Sin miedo ni verguenza

Corsa, tango ed altre amenità

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giovedì, 26 febbraio 2009

Giro di boa in vista... manca poco a siano 20,000 le volte che su questo blog si posino degli occhi. Si parla di tango e corsa, ultimamente molto più di corsa che di tango... prossimo post potrebbe riguardare i piedi che scivolano sul pavimento di una milonga toscana o percuotono gli asfalti di fucecchio?
postato da: felipelcid alle ore 22:54 | link | commenti (6)
categorie: tango, run
lunedì, 23 febbraio 2009

Alla volta della mezza di Fucecchio

La prossima domenica appuntamento con la prima mezza maratona di stagione... invernale! Quest'anno si pensò a essere più parsimoniosi ed a scegliere opportunamente le gare a cui partecipare. Il proposito è quello di distribure meglio le forze, di non lasciarsi prendere troppo dall'entusiasmo e partecipare a tutto il partecipabile. L'esperienza dovrà pur insegnare qualcosa. Insomma è arrivata la prima tappa per la maratona di primavera, dopo allenamenti rigorosi e feroci, ma alternati a sedute di recupero e qualche garetta su breve distanza. Pioggia, vento, grandine, freddo come da tempo non si vedeva in Sicilia, sono stati compagni di allenamento molto affezionati. Ho avuto la sensazione di avere trovato "il bandolo della matassa" quando in occasione di alcuni allenamenti e delle garette più recenti, ho ritrovato le sensazioni delle gambe che girano, del respiro controllato (mentre altri sono in affanno), dei piedi efficaci... Vedremo che succederà.

postato da: felipelcid alle ore 18:17 | link | commenti
categorie: corsa, run , podismo
domenica, 22 febbraio 2009

La ghiotta occasione

Si presentò con una mattina di sole tiepido, mentre le cime più alte erano ancora bianche della neve caduta una settimana prima. Il riscaldamento fu eseguito in assetto da gara, non servivano tute o felpe per difendersi da gelide folate. E con i soci allo start si partì a spron battuto. Il gruppetto era compatto di sei o sette persone. Chi mi seguiva in classifica mi seguiva ad un passo, la sua tattica era svelata: aspettare per colpire in volata. Al secondo giro getto la maschera e sferro un attacco sulla rampetta ripida e scavata dalle acque piovane. Si crea uno spazio colmato da uno dei soci che mi informa dei risultati istantanei. Spingiamo ancora ed ancora, il giudice di gara, che ci conosce, ci chiede se sappiano a quale giro siamo, gli rispondiamo alzando tre dita della mano destra. Promossi! Alla curva successiva verifico che la sfida per la categoria è vinta, la ghiotta occasione è colta, ma bisogna tenere fino alla fine. I due giri scorrono veloci, con un paio di concorrenti che mi sopravanzano ed allungano di una decina di metri. Nessuna voglia, nè bisogno di sprintare, piuttosto il gusto di arrivare a braccia levate e bloccare il cronometro sullo stesso tempo della settimana scorsa.

postato da: felipelcid alle ore 14:30 | link | commenti
categorie: corsa, run , podismo
venerdì, 20 febbraio 2009

Una ghiotta occasione per ... conquistare la vetta

La maggior parte dei podisti vince di rado, si potrebbe dire che dal secondo in poi perdono tutti. Ma è una visione riduttiva e scorretta, direi infelice, visto che ciascuno corre contro se stesso prima che per battere qualcun altro. Chi vince dovrebbe essere grato a tutti gli altri che ha battuto senza i quali... avrebbe corso da solo con soddisfazioni molto limitate.

Eppure ci sono delle volte che capita di essere vicini alla vetta, come in questa occasione del trittico. Un solo secondo di vantaggio sul secondo nella classifica di categoria significa che domenica si corre per salire sul gradino più alto del podio...

postato da: felipelcid alle ore 10:48 | link | commenti
categorie: corsa, run , podismo
domenica, 15 febbraio 2009

