Sin miedo ni verguenza

Corsa, tango ed altre amenità

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mercoledì, 09 dicembre 2009

Effetto Rosolini
a tutti coloro che non hanno ancora visitato Rosolini, ed avrebbero potuto.

Correre sull'orlo di una "cava", nel senso ibleo del termine.
Percorrere a piedi 12000 anni di storia dell'uomo dalle necropoli al villaggio dei Gesuiti all'Eremo scavato nella roccia.
Saltare oltre i muretti a secco per trovarne degli altri separati da seminativi appena germogliati, valicare distese di ortiche nutrite a forza di pollina, scordarsi delle fettucce segnavia per osservare le scurissime foglie del carrubbo luccicare di rugiada al sole.
Respirare l'aria umida pervasa di profumi di finocchietto, gnepitella, energia vitale del suolo (letami).
Controllare l'equilibrio e la resistenza delle proprie caviglie tra pietre aguzze, ciuffi di asfodelo, gradini intagliati da mani sapienti e pioggie incontrollate, rari tratti asciutti e molti scoscesi, infidi e viscidi.
Attraversare il letto della gola, il fondo del fiume che ha scavato la cava, disegnando le curve tra maestosi alberi di carrubbo, nel silenzio.
Ascoltare il rumore dei passi di chi pensa di poterti raggiungere durante l'ultima discesa, quando l'arco dell'arrivo e la voce dell'alto speaker riccioluto snocciolava i nomi di chi ti precede.
Cucinare la sera stessa una ratatouille (perchè stufato non è trendy) con gli ortaggi del pacco gara e tornare a rivedere la costa inondata di luce, le piazze di pietra chiarissima con i gruppetti di lavoratori del nord dell'africa mescolati alla gente del sud europa, brandelli di acquedotti antichi, kilometri di muretti fatti di milioni e milioni di pietre, prese una per una prima di essere posate ciascuna al suo posto, sole caldo in pieno dicembre.
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postato da: felipelcid alle ore 19:15 | link | commenti (2)
categorie: racconti, corsa, trail
domenica, 29 novembre 2009

24 ore del sole ma correre di notte

quest'anno alla 24 ore del sole appena svoltasi a Palermo la mia frazione fu notturna, onirica, nebbiosa. Il fumo di cassonetti dati alle fiamme ogni tanto si fermava alla curva nord dell'anello rosso, e impegnava oltremodo concentrazione e polmoni, la scarpa sinistra coi lacci leggermente lenti permetteva al piede di scivolare quel tanto che bastava per farti pensare al dito che batteva e meno alla corsa. I giri passarono un po' più svelti uno dopo l'altro, sorpassando i partecipanti alla 24 ore individuale che correvano sulle corsie esterne, sorpassando quelli più lenti delle altre squadre impegnati nell'ora di staffetta, ed essendo sorpassato da quelli più veloci (pochi in verità), sorridendo alle stupidaggini degli amici a bordo pista, valutando le indicazioni dei tempi a giro. I richiami del giudice per i successivi staffettisti, segnarono l'ultimo quarto d'ora, la mente ancora lucida ad ogni passaggio calcolava quanti giri era possibili ancora, era il momento di mettere ancora un po' di forza, un po' più di impegno. E con Totò già in attesa di ricevere il cambio allo scattare dell'ora, la testa diceva di aumentare ancora un po' ma non troppo visto che il polpaccio segnalava di non gradire cambi di passo repentini. 3' e spiccioli possono significare ancora un paio di giri, e così fu, lo sparo dell'ora si udì quando ero entrato sul rettilineo d'arrivo, il testimone non si ferma passa a Totò, vai Totò!

da un mese e più non facevo la doccia allo stadio, da molto più di un mese non tornavo a casa così tardi, la città dormiva profondamente, i segni della notte come gli incarti del "mecdraiv" distribuiti lungo le strade intorno al produttore raccontavano delle code e della confusione di poche ore prima, e intanto allo stadio continuavano a correre,,,

postato da: felipelcid alle ore 18:52 | link | commenti (4)
categorie: racconti, corsa, podismo
giovedì, 26 novembre 2009

Quando l'automobile assolve a...

