Sin miedo ni verguenza

Corsa, tango ed altre amenità

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martedì, 30 gennaio 2007

Gricel è milonga all'ultimo piano di un albergo enorme di quelli che ci sono nelle grandi città e che si riempiono in occasione delle fiere. E' l'inagurazione di questa milonga ed il popolo tanguero risponde come sempre con entusiasmo alle novità: nella hall ci intimano: non ci sono più posti a sedere!

non ci interessa sederci - rispondiamo- siamo venuti per ballare!

L'ascensore è veloce, all'apertura delle sue porte la calca è notevole, chi scrive su fogli prestampati, chi sbircia all'interno della sala, chi si ristora al bar, chi aspetta in coda per pagare. Entriamo, le sedie sono tutte occupate da cappotti, sacchetti argentini, cappelli, borse. Molliamo le nostre cose in un angolo e facciamo quello che ci proponevamo di fare: "bailar". Di tanto in tanto ci sediamo a osservare la gente, le loro scarpe fantasiose e gli abiti audaci, le acconciature improbabili, le espressioni inconsuete, sguardi rapiti, occhi chiusi per ascoltare meglio, abbracci distanti, abbracci stretti, gesti eleganti e misurati, passi incerti, pose affettate. Quanta gente che non vedevamo da un mucchio di tempo, c'è anche la nostra maestra! L'inaugurazione l'ha convinata a dedicare al tango un sabato, lei che di tango riempie tutti i giorni. Ha bei progetti per il nuovo anno: una scuola tutta sua. La invito per una tanda di milonga sottraendola a un po' public relations. Zigzaghiamo tra la folla milongueando. Anche la Rossa baila, non appena mi allontano viene invitata in un lampo. Que milonga!

Con la Rossa ci scambiammo impressioni a vederci dall'esterno e poi riprendemmo a bailar fino a quando la gente non si diradò, fino a quando non fu annunciata l'ultima tanda.

Grisel è anche un tango (Música: Mariano Mores, Letra: José María Contursi su todotango la versione è quella dell' Orquesta Don Atilio Atilio Stampone, Canta: Hugo Marcel, Buenos Aires 1977 ).

postato da: felipelcid alle ore 07:17 | link | commenti (6)
categorie: tango
martedì, 23 gennaio 2007

Quando Zu’ Nino, felipe e mefre’ sinni eru alla Hybla Marathon 2007



“Qui si magnifica il porco” così il tavaro meditativo (il toro dello zen per l’appunto) raccontava recitasse il motto di un ristorante in Chiaramonte Gulfi. Non si poteva andare a mangiare prima della gara per non fare un torto al lo presti volante e signora, che erano ancora in viaggio e perchè si sa prima della gara l’alimentazione deve essere leggera e digeribile, inoltre c’erano gli eroi della pedata in maglia rosanero e ne si volevano vedere le imprese.

Ma il pensiero del PORCO stava diventando un’idea fissa, la sera abbiamo prenotato subito dopo cena, mentre approcciavamo ad un gelato cioccolato alle 7 spezie e noci, al mattino mentre degustavamo le marmellate (mele cotogne, madarini, fichi, arancia) e il miele di timo messe a disposizione dal B&B Giardino di Pietra.

 

Mentre aspettavamo l’autobus per andare alla partenza, sullo stesso autobus.

Quando ci riscaldavamo lo zio Nino disse: Ragazzi quando sentirete la stanchezza e la salita si farà impervia pensate che poi ce ne andiamo a mangiare a Chiaramonte dove si “Magnifica il porco!