Pizzo Manolfo si presentava incappucciato di neve, quasi che volesse rivaleggiare con le montagne rocciose e Palermo assomigliasse a Seattle. Seconda domenica del trittico uisp che il plumbeo con la collaborazione con alcune società sportive ha organizzato. Quest'oggi parterre de roi, infatti partecipano alcuni atleti ed atlete di interesse nazionale, che ovviamente sfruttano la campestre per tirare un po'. L'aria è più che fresca, ma non piove, anzi il sole potrebbe anche sbucare tra le nuovole.  il pettorale di oggi si può spillare come si vuole 689... Si parte a spron battuto, i soliti sono davanti, ma di una ventina di metri. Pian piano il gruppetto davanti perde pezzi, ed io li raccolgo, uno dopo l'altro. Qualcuno cerca di non farsi staccare, ma la rampetta ripida e i 200 metri di salita del circuito presentano il conto a chi ha speso troppo. L'ultimo giro è contraddistinto dai clienti più impegnativi: il moro ed il giovane. il moro desiste all'attacco dell'ultima discesa quando io sono alle calcagna del giovane, dopo avere risposto colpo su colpo sulle due salite. Nel pezzo di discesa più ripida aggredisco i solchi scavati dall'acqua e mi affianco al giovane. Questi si produce in un guizzo prima della curva, io giro all'esterno sul rettilineo. Il giovane aumenta ancora impostando una volata lunga, si prende cinque metri di vantaggio, si gira a controllarmi. A 70 metri dall'arrivo accellero rabbiosamente, l'affianco mentre gli urlano di sprintare. Faccio girare a tutta e lo sopravanzo di un metro sulla linea dei giudici. Blocco il crono dopo qualche secondo, mi racconta di una campestre corsa di 6420 m corsa in 24'17'' (l'organizzazione comunica 24'11'' ufficiale) un netto miglioramento da una settima all'altra...
postato da: felipelcid alle ore 14:43 | link | commenti
categorie: corsa, run , podismo
giovedì, 12 febbraio 2009

Dedicato ai silenziosi lettori il riepilogo di tutti i tipi podistici finora pubblicati più tre tipi freschi freschi...) 

Tecnorunner

questo tipo podistico è caratterizzato dall'amore per la tecnologia applicata alla pratica podistica. discende dal cronometrista e dal fashion runner per svettare in ragguardevoli programmazioni informatiche: upload e download di prestazioni in allenamento e gara, di mappe tra googleheart e gps restituzioni grafiche degli allenamenti, altimetrie, previsioni meteo. Vive in simbiosi con il cardiofrequenzimetro verificando le differenze di pulsazioni ogni due piani di scale. E'informatissimo su tutti gli ultimi modelli polar, suunto, garmin etc, potete avere informazioni su tutto: se non dovessere ricordare il peso di una scarpa visita il sito del produttore con connessione wireless. In gara è tanto preso dal controllare che gps, cardio, altimetro funzionino a dovere che non si accorgerebbe neppure di avere le scarpe slacciate se il palmare non glielo segnalasse.

Natrunner

tipo podistico estremista, talvolta si unisce agli asceti, ma a differenza di questi non controlla mai il cronometro, a volte non porta neppure l'orologio. Si nutre solo di cibi bio e non vuole neppure sentir parlare di integratori, soluzioni saline e bustine di aminoacidi eventualmente contenute nei pacchi gara se non vengono regalate finiscono nel cassonetto con ignominia.

Chemrunner

è l'opposto del natural runner, infatti nutre fiducia cieca nei preparati specifici: barrette, gel, aminoacidi a catena ramificata, estratto di ginseng, di guaranì e guaranà, di mate, di menta, multivitaminici, integratori salini, pauereid, gatoreid. Se una bustina di gel gli dovesse scivolare dalle mani al 35° della maratona e non potrà fruire del miracoloso contenuto lo intepreterà come un segno malevo del destino e i suoi sogni di gloria si infrangeranno.

