serre della pizzuta in salsa trail
Le facce di quelli che hanno incontrato i partecipanti al trail Serre della Pizzuta di domenica 20 dicembre, meriterebbero un special fotografico: contadini, padroni di cani, gente a spasso per i fatti suoi, gli amici dei ristori. Tutti dissimulavano indifferenza eppure non potevano credere ai loro occhi, quasi un centinaio di uomini e donne incuranti del freddo, della pioggia, del fango, della merda di vacca, delle pietre, delle salite assurde, del vento, delle discese viscide. Niente non li ferma niente. Podisti di tutti i livelli cronometrici quasi delusi per il fatto che il percorso era stato accorciato per alcuni alberi abbattuti nella burrasca di venerdì, volevavo correre di più!
Li avrebbero dovuti vedere mentre si cambiavamo al freddo e via pronti per tornare a casa, a fare le cose normali per i più.
Oppure oggi, li avrebbero dovuti vedere oggi, già a correre con tutti i dolori dei muscoli sferzati dallo sforzo di salite impervie e discese a rotta di collo, erano già a correre, TUTTI!
Un'oretta di sonno non vale affondare nel fango fino alle caviglie, la vista del lago illuminato da una lama di luce, gli appoggi precari e rapidi su un selciato malmesso, o un allungo sul terreno morbido di pioggia.
che vuoi che sia sentire piccoli fiocchi di neve che rimbalzano sul naso, o scorgere l'ingresso di una grotta protetto da un cancelletto di legno, assecondare la gravità nelle curve viscide e scoprire un rifugio in pietra, arrancare al successivo strappo dispiacendoti perchè è l'ultimo di oggi
Senza correre un trail d'inverno non saprai mai cosa significa correre! E ieri amico podista che non sei venuto a correre a Serre della Pizzuta hai perso un'altra occasione...

24 ore del sole ma correre di notte
da un mese e più non facevo la doccia allo stadio, da molto più di un mese non tornavo a casa così tardi, la città dormiva profondamente, i segni della notte come gli incarti del "mecdraiv" distribuiti lungo le strade intorno al produttore raccontavano delle code e della confusione di poche ore prima, e intanto allo stadio continuavano a correre,,,
dalla piazza margherita al salto del gatto ovvero un km in verticale
Luoghi della vicenda (ad uso di chi non partecipò)
Terra Italia Sicilia Palermo Parco delle Madonie Castelbuono 25/10/2009. foto... ci stiamo attrezzando... Astenersi commenti... banali...riprese
e chi non ricomincia? insomma escludendo situazioni estreme, il riprendere a praticare una attività è una cosa estremamente comune. Nel caso della corsa (nel mio caso si tratta solo di riprendere ad allenarsi con regolarità 5-6 volte a settimana) ritornano presto in mente le sensazioni di benessere non appena gli allenamenti si fanno più pesanti e più impegnativi.Gli essere umani sono progettati per correre (lo dimostrarono due ricercatori americani pubblicando un articolo su Nature nel 2004) e lo dimostrano le sensazioni della fatica durante l'allenamento che sublimano prestissimo, poco dopo la doccia, in percezione di muscoli irrorati, respirazione profonda, mente sgombra e pronta ad affrontare gli attacchi della vita quotidiana e sedentaria.
Chi non corre non ci crederà mai, faticare per sentirsi riposati rilassati, eppure proprio così. Se non corri provaci, chissà quante ore al giorno correvano i nostri progenitori ed ora un'oretta al giorno fa miracoli
Ecotrail della Luna