa battuta l'hanno già fatta.
Una menzione particolare meritano le fidanzate/i, mogli e mariti, figli/e e i supporters che sono venuti a vedere ed anche quelli che ci hanno pensato mentre il sole il vento e la pioggia mutavano l'aspetto dell'ipnotico anello. (per inciso la staffetta di questa edizione della 24 ore sole l'abbiamo proprio vinta noi!)
Fix, un luogo di discoteca estiva prestato al tango. L'aria è umida e pervasa dell'aroma del cassonetto dato alle fiamme, la ragazza della cassa è trincerata dietro un vetro antisfondamento. La porta anch'essa a vetri lascia intravedere una sala grande con drappi al soffitto. In verità i drappi sono il soffitto: è un tendone, le pareti di muratura e di legno sono incomplete ovvero alcune parti sono aperte. Tutti ballano con la giacca, alcune donne con il cappotto e la sciarpa. La pista è al centro del tendone circolare mattonelle disposte in cerchi che si allargano. Intorno alla pista divani e poltrone di corda e cuscini enormi, il popolo tanguero è asserragliato dove ci sono meno spifferie visto che tra le pareti e il tendone c'è spazio per l'ingresso dell'aria esterna e l'uscita dei fumi dei tabagisti.
Giro podistico Faro Capo Gallo
arrivare alla decima edizione di una gara podistica significa svariate cose:
a) un bel gruppo di podisti disposti a corrererla;
b) una società sportiva attiva;
c) un tracciato che si presta ed attira per bellezza, caratteristiche tecniche, gestibilità del traffico veicolare.
Il giro podistico del faro a Mondello le ha tutte. Si arriva all'ultimo istante si prende il pettorale e si corre sulla spiaggia per 200 metri, poi il controviale di mondello fino alla piazzetta, poco traffico per via dell'ora e poi a Mondello gli automobilisti sono abituati a vedere i podisti. Si corre dentro la Riserva Naturale di Capo Gallo si arriva al Faro con una salitella selettiva. E dietro front per tornare al punto di partenza. otto chilometri e mezzo di giro fino al traguardo di fronte al mare e questa volta come altre alla fine della gara si festeggia con un bagno rinfrescante il 3 dicembre. festeggiai anche io quest'anno.

La milonga era in galleria, in molti a ballare, in moltissimi a guardare vocianti e distratti, silenziosi e incuriositi. Poi vennè la pareja di ballerini e catturarono tutti gli sguardi. Oggi nella stessa città il cui simbolo appare dietro la coppia concentrata nel baile si inaugura un nuovo spazio conquistato al e dal tango. hasta la MiloNga NueVa!!!