il cacciatore
il cacciatore non torna mai senza bottino, senza preda. Le sue prede più ambite sono i premi, ovviamente è ai vertici della sua categoria ma competere non gli basta più, deve portare a casa qualche premio ogni volta che gareggia. Studia meticolosamente il calendario delle gare in un raggio limitato di km da casa, realizza un quadro sinottico delle gare nazionali in modo tale da verificare (con indagini ad hoc) la possibile presenza di competitori nelle gare d'interesse. Si informa dei premi in natura o eventualmente in denaro disponibili, degli sponsor, e delle caratteristiche della gara nei minimi dettagli. Con affettata non curanza, tale da non far trasparire minimamente la mole di informazioni in suo possesso, assume nel pregara (anche nei giorni precedenti alla gara) un habitus dimesso, sofferente, nel frattempo studia tutti i competitori della sua categoria, allo start è feroce fin dai primi appoggi, si impegna duramente e non molla fino all'ultimo metro, specie se la preda è alla sua portata... Se la preda non viene ghermita, si accontenta del pacco gara, ah dove c'è lui il pacco gara è sempre ricco!
il razzo
Il razzo è famoso per le sue partenze fulminanti, furibonde, tanto da piazzarsi fremente sulla linea di partenza (lo trovate sempre in prima fila in tutte le foto delle partenze) e prodursi in appoggi da centometrista anche quando affronta una 100 km. Chi lo conosce lo sa, e non da peso alla sua baldanzosità, ma chi non lo conosce può essere ingannato dai muscoli tonici, dalla attrezzatura perfetta, dalla cura dei dettagli e così avventurarsi nell'inseguimento. Il razzo classicamente finisce a CaZ20, riponendo le intenzioni bellicose dopo i primi km tra i passetti del più ferreo dei tapascioni.

il tagghiarino

Uno dei tipi podistici più capace di suscitare discussioni ed alterchi. Il tagghiarino prende nome dal verme taglierino [il verme solitario (Tenia solium)nel vernacolo panormita] si spezzetta, si taglia, come il podista tagghiarino taglia i percorsi. Nei casi più irrecuperabili il tagghiarino studia meticolosamente il percorso di gara, così da evitare di essere beccato ai controlli, da sottrarsi agli sguardi indiscreti, ed è capace simulare la fatica di almeno il doppio se non il triplo dei km realmente percorsi. I mezzi per tagliare sono i più fantasiosi: passaggi in motorino, auto, bicicletta, furgone telonato, deltaplano, carrozza e chi più ne ha più ne metta. il tagghiarino doc si vanta della sua prestazione anche quando è stato sbuguardato in modo smaccato, continuerà a sostenere che non ha mai tagliato!
io non gareggio
tipo podistico che evita accuratamente di cimentarsi in qualunque tipo di gara. Si allena con diligenza e costanza, il fatto che però non arriva mai primo in nessuna ripetuta pur possedendone le potenzialità fa nascere qualche dubbio sul suo spirito agonistico. Quando gli viene proposto di partecipare ad una gara rifiuta avanzando scuse fantasiose, messo alle strette si scopre che non è iscritto a nessuna società e che non ha neppure fatto la visita medica! corre per correre
l'asceta
Figura che si riscontra esclusivamente nelle ultramaratone e nel trail (specialmente nell'ultra trail). Dopo tanti anni di gare, ha deciso che l'asfalto va bene solo se tantissimo: non meno di 60 km e con escursioni altimetriche importanti. Ma è sempre un misero ripiego rispetto alle ultratrail ed alle gare a tappe in luoghi inospitali: quelle sono le sue gare d'elezione. Lo individuate facilmente se lo vedete correre per sentieri impervi sia nei giorni di pioggia torrenziale che di caldo torrido, se lo incontrate lungo una spiaggia con uno zaino sulle spalle, se emerge dalla boscaglia verso le nove del mattino e confessa, solo sotto tortura, di avere iniziato a correre alle 6. E' alla continua ricerca di nuovi luoghi di allenamento sempre più impervi, corre da solo ma sempre più spesso si accompagna a suoi simili.