Abitualmente l'automobile è considerato un mezzo di trasporto, tanto che molte delle sue caratteristiche sono studiate per viaggiare meglio, ma spesso l'automobile assolve a molteplici funzioni. 
Diventa ufficio molto più ora che un tempo visto che tra computer portatili, palmari, cellulari dal dente blu, connessioni internet sei connesso con tutto il mondo. Prima del cellulare potevi portare solo dei libri e scrivere appunti a mano, eventualmente fermarti alla cabina telefonica se dovevi chiamare qualcuno in ufficio o casa, ma non è più così.
Diventa ristorante per quelli che si fermano agli americaneggianti "mecdraiv" e inondano di profumo di fritto le moquette, oppure pervadono come me l'abitacolo del profumo di arance o mandarini, divorati avidamente a fine allenamento tra un impegno e l'altro.
Diventa ricettacolo di cose che non stanno più in casa, immondizie da buttare al cassonetto e dimenticate, "discarica" per i residui di cibo del "mecdraiv" (anche se i veri cultori lanciano tutto il superfluo dal finestrino), bucce d'arancia, noccioli di nespola o di albicocche.
Alcova per chi non ha modo di avere una casa od un luogo tranquillo, e si sottopone a difficili evoluzioni a seconda delle dimensioni della vettura, disposizioni dei sedili etc etc.
Ma ultimamente ed in particolare dal 23 ottobre 2009 nei pressi dello stadio delle palme (si potrebbe intitolare ormai al punteruolo rosso visto che le sta finendo di assaporare) l'impiego più frequente è "spogliatoio". Infatti gli spogliatoi dello stadio sono chiusi da un mese per "sanificazione" parola misteriosa visto che sta trascorrendo tanto tempo da far sospettare che si sia trattato di un errore di stampa infatti sarà in corso la "santificazione". Qualcuno disse che si trattava delle cisterne che bisognavano di manutenzione e pulizia, qualcuno aggiunse che mancava il gasolio per la caldaia, fatto sta che i rubinetti dello stadio sono all'asciutto e le fontanelle coperte da sacchi di plastica nera, e che i podisti palermitani si cambiano in auto oppure vanno fino agli spogliatoi della piscina comunale (appena 400 metri più in là). Sabato e domenica gli spogliatoi verranno aperti in occasione della 24 ore del sole gara onirica della durata di 24 ore per individui straordinari in grado di non fermarsi dal correre per un giorno interno e gruppi di 24 agonisti che si cimentano in una staffetta di un'ora ciascuno.
Da lunedì intorno allo stadio delle palme le auto ritornaranno a diventare spogliatoi... 
postato da: felipelcid alle ore 16:58 | link | commenti (3)
categorie: racconti, corsa
domenica, 22 novembre 2009

La cuba, luogo cult o semi cult

Era da un secolo che non prendevo parte ad un rito della mondanità: "l'aperitivo". Lo scorso mercoledì decidemmo che era passato troppo tempo senza stare a parlare del più e del meno e così in una mezza dozzina ci siamo ritrovati alla "Cuba". E' un locali alla moda, trendy, più o meno trendy non sono aggiornatissimo di Palermo, la struttura ricorda l'architettura arabonormanna ed un ampio gazebo in ferro e vetro ospita gli affezionati fruitori. Al centro un caleidoscopio di allettanti assaggi di insalate, creme di formaggio, stufati di verdure, focacce, molto molto saporite. Discreti camerieri recano cocktail ben fatti. Gli avventori aumentano, la musica copre il chiaccherare dei tavoli vicini ed un poco pure le nostre voci. I piattini di assaggi, seguono al altri piattini, i cocktail estinguono temporaneamente la sete, la mezza dozzina si riaggiorna dei mesi trascorsi, che ad un tratto si avverte una presenza che era quasi dimenticata: fumo di sigaretta.

 

Ve lo ricordate quando nei locali pubblici si fumava? quei miasmi appestavo abiti e capelli, ma subdolamente si inoltravano nei nostri polmoni, bronchi alveoli etc...

Ebbene rieccocci! al tavolo accanto due coppie sono armate di sigaretta, la brandiscono mentre parlano e ridono delle loro cose. Facciamo notare che stanno fumando al cameriere, in fondo alla sala il cartello VIETATO FUMARE è ancora presente, e questi con modi garbati comunica la questione ai nostri vicini. Loro prendono con fastidio le loro giacche firmate, le borse griffate, e trasportano le chiome gellate in fondo alla sala sotto il cartello VIETATO FUMARE. Ma continuano a fumare!

Trascorre ancora qualche minuto, l'ora degli aperitivi è passata, il tavolo degli assaggi è vuoto, alcuni hanno ordinato la cena, ci rendiamo conto di essere circondati: fumano tutti. Il capo sala farfuglia che il gazebo non è un luogo chiuso, che la legge è cambiata, che non deve essere il proprietario o gestore del locale a far rispettare la legge, che quando chiamano la polizia municipale non viene nessuno... ci alziamo ed andiamo via se dovessimo diventare fumatori riconsidereremo la Cuba a Palermo. Ahh per i fumatori... nulla da eccepire sarete i benvenuti, tutti gli altri possono andare dove si rispetta la legge (584/75 e 3/2003)...

postato da: felipelcid alle ore 15:18 | link | commenti (1)
categorie: racconti
lunedì, 26 ottobre 2009

