Alla volta della mezza di Fucecchio
La prossima domenica appuntamento con la prima mezza maratona di stagione... invernale! Quest'anno si pensò a essere più parsimoniosi ed a scegliere opportunamente le gare a cui partecipare. Il proposito è quello di distribure meglio le forze, di non lasciarsi prendere troppo dall'entusiasmo e partecipare a tutto il partecipabile. L'esperienza dovrà pur insegnare qualcosa. Insomma è arrivata la prima tappa per la maratona di primavera, dopo allenamenti rigorosi e feroci, ma alternati a sedute di recupero e qualche garetta su breve distanza. Pioggia, vento, grandine, freddo come da tempo non si vedeva in Sicilia, sono stati compagni di allenamento molto affezionati. Ho avuto la sensazione di avere trovato "il bandolo della matassa" quando in occasione di alcuni allenamenti e delle garette più recenti, ho ritrovato le sensazioni delle gambe che girano, del respiro controllato (mentre altri sono in affanno), dei piedi efficaci... Vedremo che succederà.
La ghiotta occasione
Si presentò con una mattina di sole tiepido, mentre le cime più alte erano ancora bianche della neve caduta una settimana prima. Il riscaldamento fu eseguito in assetto da gara, non servivano tute o felpe per difendersi da gelide folate. E con i soci allo start si partì a spron battuto. Il gruppetto era compatto di sei o sette persone. Chi mi seguiva in classifica mi seguiva ad un passo, la sua tattica era svelata: aspettare per colpire in volata. Al secondo giro getto la maschera e sferro un attacco sulla rampetta ripida e scavata dalle acque piovane. Si crea uno spazio colmato da uno dei soci che mi informa dei risultati istantanei. Spingiamo ancora ed ancora, il giudice di gara, che ci conosce, ci chiede se sappiano a quale giro siamo, gli rispondiamo alzando tre dita della mano destra. Promossi! Alla curva successiva verifico che la sfida per la categoria è vinta, la ghiotta occasione è colta, ma bisogna tenere fino alla fine. I due giri scorrono veloci, con un paio di concorrenti che mi sopravanzano ed allungano di una decina di metri. Nessuna voglia, nè bisogno di sprintare, piuttosto il gusto di arrivare a braccia levate e bloccare il cronometro sullo stesso tempo della settimana scorsa.
Una ghiotta occasione per ... conquistare la vetta
La maggior parte dei podisti vince di rado, si potrebbe dire che dal secondo in poi perdono tutti. Ma è una visione riduttiva e scorretta, direi infelice, visto che ciascuno corre contro se stesso prima che per battere qualcun altro. Chi vince dovrebbe essere grato a tutti gli altri che ha battuto senza i quali... avrebbe corso da solo con soddisfazioni molto limitate.
Eppure ci sono delle volte che capita di essere vicini alla vetta, come in questa occasione del trittico. Un solo secondo di vantaggio sul secondo nella classifica di categoria significa che domenica si corre per salire sul gradino più alto del podio...
Pizzo Manolfo si presentava incappucciato di neve, quasi che volesse rivaleggiare con le montagne rocciose e Palermo assomigliasse a Seattle. Seconda domenica del trittico uisp che il plumbeo con la collaborazione con alcune società sportive ha organizzato. Quest'oggi parterre de roi, infatti partecipano alcuni atleti ed atlete di interesse nazionale, che ovviamente sfruttano la campestre per tirare un po'. L'aria è più che fresca, ma non piove, anzi il sole potrebbe anche sbucare tra le nuovole. il pettorale di oggi si può spillare come si vuole 689... Si parte a spron battuto, i soliti sono davanti, ma di una ventina di metri. Pian piano il gruppetto davanti perde pezzi, ed io li raccolgo, uno dopo l'altro. Qualcuno cerca di non farsi staccare, ma la rampetta ripida e i 200 metri di salita del circuito presentano il conto a chi ha speso troppo. L'ultimo giro è contraddistinto dai clienti più impegnativi: il moro ed il giovane. il moro desiste all'attacco dell'ultima discesa quando io sono alle calcagna del giovane, dopo avere risposto colpo su colpo sulle due salite. Nel pezzo di discesa più ripida aggredisco i solchi scavati dall'acqua e mi affianco al giovane. Questi si produce in un guizzo prima della curva, io giro all'esterno sul rettilineo. Il giovane aumenta ancora impostando una volata lunga, si prende cinque metri di vantaggio, si gira a controllarmi. A 70 metri dall'arrivo accellero rabbiosamente, l'affianco mentre gli urlano di sprintare. Faccio girare a tutta e lo sopravanzo di un metro sulla linea dei giudici. Blocco il crono dopo qualche secondo, mi racconta di una campestre corsa di 6420 m corsa in 24'17'' (l'organizzazione comunica 24'11'' ufficiale) un netto miglioramento da una settima all'altra... Dedicato ai silenziosi lettori il riepilogo di tutti i tipi podistici finora pubblicati più tre tipi freschi freschi...)