Il maestro

Tutti i podisti hanno conosciuto il loro "maestro", si distingue dagli altri per i molti km percorsi e per il modo di raccontarli. E' in grado di dare consigli e di suggerire programmazioni di allenamenti, sulla base dell'esperienza e di qualche lettura. In molti casi si sobbarca supporto psicologico, è ospite di qualche zecca, cerca di mitigare gli eccessi dei suoi affiliati. Il maestro non perdona chi lo tradisce.
l'enciclopedico
tipologia non molto frequente, almeno nella sua accezione più pura, conosce tutte le gare ed i percorsi, i record di ciascuna manifestazione anche a livello locale. Si nutre, se siciliano, di corrisicilia, sicilia podistica, forum della pah1330 (come ospite non registrato).
il narratore
forbito dicitore racconta tutte le sue "imprese" anche le più banali con contorni epici. Ogni qual volta nel gruppo con cui sta correndo accenna a qualche gara, immediatamente interviene con due possibili varianti: a) l'ha corsa e quindi attacca con il racconto, b) ne ha corsa una meglio e quindi attacca con il racconto. Cosa veramente mirabile è che per raccontare impiega lo stesso tempo della gara corsa!
l'opportunista
non corre quasi mai da solo, si dubita fortemente che segua programmi di allenamento. Tipicamente arriva al campo sportivo ad orari non prefissati e si aggrega ad un gruppo, "accollandosi" il lavoro del giorno. L'opportunista nella tipologia "nociva" si mette sempre in testa e tira, obbligando il gruppo agli imprevisti straordinari, tranne poi abbandonare l'allenamento a metà! Il suo intervento suscita il perdurare duraturo di commenti sul suo comportamento.
la zecca
podista dalla capacità impressionante di seguire il passo di un altro podista. A volte si stacca e riesce in imprese che dimostrano la propria autonomia, ma i più dubitano delle sue capacità in assenza dell'"ospite".
Quando correvo io
l'incipit di questo podista, ormai un bradipo, è tipico. Racconta sempre delle sue imprese favolose, spesso ricche di dettagli curiosi ed eroici, ma nessuno stranamente è in grado di confermare o smentire. talvolta riporta ordini di arrivo di gare di epoche remote trascritte con macchina da scrivere olivetti L32!
il competitivo
è alla continua ricerca di uno da battere, ma non si tratta di un riferimento generico, bensì specifico e quotidiano. Il competitivo, compete strenuamente fin dal primo metro dell'allenamento qualsiasi. Purtroppo quando vede il suo nemico sopravanzarlo in gara ... si ritira lamentando fantomatici infortuni.
 
lo sfardato
tipologia molto diffusa si distingue per l'abbigliamento particolarmente stracciato (sfardato), calzini strappati, pantaloncini recuperati, magliette lacere, scarpe deformi. Non sfoggia mai un completino nuovo, raramente viene segnalato per via delle scarpe nuove, sostituite per via del fatto che si erano aperte e non c'era stato verso di incollarle. Il suo stato lacero è indipendente dalle condizioni economiche, deve utilizzare tutto fino ai minimi termini (come le ultime stille di energia alla fine della maratona) quindi mai usare una cosa nuova prima che sia invecchiata un po' nei cassetti.
cronometrista
manifesta un interesse esagerato per le velocità ed i tempi di percorrenza. E' particolarmente ferrato nelle trasformazioni dei tempi a kilometro (non si esprime mai in km/ora, neppure quando si parla di automobili) in prestazioni sulle diverse distanze, con predilezione per la maratona e la mezza maratona. In gara ricalcola continuamente la proiezione all'arrivo secondo il rilevamento di ogni chilometro. La sua domanda preferita è: a quanto cammini?
fashion runner
alter ego dello sfardato, sfoggia unicamente completini coordinati dalle scarpe alla fascia, frequentemente sfoggia ipod ma solo di ultima generazione, depilato alla perfezione, fa ricorso al massaggiatore spesso e volentieri. Non utilizzerà mai magliette in cotone di bassa qualità ricevute all'interno di un pacco gara, e veste con estrema ritrosia quelle tecniche delle gare meno prestigiose (in verità partecipa solo a gare prestigiose!).
Il pitagorico
Ripone fede cieca ed assoluta nell'ultima tabella di allenamento, salvo rinnegarla insieme all'autore non appena le cose non vanno come vorrebbe. Si racconta che una volta ne abbia seguita una alla lettera raggingendo vette di forma inarrivate, poi la perse... da allora è perennemente alla spasmodica ricerca della tabella d'allenamento perfetta, purtroppo è condannato a non trovarla mai (ma non diteglielo).
 
postato da: felipelcid alle ore 21:04 | link | commenti
categorie: racconti, run , podismo

Ma c'è qualcosa che supera la determinazione e la voglia di correre. Dove non possono la pioggia, il vento, la grandine, la doccia fredda, basta la voce di una persona... e bisogna rimodulare tutto... si cambia programma e si corre un'altra volta! dopotutto il saggio disse: il riposo è un allenamento silenzioso!

graniglia
postato da: felipelcid alle ore 15:51 | link | commenti (1)
categorie: corsa, podismo
mercoledì, 11 febbraio 2009

Quando la corsa col maltempo non basta

Facile correre quando è una bella giornata di sole, con l'aria tiepida. Molto più difficile quando piove già prima di andare al campo sportivo, ridiventa più facile quando si è trovata la compagnia per condividere il divertimento di saltare tra una pozzanghera ed un'altra. Ma cosa spinge il podista quando grandina e l'addetta al campo sportivo annuncia : Non c'è acqua calda!

