Imprevedibile
i programmi nella vita di un podista sono importanti, ma quando non si riesce a rispettarli che succede? Niente, si fa finta di niente e si inizia da dove si è interrotto. Erano molti mesi che non mi capitava di correre così poco, appena due volte in una settimana. I colpevoli: impegni imprevisti, condizioni meteo infelici, e condizioni fisiche imperfette. Bisognerà riprendere con la giusta "ferocia" quando manca poco più di un mese all'appuntamento lungo quarantadue chilometri.
Dell'ecotrail di Monte Pellegrino
di questa gara s'era detto nel precedente post, domenica puntualmente la si corse. Con uno splendido sole, perfetto per sfoggiare le nuove divise. E ne occhieggiavano diverse della Palermo h1330, che annovera alcuni specialisti del trail e dell'ultratrail. Fu così che si partì tra un scherzo e l'altro e si partì forte lungo il giro nei pressi delle scuderie reali per guadagnare una buona posizione per affrontare la ripidissima salita di "Vallone del Porco". I quadricipiti e i polpacci pulsavano, cuore mandava sangue, i polmoni scambiavano a tutta forza CO2 con O2, l'aria che entrava era fresca e piena di profumi di erba. La salita non mollova. Molti tratti al passo o quasi di arrampicata. Poi il Gorgo della Santa e si riprende a correre, un assaggio di asfalto e poi il selciato borbonico della scala vecchia. Ho perso contatto con un terzetto di soci, per una necessità idrica e nella discesa ripida vedo che da dietro sopraggiungono veloci. Riprende la salita e riprendo un passo piccolo ed efficace. Il sole è caldo, bevo con calma e riparto. Il mio compagno di corsa è un giovane con cui poco tempo fa abbiamo dato spettacolo con una volata terribile. E' alle prime esperienze di trail, gli do qualche suggerimento. Ancora salita e poi la discesa nel bosco in sentiero che è un budello infido di pietre, terra morbida, rami... racconterei gli altri passi, i panorami, il sostegno degli amici, la discesa terribile e di come sono arrivato sul podio della mia categoria... ma questa volta ho poco tempo.delle corse all'ora di pranzo
questa volta avevo bisogno di correre, di mettere da parte per qualche ora le beghe del lavoro e buttarmi a capofitto nella corsa. Il programma diceva lungo da correre in progressione, è venuto fuori un fartlek di due ore in compagnia di persone diverse. Alle 13.30 il gruppo presidenziale, fedele all'orario societario (Palermo h 1330, non a caso) iniziava il suo allenamento, mentre entravo nello spogliatoio e stabilivo il record di cambio grazie anche alla squisitezza del dotr. FB che liberava l'armadietto. Mi lanciavo all'inseguimento del gruppo presidenziale, all'uscita dello stadio li vedo imboccare uno dei viali del parco della Favorita. Una volta visti non potevano sfuggire. Agganciato il gruppo un po' sgranato facevo segno di non dire nulla, e supero il gruppo di testa con un passo reattivo, suscitando una ridda di commenti. Come sempre occasione di scherzare e ridere con tutti, correre in compagnia è un'altra cosa.Il passo era allegro su un percorso sterrato, argomento del gruppo l'ecotrail di domenica: 12 km con una serie di saliscendi tremendi per pendenza e per il fondo del sentiero infido e pietroso. sulla via del ritorno, alla cosidetta villetta, ecco che incontro l'altro gruppetto, quello che si ritrova alle 14 o giù di lì. Saluto il primo gruppo e mi attacco al secondo, anche qui le chiacchere non lasciano spazio alla fatica visto che ho superato l'ora di corsa. Un giro un po' strano che ci riporta allo stadio quando mancano ancora una ventina di minuti per arrivare alle due ore. E' il momento di cambiare ancora passo e percorerre gli ultimi km ad andatura sostenuta, insperato trovo un ottimo compagno di progressione reduce da una ottima maratona a Barcellona sul filo delle 3 ore. La fatica si fa sentire ma chiudo le due ore correndo ad un buon ritmo. Sono stanco ma gli altri amici che incontro mi chiedono se devo ancora iniziare! O si sono tutti messi d'accordo oppure mi sembra soltanto d'essere stanco e non lo sono. Poi mi ricordo che non ho mangiato nulla da stamattina alle sette... ho corso un fartlek di due ore con progressione finale a digiuno, molti sono gli aspetti positivi.