Fu così che partimmo a spron battuto dopo il passaggio dei primi due della maratona Bibi e Liuzzo, al via della mezza maratona. Giornata luminosa e con pochissimo vento, un tracciato suggestivo tra muretti a secco, campi coltivati, pascoli e poi in città fino al cuore di Ragusa Hybla. A osservarci c’erano le vacche, gli asini, un cane su un muretto, automobilisti tranquilli, persone in giro a Ragusa, molti vigili urbani, molti volontari a presidiare gli incroci, molti volontari ai rifornimenti. Il saliscendi continuo, curve e tornanti, ma non esiste la noia e i muscoli sono sollecitati di continuo. Riesco a sfruttare le discese ed essere regolare in salita. L’ultimo mille è in salita per arrivare in piazza. Aggancio il gruppetto che mi precede e senza strappare mi stacco da loro, davanti uno con gli occhiali tondi che giudico lontano, ma poi rinviene uno di quelli del gruppetto di poco prima lancia la volata. Scatta un meccanismo feroce, bestiale: non voglio farmi superare e allungo imperiosamente gli ultimi 150 metri lo speaker esalta il gesto con un commento appropriato, supero a pochi metri dal traguardo anche quello con gli occhialini e freno sulla ragazza che distribuisce le medaglie. 1h 26’ 48’’

Arriva Alfonso che ha fatto la maratona, arriva lo zio Nino, Mariella, e Mefre. Alfonso e Mariella devono andare via presto (ma devono anche aspettare la premiazione), noi invece abbiamo un impegno a Chiaramonte Gulfi!!! Bravo Tavaro da Majore il porco lo magnificano per davvero!!!


postato da: felipelcid alle ore 21:39 | link | commenti (3)
categorie: viaggi, corsa
lunedì, 22 gennaio 2007

Falesie calcaree a picco sul mare

Spumeggianti onde si infrangono sugli scogli

Una torre custodiva la costa e parlava alle altre torri lungo la costa e verso l'interno, poi in molti cercarono di costruire una bella casetta vista mare, ma gli risultò difficile...

postato da: felipelcid alle ore 16:05 | link | commenti (3)
categorie: viaggi
mercoledì, 17 gennaio 2007

Un lago artificiale a 750 m d’altitudine, frequentato da molti migratori che lo usano come luogo di sosta. Intorno al lago una cintura di alberi alcuni venuti da lontano altri già presenti in questi luoghi negli impluvi e nelle aree sempre umide. Oltre la cintura di alberi i terreni coltivati e poi due paesini dove si parla una lingua di alcuni secoli fa. A circondare il lago ed i paesini monti aguzzi di creste rocciose che emergono da boschi giovani ed antichi. I boschi giovani aiutano il ritorno di quelli antichi.

Potresti godere del panorama dall’alto sostenuto dall’aria calda...

 sdraidato sul bordo del lago,

appollaiato su una di quelle creste.

Qualcuno a questo panorama dedica uno sguardo distratto,

qualcun altro vorrebbe trovare un ristorante con quella vista,

altri ancora immaginano come sarebbe bello avere un barchetta a remi per mettersi al centro del lago a parlare o a godersi il silenzio

E tu che faresti?

postato da: felipelcid alle ore 17:58 | link | commenti (12)
categorie: viaggi
martedì, 16 gennaio 2007

Locura

 

Una "locura" così era il traffico di Buenos Aires al venerdì parola Guillermo Bianco tassista porteño che ci accompagnava al "Abasto". Al venerdì gli abitanti di Buenos Aires vogliono fare tutto quello che non sono riusciti a fare durante l'arco della settimana e così c'è un traffico pazzesco una "locura" appunto.

Il tassista in tutto il mondo è una fonte inesauribile di informazioni, a Buenos Aires forse ancora di più. Puoi chiedere impressioni sulla vita mondana, sui posti più in, sulle milongas dove ballano gli argentini e quelle di spettacoli per turisti, puio chiedere anche della situazione economica dell'argentina. Il tassista porteño ti risponderà.

Secondo Guillermo per esempio quando c'era la parità peso dollaro era magnifico, gli argentini hanno girato il mondo tutto costava poco e ci si poteva permettere di andare all'estero. Poi è successo quello che è successo, hanno speculato, hanno rubato eppure era bello quando si aveva la moneta forte.

