Un appuntamento per 38.000 persone alle 10 del mattino del 4 di novembre da un lato del Ponte di Verrazzano. Non vorrei fare tardi e quindi mi muovo anche io ... per tempo.

Giorni di pioggia, con queste condizioni si misurano le motivazioni del podista. Se lo vedete per strada, insensibile agli scrosci ed alle pozzanghere, armato di pettorina impermeabile, di braghe aderenti e lunghe, oppure temerario in pantaloncini, potete star certi che ha una gara a cui tiene in programma.
settimana di corsa
Una settimana di corsa sotto multi punti vista: un mucchio di chilometri per assolvere molti impegni di lavoro, i previsti gli allenamenti sono continuati con un stop per via dell'ondata di maltempo di ieri e oggi. Alla fine meglio così ho recuperato dagli affaticamenti muscolari degli ultimi lavori brillanti.Il più è fatto. Ormai la partenza per NY è vicina ed il lavoro che andava fatto è stato eseguito, adesso manca di definire i dettagli: gli ultimi allenamenti e la programmazione del bagaglio.
Nel precedente post mi si chiedevan foto, anche quelle dovrebbero arrivare, grazie a qualche amico che lungo il percorso, ha assistito alla gara. Una foto però condivido con piacere, visto che è stato teatro di uno degli allenamenti inseriti a forza tra gli impegni di lavoro...
Una burrasca alle 8.00 del mattino mi fece desistere dal proposito di recarmi di corsa alla partenza della gara "Palermo Supermarathon". Avrei corso la mezza maratona e nel frattempo "assummato" i chilometri per il previsto lungo. Ma la pioggia sconsigliò. Ed alla fine fu un bene perchè anche se il sole occhieggiava tra le nuvole e non piovve più la partenza ritardata della gara avrebbe impietrito i muscoli oltre modo.
Il percorso è suggestivo taglia tutta la città da Mondello a Piazza Massimo, in mezzo ad ali di folla strombazzante ed imprecante asserragliata nelle proprie vetture. Il rumore dei passi contro il rombare di motori immobili. Per fortuna in molti anche non podisti hanno approfittato della enorme isola pedonale per vivere la città da un altro punto di vista.
prepararsi ad una gara e capacità di adattamento
era l'argomento di un post di qualche tempo fa, questa settimana si è verificato proprio una serie di esempi di adattamento forzato. Le forzature stanno nel far entrare l'allenamento dove difficilmente potrebbe stare. In giornate piene di impegni di lavoro, dove la pausa pranzo abitualmente immolata alla causa della maratona, viene inghiottita dalla necessità di cercare di definire la tal cosa o tal altra. E l'allenamento, negletto, viene relegato all'oscurità dell'imbrunire o dell'albeggiare. Questa volta però l'impossibilità di correre per un paio di giorni si è rivelata provvidenziale: il soleo sinistro era recalcitrante al medio del giovedì e così niente corsa. Sabato era tornato a più miti consigli. Domenica lungo, mentre gli amici erano impegnati a Trapani nella velocissima "sale e saline", mi cimentai in un valicamento di montagne, salite e discese. Oggi complice come spesso accade una tarda uscita dall'ufficio, ancora ben più di una manciata di kilometri per un percorso aspro e suggestivo fino al Santuario di Santa Rosalia per la "scala vecchia", nota ai pellegrini, e discesa dall'impervio, scosceso, ammacchiato, spinoso, sdrucciolevole, frondoso Vallone del Porco fino al cuore del parco della Favorita. i più esperti diranno: "ma che tabella è per una maratona? con tutte queste salite e discese non ti abitui alla velocità di gara" risposta: "non cerco nessuna prestazione a NYC, ma solo ed esclusivamente di godermi appieno la maratona, di osservare tutto, con questi percorsi mi alleno ad osservare" Domani il programma "quello buono" prevede un doppio 5000 e doppio mille, i colleghi saranno seduti al tavolo, mentre io avrò indossato i pantaloncini...