delle corse all'alba
corse all'alba giammai! ed invece... come fu come non fu ci incocciai anche io. Mi pareva un eccesso alzarsi prima dell'alba per andare a correre e non confliggere con gli altri impegni quotidiani. Eppure arriva il momento che non ci sono alternative. Bisogna vincere la tentazione di ignorare la sveglia, non pensare al dolce riposo, farsi conquistare dalle sensazioni di benessere che si proveranno a fine allenamento, guardare la famiglia ronfare della grossa, indossare idoneo abbigliamento per le prime ore del mattino (pettorina con bande cararifrangenti), trangugiare una parvenza di colazione (quella vera attende al ritorno) e iniziare a correre. questa mattina non era male: mare spumeggiante, aria finissima e cielo terso, pochissime auto ed un randagio fulvo che è stato insperato compagno di allenamento pronto a reagire ai cambi di ritmo del sottoscritto, anche se lo esaltava di più l'inseguire i piccioni...dei ventunomilanovantasettemetri percorsi a fucecchio di corsa
Il sabato luminoso e tiepido avrebbe fatto pensare ad una domenica altrettanto mite, ma le previsioni del tempo erano identiche alle sensazioni che l'organismo inviava, niente di buono, assolutamente niente di buono.
La sveglia non fu molesta quanto il peso alla testa che indicava una temperatura superiore al solito abbinata a naso totalmente intasato. Se ho più di 37°C non parto neppure, pensavo. 37°, allora parto! Il cielo grigio e cupo, la strada bagnata, i kilometri che mi separano da Fucecchio sono pochi e scorrono rapidi. Fucecchio accoglie con organizzazione quasi inappuntabile: parcheggi all' inizio del paese, area partenza ampia, zona distribuzione pettorali e servizi al palazzetto a 150 metri dalla partenza, i ragazzi dell'organizzazione efficientissimi, un solo bagno e due docce per 700 iscritti, per fortuna sono arrivato per tempo e posso aspettare la fila senza improvvisare soluzioni di fortuna. il riscaldamento parla di muscoli tonici, la testa non sembra tanto pesante e comunque in grado di essere trasportata agevolmente. Allo start resto un pochino indietro per cui dovrò attendere qualche decina di secondi prima di sentire il cicalino del chip 132 che mi contraddistingue. Parto bene senza esagerare, e recupero posizioni e pacemaker. Con regolarità ed in compagnia di altri rimasti un po' intruppati come me nelle retrovie.
Il percorso di gara si percorre due volte per totalizzare la distanza della mezzamaratona. Dentro e fuori Fucecchio, un ponte storico con sbandieratori e tamburi, un cavalcavia, e l'area artigianato ed industria con vialoni grandi, nessuna auto sul percorso, tre punti odorosi di letame suino, di gas, di uovo marcio. Il primo giro lo completo nel gruppetto di salmoni, che risalgono la corrente, ma qualcosa accade: la corsa si fa meno sciolta, alcuni muscoli dicono di essere affaticati, dicono che non c'é il carburante che vorrebbero. Li rassicuro, cerco di essere convincente, ma loro decidono che si deve rallentare. Il salmone vigoroso ora é stanco, distratto, la corrente lo sopravanza, tenta di riattacarsi a qualche gruppetto, ma niente meglio aspettare, i sintomi del raffreddore sono evidenti. Pensi agli allenalenti andati bene a due mesi di allenamenti sotto la pioggia senza uno starnuto e qua ti sorpassano allegramente, perdi 25-30' ogni mille metri rispetto all'andatura che tenevi prima. Arriva il 18° che riprendi qualcuno, sarà partito troppo forte, ma una scossa per finire in crescendo, come si fossero recuperate le forze oppure il corpo ha capito che se si sbriga rientrerà nell'auto calda alla volta di casa. E' un crescendo senza strappi con l'ultimo millenovantasette metri percorso in 4'08" ed il crono personale che dice 1h30' e spiccioli. Vado a cambiarmi direttamente, 250 ml di latte fresco intero sono meglio delle bevande che finiscono 'rade'. Il cielo é grigio, pioviggina. Alla prossima.

foto tratta dalla galleria fotografica dell'organizzazione.