Questa settimana niente garette (non si sono incastrate utilmente con gli altri impegni), però in settimana mi sono regalato una corsetta in montagna.
Della gelida e ventosa maratona di Siracusa
Laddove i limoni sono rigogliosi ed il papiro cresce lungo le sponde dei fiumi il clima deve essere mite. Dove gli inverni prendono le forme di tiepide e lunghe primavere, il sud della Sicilia, vicino al mare. Una sorta di California d'Europa dove splende sempre il sole. Così i molti maratoneti del nord europa fantasticavano sul correre al caldo a febbraio, sulla abbronzatura che avrebbero sfoggiato, e magari sul bagno in mare da raccontare agli amici al ritorno.

A guardare dalla finestra del b&b*, il sole era già alto e illuminava con forza il mare racchiuso, le braccia di terra che lo racchiudevano, le barche , i ponti, i palazzi, i ficus. Ma le foglie e i rami degli alberi, le bandiere e gli alberi delle navi, l'increspatura delle acque nel mare racchiuso inequivocabilmente parlavano di vento. E pure la luce aveva qualcosa di strano, di simile al nord, parlava di freddo.
Freddo e vento, a spazzare i limoni ed il papiro, ed il popolo variopinto con le scarpe per correre. Quando Gaetano va via ormai molte scelte sono fatte: correrò in canottiera, giuseppe e patrizia hanno deciso per la manica lunga, marco per la manica corta e il gilet antivento. Ci riscaldiamo senza scatti aspettando che i muscoli reagiscano piano piano al freddo. La maglietta di cotone del riscaldamento resterà a belvedere il suo compito finisce prima dello start dato dal grande Enzo Maiorca. C'è chi parte sparato e chi meno, io sono prudente i muscoli sono ancora freddi e poi ci sono molti km da correre oggi 30 da gestire con la testa. Giuseppe parte forte è in gruppetto veramente aggressivo come il suo stato di forma, vedo allungare Bibi che è partito stranamente pianissimo. Marco, corre per la 21, è proprio dietro di me lo vedo con la coda dell'occhio ed ogni tanto gli chiedo come va. Nei primi chilometri alcuni ci passano a tutta birra, tra questi alcune ragazze. I gruppetti si delineano, io mi trovo a darmi i cambi con un ragazzo di Siracusa, Ottavio. Dietro di noi in sei sette ripararsi dal vento. Cominciamo ad inanellare i chilometri a ritmo costante, un pelo sotto o sopra 4.15.
Vialoni poco trafficati spazzati dal vento, strade di zone residenziali riparate da mura e alberi, ancora vialoni. Ottavio ci anticipa il percorso, le salite, le discese, il fondo irregolare, sono i luoghi degli allenamenti. Parliamo andando a 4.15 al mille metri, mentre gli altri al massimo commentano con un grugnito. Un vialone il leggera salita e col vento contro fa desistere in molti, iniziamo ad inghiottire chi è partito troppo forte. Si va in città che siamo al 15°, che luce che aria, fa freddo ma i muscoli sono caldi ed anche le mani sono calde. Un tratto di discesa detto la traiettoria dei tornanti come andassi in moto. manca poco alla mezza e chi vede ormai l'obiettivo della sua fatica allunga un po', li lascio andare senza rimorsi so che i prossimi 10 km sono il vero allenamento, dovrò cambiare ritmo e tenerlo fino alla fine. Al ventesimo, il cervello da l'ordine le gambe eseguono, i ponti, le curve, il vento, una bella storta, i dietrofront necessari per alcune approssimative indicazioni del percorso non disturbano la concentrazion. Anche Ottavio tiene bene, siamo a 4' al mille. Secondo giro di Ortigia, stesse curve, stesso vento, stessi ponti. Ai 400 Ottavio mi fa io arrivo con te o dietro di te, ma davanti no e allora :-forza- gli faccio ed allungo imperioso, mi segue senza staccarsi ed passiamo il traguardo a braccia levate insieme stesso tempo solo il chip potrà dire chi è arrivato prima (come se importasse) 2.03.57
Gran bella corsa, bel week end, anche la rossa ed il pepito hanno partecipato alla stracittadina, gli amici hanno tutti conseguito ottimi piazzamenti sarà stato merito del capuliato di pomorodo secco con cui era condita la pasta di ieri (da mariano)? E se avessimo mangiato la zuppa di neonato (novellame di pesce non preoccupatevi) o la zuppa delle sirene (piselli, gamberi e ricci di mare) che abbiamo mangiato a pranzo (giove) dopo la gara??? Se lo avranno fatto anche quelli che correndo la maratona sono arrivati per ultimi non penseranno più al disappunto di non trovare manco una bottiglia d'acqua.

*speciale menzione per un b&b da champions league "Approdo delle Sirene"