trofeo san paolino Partinico, venerdì 20 giugno

caldo umido, salite, discese, sterrati, polvere rinvigoriscono lo spirito agonistico!
Questa volta pur non essendo nei quartieri alti delle classifiche abbiamo venduto cara la pelle (31'53'' per 7920 m)! e ci siamo meritati la pizza in quel dell'antico casale con i nostri tifosi affezionati (le nostre famiglie!)!

foto di O. Fulco, se ne volete sapere di più sulla gara visitate www.siciliapodistica.it
Silenzio interrotto... per dire ai frequentatori del blog che non mancheranno nuovi post e nuove foto!
oggi mi hanno chiesto se sul blog scrivo solo di corsa, quasi sempre. Scrivo proprio di corsa. Lo confermano gli errori di battitura e la punteggiatura non curata.
mi hanno chiesto anche dei profumi che si respiravano in montagna: ci ho pensato su ripercorrendo la corsa dell'anno scorso, ma sarei dovuto essere con ciascuno di loro a toccare le piante, ad avvicinarmi ai fiori, a guardare le farfalle che si levavano in volo ogni volta che sfiori la vegetazione che cresce lungo il sentiero
penso di aver fatto bene a non portarmi le scarpe questa mattina: se le avessi avute con me non avrei resistito e le avrei indossate!
Peppino aveva un conto aperto da un anno. Una garetta tra la fine di aprile e l'inizio di maggio gli aveva regalato un infortunio muscolare, più grave di una contrattura ma non ancora uno strappo. Aveva cercato di recuperare, ma appena forzava le andature ritornava il dolore. Il responso saggio fu di non correre per un po', di aspettare, di rinunciare alla prima edizione dell'ecomaratona delle madonie.
Rinunciare ad una gara preparata per lungo tempo dispiace, è mancare un obiettivo per il quale si è lavorato duramente, è vanificare molti sforzi e sacrifici, azzerare programmazione, e quel che è peggio è non partecipare ad un evento desiderato
Peppino l'anno scorso incitò i compagni di squadra, si occupò dei rifornimenti, partecipò lo stesso con il solito entusiasmo, ma il conto era e restava aperto.
Recuperato l'infortunio, ha ripreso con tenacia, si è preparato, ha corso mezze maratone e maratone. Ha demolito i personali precenti. Ha mirato la preparazione al trail. Ha provato salite impervie e discese paurose e si è cimentato nella prima gara del circuito del trail siciliano (potremmo dire palermitano)
Che i suoi piedi sapessero cosa fare quando il suolo è fatto di pietre instabili, di erbe scivolose, di asperità, di fanghi molli, di rocce aguzze, s'era visto a gennaio, ma l'11 maggio ha messo in fila un sacco di gente che non si sarebbe mai immaginata di vederlo balzare in testa in sentiero in discesa ricco di tutte le difficoltà del caso.
Quello era il preludio per l'ecomaratona delle madonie, la gara che l'anno scorso era sfuggita, ma ora era giunto il momento per affrontarla
Peppino ha raccolto informazioni, ha provato alcuni tratti e questa mattina era al via con i piedi pronti a misurarsi con le pietre delle madonie.
E' partito forte alle calcagna degli specialisti venuti dal nord, ma la maratona è lunga e premia chi meglio sa interpretare le sensazioni che il corpo invia di continuo.
E così Peppino non ha forzato, ha tenuto il suo passo, ha raggiunto Monte San Salvatore la vetta più alta di oggi, ha corso per le cascata di pietre, è passato intorno al santuario di Madonna dell'alto e si è lanciato nella discesa di Monte dei Cavalli alla volta di Polizzi Generosa
Nella discesa ha recuperato una posizione e poi nell'ultimo tratto ha salutato il suo compagno di molti allenamenti chiedendogli quanto mancasse
-Poco, meno di un kilometro- gli rispose quello, che l'anno scorso invece l'aveva corsa.
peppino affrontò l'ultima salitella coi muscoli carichi di acido lattico ed entrò in paese, sesto assoluto ed un gran tempo per una gara con oltre 2000 metri di dislivello positivo. Grande Peppino!
se ne volete sapere di più su peppino... basta cliccare sul link "il keniano dell'uditore" che trovate da oggi sulla destra. Per sapere chi ha scattato la foto... provate un po' ad immaginare!

Le curve strette nel centro storico di Palermo sono state percorse da oltre 700 atlete ed atleti, sul far della sera.
Erano infide le basole attraversate da vecchie rotaie, quest'anno però senza la pioggia permettevano di spingere senza timore.
Si respira la storia tra queste strade, tra palazzi antichi e meno antichi, stili e materiali diversi, giardini con piante enormi e macerie vecchie della seconda guerra mondiale.
Si respira l'atmofera della festa, l'aria umida di un giorno caldo in riva al mare, la parte volatile dello strutto usato per friggere la milza nella traversa della vucciria, pochi gas di scarico nelle traverse attorno alle vie destinate ai podisti ed ai loro amici.
Grondante di sudore chi si è cimentato nella gara del 2 giugno palermitano, anche senza scirocco e senza pioggia. L'aria era spessa di umidità. Qualcuno ha rifornito di acqua i podisti più amici, ma in una gara così breve forse non ce n'era bisogno.
Una gara di fine stagione, per me reduce da allergie e doloretti vari per i tanti chilometri corsi. Eppure l'avvio è stato brillante come sempre, ma non avevo voglia di soffrire, ho tenuto il passo che mi permetteva di essere lucido abbastanza per incitare gli amici che correvano e salutare quelli che erano lungo il percorso. Per urlare "ciao" al piccolo Pepito che da pochi giorni ha imparato ad appludire, e che è venuto a vedere i miei piedi spindere sulle infide basole.

Ne ho incontrate di persone ieri ed in tre hanno citato il blog: l'anima di sicilia podistica, il compagno dei 30 km siracusani e un podista che mi ha raccontato di leggere il blog mentre vagavo alla ricerca della famiglia.
Racconterei pure che ho chiuso in 39.50 e che questa settimana vorrei più nuotare che correre, perchè a fine gara tutti i doloretti sono tornati e la loro compagnia non mi è gradita.

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Foto B.Manachini, O. Fulco, F. Serio