la maratona si avvicina
ormai sta diventando un classico, più si avvicina la maratona più si infittiscono gli impegni lavorati così da dedicare alla preparazione agonistica sempre meno spazio. poco male si dirà, visto che il più devi averlo fatto. Gli esperti sanno bene che le ultime settimane prima della maratona sono di tutto riposo, destinate a ricaricare le batterie. Vero, senza dubbio se maratona si correse solo con le gambe, ma così non è. Ed un pochino di relax male non farebbe.
Ma cosa vogliamo farci?Dopotutto per i dilettanti lo sport è evasione, è avere l'opportunità quotidiana (per molti sportivi dilettanti) di dedicare al proprio organismo (mente e corpo) qualche manciata di minuti a tornare a fare quello che un tempo faceva tutto il giorno: muoversi! E' il vero obiettivo! In quanti alla fine dell'allenamento pensano: ho fatto bene a correre anche oggi anche se questa mattina non avevo nessuna voglia di preparare la borsa! in quanti alla fine di un allenamento vanno al lavoro o assolvono impegni più meno gradevoli ma con un pizzico di buon umore in più?
Altra considerazione interessante è che non dovendo ambire a nessun record mondiale (al massimo potrei favoleggiare del record personale) l'occasione della prossima maratona è pretesto per una microvacanza in una bella capitale d'europa
Mi giunsero voci di un percorso suggestivo solo in alcuni tratti, e vabbè se non mi piacerà, correrò la prossima in un altra città...magari un'altra capitale
ps domani mi diletto in un bel medio 16-17 km a spron battuto, e vediamo cosa dicono le gambe e la testa...Botto!
nel gergo podistico il "botto" identifica la deflagrazione conseguente all'aver superato il limite. Il più delle volte capita perchè si sottovalutano i campanelli di allarme che un podista alla 8° maratona (oltre ad un paio di 100km, tre 50km) dovrebbe conoscere bene e rispettare.Invece la testa è dura, tanto cercare di concludere quello che si è cominciato. Nel caso specifico il botto è stato conseguenza di una partenza troppo allegra, temperatura nuovamente elevata, mancati rifornimenti per tempo, presenza abbondante di pollini, eccessivo dispendio prima dell'allenamento. Le luci di allarme si accendevano ed io le ignoravo, ho cercato di porre rimedio, ma tardivamente e così gli ultimi km mi sono trascinato corricchiando mestamente con in testa i ritmi del primo dei due giri dell'addaura programmati. Ora si recupera, si ragiona e poi si agisce.Vivicittà 2009
Potrei contare il numero di partecipazioni al vivicittà, ricordare i tempi cronometrici di ogni edizione, eppure quello che sorprende sempre è il tempo meteorologico.
Questa volta era pioggia battente ad accompagnare ogni passo, le curve e i giri di boa nascondevano insidie, i dissuasori di velocità grandi quanto le strisce pedonali erano ancora più temibili e terribilmente viscidi, non parliamo del basolato intorno a teatro Massimo.
Ma correre con la pioggia è la felicità di tornare bimbi a sguazzare nelle pozzanghere, a tutti quelli che sono rimasti a dormire oppure sono tornati sotto le coperte una volta vista la pioggia: non sapete cosa vi siete persi!
Potenza du gibbiuni!
ade evocare la potenza dell'ignota profondità del gibbiuni, può solo la sorpresa di trovarsi a correre con scioltezza a ritmi un tempo usi, ma che di recente sembravan smarriti. Colpa di un virus che si accompagnò all'uso della paprika, potere del riposo dopo l'improba ma caparbia fatica per portare a termine quello che era previsto e programmato. ma quello che fu foriero della prestazione allenamentizia fu la compagnia di due amici che fendevano il vento e m'incoraggiavano col più classico degli incitamenti:- se ce la facciamo noi... ma ora inizia il gioco più impegnativo: tenere a mente e riprodurre quel passo agile ed efficace.ballano con noi o contro di noi?
I podisti che seguono questo blog resteranno interdetti! Ma come mai dopo tante gare, corse, allenamenti, sensazioni, foto podistiche adesso si parla di ballare?
Ah, questo blog nacque per merito del tango ed al tango torna, di tanto in tanto. Come capita a me di tornare in milonga tra una corsa e l'altra.
Accadde così che l'altra sera andammo a ballare in una milonga per noi nuova. Alcuni ci salutarono con "bentornati" tanto era che non ballavamo in una sera nel bel mezzo della settimana. Quante facce nuove tra alcune conosciute, il popolo del tango si rinnova. C'è chi dura e chi rinuncia, chi persevera e chi abbandona.
quel posto è fatto per ridurre le rinunce al tango, enorme, luci soffuse mescolate a spot potenti, pavimento liscio, grappoli di lampadari di design, filetti di pesce crudo sorvegliati da cuoco dai tratti nipponici, un muro coperto di bottiglie e bicchieri, un orologio incastonato sulla parete di quello che prima di essere una sala da ballo fu un cinema e prima ancora un capannone d'una fabbrica.
Eppure si ha l'impressione di ballare contro qualcuno piuttosto che con qualcuno, spintoni e pestoni senza sosta. Involontari per carità, ed accompagnati da scuse. Ma c'è voluto molto impegno per sottrarre chi ha ballato con me dalle dinamiche incontrollate...