Tecnorunner
questo tipo podistico è caratterizzato dall'amore per la tecnologia applicata alla pratica podistica. discende dal cronometrista e dal fashion runner per svettare in ragguardevoli programmazioni informatiche: upload e download di prestazioni in allenamento e gara, di mappe tra googleheart e gps restituzioni grafiche degli allenamenti, altimetrie, previsioni meteo. Vive in simbiosi con il cardiofrequenzimetro verificando le differenze di pulsazioni ogni due piani di scale. E'informatissimo su tutti gli ultimi modelli polar, suunto, garmin etc, potete avere informazioni su tutto: se non dovessere ricordare il peso di una scarpa visita il sito del produttore con connessione wireless. In gara è tanto preso dal controllare che gps, cardio, altimetro funzionino a dovere che non si accorgerebbe neppure di avere le scarpe slacciate se il palmare non glielo segnalasse.
Natrunner
tipo podistico estremista, talvolta si unisce agli asceti, ma a differenza di questi non controlla mai il cronometro, a volte non porta neppure l'orologio. Si nutre solo di cibi bio e non vuole neppure sentir parlare di integratori, soluzioni saline e bustine di aminoacidi eventualmente contenute nei pacchi gara se non vengono regalate finiscono nel cassonetto con ignominia.
Chemrunner
è l'opposto del natural runner, infatti nutre fiducia cieca nei preparati specifici: barrette, gel, aminoacidi a catena ramificata, estratto di ginseng, di guaranì e guaranà, di mate, di menta, multivitaminici, integratori salini, pauereid, gatoreid. Se una bustina di gel gli dovesse scivolare dalle mani al 35° della maratona e non potrà fruire del miracoloso contenuto lo intepreterà come un segno malevo del destino e i suoi sogni di gloria si infrangeranno.
il tagghiarino
Il maestro
Ma c'è qualcosa che supera la determinazione e la voglia di correre. Dove non possono la pioggia, il vento, la grandine, la doccia fredda, basta la voce di una persona... e bisogna rimodulare tutto... si cambia programma e si corre un'altra volta! dopotutto il saggio disse: il riposo è un allenamento silenzioso!
Quando la corsa col maltempo non basta
Facile correre quando è una bella giornata di sole, con l'aria tiepida. Molto più difficile quando piove già prima di andare al campo sportivo, ridiventa più facile quando si è trovata la compagnia per condividere il divertimento di saltare tra una pozzanghera ed un'altra. Ma cosa spinge il podista quando grandina e l'addetta al campo sportivo annuncia : Non c'è acqua calda!
Ecco il momento della "mezza scusa" ed il podista non motivato rinuncia, rinviando la corsa alla prossima occasione. Il podista motivato invece pensa: e se dovesse piovere o grandinare anche domani? e se non ci fosse l'acqua calda neppure domani? Io oggi corro, domani si vedrà di correre di nuovo.
Oggi eravamo in parecchi ad pensarla allo stesso modo...
La leggenda racconta che un uomo che aveva perso la moglie per via della peste, in preda allo sconforto era uscito di casa travestito da cacciatore e si era recato sul monte con l'intenzione di uccidersi. Una volta lì gli apparve una giovane che lo dissuase da tale proposito e gli disse di informare in città che se avessero portato in processione le reliquie custodite nei pressi, la pestilenza sarebbe finita. il cacciatore era molto impressionato: gli era apparsa Rosalia, l'eremita di cui si diceva già tanto. Ma era anche terrorizzato: la pena per chi contravveniva alla legge di non allontanarsi da casa qualora si fossero registrati casi di peste nella abitazione, era quella di "perdere la testa". Parlò in punto di morte, qualche giorno dopo quando i batteri della peste si erano impadroniti del suo organismo. Le sue indicazioni permisero di individuare i resti della santa inglobati nella roccia all'interno della grotta dove aveva dimorato. Dopo che furono portate in processione le reliquie la pestilenza venne meno ed iniziò la fortissima devozione dei fedeli palermitani nei confronti di Santa Rosalia.
Ai devoti nativi si sono aggiunti molti altri provenienti da terre lontane. Ma gli ultimi gradini, di questi tempi, svelano una cocente delusione: il Santuario è chiuso!
caduta massi all'interno della grotta... e sono passati già dei mesi...