Di parere completamente opposto un altro interlocutore in San Telmo, un negoziante italiano, decorato della Resistenza e trasferitosi negli anni cinquanta. La parità peso dollaro sembrò una cuccagna ed invece era il precipizio, il peso era troppo forte e non solo non si esportava più nulla ma si acquistava tutto dall'estero, le fabbriche chiudevano una dopo l'altra, di turisti neppure a parlarne tutto era carissimo e lo diventò anche per gli argentini. Speculazioni e ruberie fecero il resto, il paese era in ginocchio e per via delle liberalizzazioni selvagge non controllava più neppure i settori strategici. Si era dentro l'abisso e si continuava a festeggiare. Forse ora qualcosa sta cambiando ci disse, si ricominicia a lavorare, ritornano i turisti e le fabbriche riaprono di nuovo. Non è facile ricominciare quasi dallo stesso punto in cui si trovano quelli che arrivarono dall'Europa in cerca di fortuna e dopo aver creduto di essere un paese ricco e florido...

eppure ci stanno riuscendo

postato da: felipelcid alle ore 07:34 | link | commenti (2)
categorie: viaggi, racconti
lunedì, 15 gennaio 2007

 

ed era un piccolo gruppo della "palermo all'ora di pranzo" che si presentò lungo le strade di borgo vecchio. Un percorso impegnativo di m 775,35 una L da fare avanti e indietro per numero di volte diverso secondo le categorie. I più si concentravano al sole. Due batterie come nelle migliori tradizioni biorace, inframmezzate dalle batterie dei bambini di tutti i colori e di molte nazionalità, tutti con accento palermitano doc.


Volete sapere della gara? I nostri della "palermo all'ora di pranzo" si sono comportati bene: hanno corso ed hanno sudato e si sono divertiti assai.

postato da: felipelcid alle ore 12:34 | link | commenti (5)
categorie: corsa
lunedì, 08 gennaio 2007

Bosco angimbè: Cross alla trapanese
Sopra Calatafimi si conserva un lembo di sughereta, le querce dalla corteccia spessa e rugosa che restiste al fuoco. Ma il sette gennaio è un giorno luminoso e fresco i podisti non vedono l’ora di parcheggiare le auto e di cominciare a riscaldare i muscoli mentre si respira aria sopraffina.
Le operazioni d’iscrizione sono rapide e poco dopo parte la prima batteria. Il circuito è di 1400 metri da ripetersi 3 o 5 volte a seconda delle categorie. Solo il rettilineo finale è in piano, il resto del tracciato, che si snoda lungo una pista forestale, è in salita o discesa.

La mia batteria è la seconda, in partenza resto prudente in seconda fila e dopo poco le posizioni si stabilizzano grazie proprio alle salite. Qualcuno forza in discesa lanciandosi in picchiata, ma poi paga nella salita successiva. Le nike terra gride hanno un battistrada artigliato molto efficace, ma al secondo giro sento uno strano bruciore alla zona plantare, la scarpa frega stranamente. Sono in un gruppetto ci alterniamo a fare il ritmo, al quinto giro aumento in salita, recupero uno che corre con le chiodate, in discesa allungo un po’ ma non li stacco. Nella salita prima del rush finale aumentano l’andatura, resto a contatto ma è dura è il bruciore ai piedi racconta di vesciche.
Niente volata, resto al ritmo che mi permette di chiudere i 7km in 27’ o giù di lì. All’arrivo patate bollite per tutti (e qualcuno che non correva è venuto apposta per le patate bollite).

postato da: felipelcid alle ore 11:31 | link | commenti (5)
categorie: corsa
mercoledì, 03 gennaio 2007

Il primo post dell'anno

il primo post dell'anno è una responsabilità. C'è bisogno di un argomento importante, di qualcosa che dia prospettiva...

Molti sono gli argomenti interessanti per il primo post dell'anno da qui al prossimo dicembre quante cose possono accadere, quante realizzarsi, quanti inattesi incontri. ecco proprio l'imprevisto è quello che forse più ...

e le cose programmate? i programmi del nuovo anno, pianificare tutto? ovviamente scardinato dall'imprevisto. ed allora? meglio organizzarsi per la prossima corsa, la prossima milonga, il prossimo viaggio...

postato da: felipelcid alle ore 17:44 | link | commenti (9)
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