Ecco il momento della "mezza scusa" ed il podista non motivato rinuncia, rinviando la corsa alla prossima occasione. Il podista motivato invece pensa: e se dovesse piovere o grandinare anche domani? e se non ci fosse l'acqua calda neppure domani? Io oggi corro, domani si vedrà di correre di nuovo.

Oggi eravamo in parecchi ad pensarla allo stesso modo...

postato da: felipelcid alle ore 18:06 | link | commenti
categorie: podismo
domenica, 08 febbraio 2009

Venti di Pioggia

La corsa campestre è corsa tra le pozzanghere ed il fango. E' fatta di curve strette, di fettuccie che si agitano al vento, di scrosci d'acqua, di fondi infidi, di freddo, di salite e discese. A volerla edulcorare si rischia che si vendichi. La settimana scorsa la stessa garetta fu rinviata per via della pioggia scrosciante, e questa domenica dopo un paio di giorni di scirocco è tornato il "freddo" e la pioggia. E così batteria unica per quelli che non si lasciano intimorire dal cielo nero. Sono arrivato al luogo deputato con l'organizzatore che ansiogeno scandiva i minuti mancanti al via. Il tempo di riscaldarsi e via si partiva a spron battuto. A dire il vero erano alcuni soci a partire forte, troppo forte, per una volta penso che sia meglio non esagerare almeno all'inizio. Il ritmo è sostenuto dopo alcuni sorpassi fatti e ricevuti, mi rendo conto che le gambe girano, gli appoggi sono sicuri, incuranti delle buche e dei solchi prodotti dall'acqua. Guadagno posizioni, costante leggero aumento della velocità. Se ne accorge anche lo speaker organizzatore. Un socio non gareggiante mi incita con il nome di un altro socio, lo informo sul mio nome all'anagrafe e sullo pseudonimo stampigliato sulla maglietta e questo mi porta inconsciamente a dare un altro strattone all'andatura. Uno di quelli che avevo ripreso si fa sotto all'ultimo giro, mi affianca. Valuto la situazione, respiro profondamente, controllo con la coda dell'occhio, scelgo la linea migliore incurante delle pozzanghere, l'acqua schizza ovunque, decido che ci giochiamo tutto in volata ma allungo un pochino. Dopo l'ultima curva non mi accorgo di avere una decina di metri di vantaggio, mentre gli altri soci si danno battaglia sul filo di lana. Allungo ancora un po' con la scarpa slacciata. Il crono dice 25'03 per coprire 6420 m, il defatigamento con i soci è uno spasso di battute e commenti. Mentre saltiamo tra una pozzanghera e l'altra incontriamo il gruppetto presidenziale reduce da qualche lungo trail anche loro non si sono risparmiati...
postato da: felipelcid alle ore 16:31 | link | commenti
categorie: run , podismo
giovedì, 05 febbraio 2009

DSC_0073

La leggenda racconta che un uomo che aveva perso la moglie per via della peste, in preda allo sconforto era uscito di casa travestito da cacciatore e si era recato sul monte con l'intenzione di uccidersi. Una volta lì gli apparve una giovane che lo dissuase da tale proposito e gli disse di informare in città che se avessero portato in processione le reliquie custodite nei pressi, la pestilenza sarebbe finita. il cacciatore era molto impressionato: gli era apparsa Rosalia, l'eremita di cui si diceva già tanto. Ma era anche terrorizzato: la pena per chi contravveniva alla legge di non allontanarsi da casa qualora si fossero registrati casi di peste nella abitazione, era quella di "perdere la testa". Parlò in punto di morte, qualche giorno dopo quando i batteri della peste si erano impadroniti del suo organismo. Le sue indicazioni permisero di individuare i resti della santa inglobati nella roccia all'interno della grotta dove aveva dimorato. Dopo che furono portate in processione le reliquie la pestilenza venne meno ed iniziò la fortissima devozione dei fedeli palermitani nei confronti di Santa Rosalia.

Ai devoti nativi si sono aggiunti molti altri provenienti da terre lontane. Ma gli ultimi gradini, di questi tempi, svelano una cocente delusione: il Santuario è chiuso!

caduta massi all'interno della grotta... e sono passati già dei mesi...

postato da: felipelcid alle ore 21:13 | link | commenti
categorie: racconti