Sin miedo ni verguenza

Corsa, tango ed altre amenità

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lunedì, 13 giugno 2005

Ecco è arrivata la prima puntata un noir sul tango che potrebbe crescere giorno dopo giorno notte dopo notte con il contributo di chi vorrà intervenire. Le regole sono semplicissime: leggi, commenta e se vuoi proponi la prosecuzione...

ed allora forza se quest'impresa vi alletta fatemi sapere

postato da: felipelcid alle ore 23:54 | link | commenti (3)
categorie: noir, tango

I episodio - Profumo di zagara

Sabato di metà maggio, 4 del mattino. In quel tratto dell’autostrada tra Acireale e Fiumefreddo,

Il profumo di zagara è intensissimo, dolce, quasi stucchevole, eccessivo. La notte, l'aria

pulita e umida fa si ché arrivi alle nostre narici mentre “Yo soy de San Telmo” ci accompagna dopo una noche de tango a Catania.

-Ah, sai che oggi... ieri pomeriggio sono andato a correre e a Castanea delle Furie un tipa curatissima con sigaretta pendula mi affianca con la sua classe A Mercedes e mi chiede: Scufi, mi fsa dive dove di trofvano le scuole di Cafstanea delle fuvie?  - sembrava di sentir parlare Duffy Duck.

Risata cristallina di Chiara - Come parlava?

-         Proprio come Duffy Duck con la lingua di pezza o la zeppola in bocca:- Scufi, mi fsa dive dove di trofvano le scuole di Cafstanea delle fuvie?

-         E tu che gli hai risposto?

-         Non lo so, mi spiace sono di passaggio! Ma secondo te uno sta correndo, in pantaloncini e canottiera, tutto sudato, può mai essere uno del luogo disposto a dare informazioni? Per quello è meglio uno a spasso col cane o dei ragazzi che bivaccano sulla panchina!

Ancora risate:- Emiliano, con te questo viaggio dura un attimo!

-         Grazie, è un bellissimo complimento! Ed il secondo in poche ore!

-         E quale era il primo?

-         Uno bellissimo: una ragazza mi ha detto che le piace ballare con me perché si sente mi appassiono alla musica.

-         Accidenti allora hai fatto davvero colpo.

-         Macchè, il tango è il tango, sto cercando di applicare uno dei consigli della mia maestra che una volta disse:-In quei tre minuti chi avete tra le braccia, uomo o donna, è l‘uomo o la donna della vostra vita, finito il tango finito tutto. E penso che sia meglio così a volte vita e tango si incrociano ma è meglio che non avvenga troppo spesso.

L’autostrada è deserta, la cassetta invia la voce del Muto “Esta noche me boracho”, i fari della Ford Fiesta del ’93 illuminano la notte. Ma lì sulla destra una sagoma barcollante sulla corsia d’emergenza, è un uomo che zoppica, cade.

Frenata, freccia, accosta, luce d’emergenza, i fari su quell’uomo. Straccia la busta del gilet ad alta visibilità, lo indossa:- Ma questo lo conosciamo era alla milonga questa sera, ti ci hai anche ballato!

Esce dalla macchina, quello a terra ha il viso gonfio, rosso, le vene alle tempie si vedono pulsare: - Ma che hai? ti senti bene? Che ci fai qui?

-Vattene, vattene, no, no, lasciami in pace.

-Ma che dici, stai male, da solo a piedi in autostrada. Dimmi che ti senti, dai ti portiamo in ospedale

-         No, non voglio niente, vattene.

E da bocconi che era si affloscia come un sacco di iuta vuoto.

-         Presto, Chiara chiama il 118! Questo sta male.

 

 

 

 

118 sul cellulare che si illumina, due squilli

-Pronto il 118?

-Centrale Operativa 118, prego.

-         Siamo sulla Catania Messina, c’è un uomo che è svenuto sulla corsia d’emergenza!

-         Calma e prima di tutto mi dia le sue generalità e il numero da cui chiama.

-         Chiara Mancini, telefono dal 3267889134, abbiamo appena superato, Emiliano dove siamo?

-         Passami il telefono ci parlo io.

-         Pronto mi chiamo Emiliano Roncisvalle, abbiamo da poco superato l’uscita di Acireale.

-         In direzione Catania o Messina? Siete coinvolti nell’incidente?

-         Ma non c’è stato nessun incidente, questo signore barcollava sulla corsia d’emergenza, era da solo. Stiamo andando a Messina, abbiamo passato l’uscita di Acireale da meno di 10 km.

-         Allora mi dica come sta l’uomo, è cosciente, respira?

-         Era cosciente fino a un minuto fa poi si è accasciato, ma respira.

Emiliano mette due dita sulla giugulare:- Questo ha il cuore che gli batte all’impazzata ha la febbre altissima.

-Ok vi mandiamo un’ambulanza, voi restate lì, non vi muovete.

-E chi si muove, ma fate presto questo sta malissimo.

 

 

 

 

-Emiliano, che facciamo, ho paura!

-Niente, aspettiamo che arrivi l’ambulanza e controlliamo che respiri e che il cuore gli batta, ora lo mettiamo sul fianco.

-         E se lo portassimo in ospedale?

- Orami abbiamo chiamato il 118, ci mandano l’ambulanza, sapranno loro cosa è meglio.

-         Madonna che situazione!

-         Siediti e cerca di rilassarti, più di quello che stiamo facendo non si può fare.

E intanto il cuore batteva all’impazzata, Emiliano cercava di ricordare i rudimenti di pronto soccorso che gli avevano impartito pochi mesi fa al corso di pronto intervento seguito in ufficio: controllo delle vie aeree, che fosse messo sul fianco meno che lesioni sconsigliassero di muoverlo. Qua di lesioni non ce ne sono, camminava, la bocca è aperta, respirare respira, il cuore batte all’impazzata, brutto segno ma batte.

L’atmosfera è irreale, da film, con le luci arancioni d’emergenza che illuminano intermittenti i catarifrangenti dei guarda-rail, qualche rara macchina sfreccia veloce senza fermarsi, muove l’aria profumata di zagara, troppo profumata.

Ecco in lontananza la stessa aria squarciata dalle luci dei lampeggianti blu e dal suono delle sirene. Arrivano finalmente un’ambulanza e una volante della stradale.

Scendono nel frastuono con gli abiti che si illuminano colpiti dai fari, sagome scure nella luce dei fari.

-Allora che è successo? – seccamente l’agente, mentre due dall’ambulanza corrono verso l’uomo a terra, portandosi la barella.

-         Stavamo percorrendo l’autostrada quando l’abbiamo visto barcollare a bordo strada e ci siamo fermati.

-         Allora l’avete visto cosciente- fa uno dell’ambulanza- vi ha detto qualcosa?

-         Ha detto di lasciarlo in pace, ci ha detto di andarsene e poi è accasciato.

-         OK, venite mi dovete lasciare le generalità e dobbiamo scrivere il verbale- con tono più gentile l’agente di prima, l’altro si occupa di fare scorrere i curiosi che ora rallentano fino a quasi fermarsi.

-         Mi favorisce i documenti?

-         Sì …

 

 

 

 

-         Presto presto, non c’è più il polso, porta di defibrillatore, dai sbrigati! Sbrigati!

postato da: felipelcid alle ore 23:44 | link | commenti (2)
categorie: noir, tango