dalla piazza margherita al salto del gatto ovvero un km in verticale

era grigio di nuvole e umido della pioggia della notte, ma il calore del variopinto popolo podista annunciava già il tepore del sole. L'alto organizzatore descrisse il percorso con precisione topografica ed al via scattarono con garretti nervosi incuranti delle viscide basole. Qualcuno urlò che era tutta salita e non era il caso di partire così forte, ma gli avvertimenti rimasero inascoltati. Il kilometro verticale ebbe inizio guadagnando un metro dopo l'altro, ed alla chiesetta il selciato mutò in sentiero intriso della pioggia dei giorni precedenti. Frutti rossi, sferici, ricoperti di piccolissimi coni decoravano il sentiero. Dopo un po' mentre si saliva ancora i decori mutarono in altri impressionanti scalotine sferiche con aculei da cui spuntavano gocciole color del cuoio, molte di quest'ultime erano parse ovunque, piccoli steli con piccole foglie e fiori azzurro violetti inondavano di profumo l'aria ad ogni contatto. Ancora un po' più in su i tronchi si fecero più grandi ed il bosco più buio sul sentiero gli occhi occupati a cercare appoggi sicuri per i piedi, scorsero altri decori ovoidali. Il bosco divenne più buio ancora in corrispondenza di ciclopici gradoni di pietra gialla e ruvida ed i decori ovoidali si fecero più piccoli. Il sentiero divenne stretto da ramoscelli verdissimi scuri, con foglie munite di acuminate spine. All'altezza di un tronco enorme un atleta che scendeva annunciò vicina la meta del chilometro in verticale, e così incuranti del fango scivoloso i piedi spinsero con più forza e gli occhi si alzarono a scorgere il luogo detto "balzo del gatto". Da lì il cronometro disse la sua, ed iniziarono i racconti di come era stata questa corsa, del percorso, della fatica bella, ed ebbe inizio la discesa tra incitamenti a chi ancora saliva e burle tra amici. Discesa breve fino a rifugio dove nessuno di mosse fino all'arrivo di chi si godette più a lungo l'ascesa. La pasta con un sugo ai funghi fu apprezzata da chi non ebbe fretta di rientrare a casa e fu rimarchevole quanto i gradoni dove si distinse il maestro lorenzo.

Luoghi della vicenda (ad uso di chi non partecipò)

Terra Italia Sicilia Palermo Parco delle Madonie Castelbuono 25/10/2009. foto... ci stiamo attrezzando... Astenersi commenti... banali...
postato da: felipelcid alle ore 22:22 | link | commenti (1)
categorie: racconti, corsa, trail
giovedì, 27 agosto 2009

Immag273

Il post agostano è meno prodigo di commenti del solito, e così svelo l'arcano per chi vorrà leggere. Il monumento, "Pianto Romano" celebra i caduti della battaglia di Calatafimi tra soldati borbonici e garibaldini. L'ossario fu eretto circa 30anni dopo la battaglia su una collina nei pressi del paese. Di tanto in tanto qualche celebrazione, qualche manifestazione, per il resto è vento, frinire di cicale, odore di "petra celeste" distribuita copiosamente sulle viti, ma nulla che ti aiuti ad immaginare dove e come si sono svolti i fatti che tanto peso hanno avuto nella storia d'Italia.

postato da: felipelcid alle ore 11:29 | link | commenti
categorie: racconti
martedì, 28 luglio 2009

Nuove idee per un nuovo post, dialogo semi serio

B)Voi podisti dovete essere tutti un po' strani. Questa mania di correre, sempre e comunque... E poi mentre correte pensate ad altro? non ha senso, se uno corre corre basta. Possibile mai che si pensi a tutto il resto? Cosa pensa uno quando corre?

F) Dipende da quanto uno va forte, dalla compagnia, dai posti che si attraversano e da mille altre cose. Una parte della mente è concentrata a quello che si fa, a rielaborare sensazioni di piedi, gambe, respirazione, fatica. Se si corre da soli e non si è impegnati in qualche allenamento duro, si pensa a quello che è successo a quello che si deve fare. Gli odori mi restano impressi, anche se sto faticando molto. Anzi alcune puzze, tipo sigarette, sigari, gas di scarico, fumi, li percepisco immediatamente.

B) come sigarette o sigari?

F) capita quando si corre per strada che si incrocino persone che fumano, è rivoltante. E poi ci sono gli odori buoni, il profumo del mare, delle erbe, della terra umida. Nei trail, le gare in montagna, è un tripudio di sensazioni olfattive. Si potrebbe raccontare una gara o un allenamento attraverso gli odori ne sono certo.

B) Lo dico io che siete strani adesso uno corre e sente gli odori e le puzze... Io dopo i primi cinque minuti di corsa mi annoio! come farete a correre per ore?

F) si impara gradatamente, come qualunque altra cosa, solo che la corsa è un gesto naturale, scritto nel nostro dna

B) Sì ora ci manca anche il dna!

F) Un bambino non passa naturalmente dai primi passi di camminata a quelli di corsa? non mi sembra che qualcuno gli insegni, al massimo imita un po, e poi i nostri antenati correvano di sicuro. Siamo progettati per la corsa...

B) una continua fonte di scoperte! chi ci fornisce questa perla?

F) non è una sciocchezza, hanno pubblicato un lavoro scientifico su Nature, qualche hanno fa. Era uno studio di anatomia comparata, metteva in evidenza che siamo quelli che per struttura tendinea, ossea a muscolare di più distinguiamo dagli altri primati e siamo molto più simili, come adattamenti agli animali adatti alla corsa come antilopi o zebre! questi studiosi hanno affermato che la nostra struttura è progettata per correre 40-50 km al giorno.

B)Addirittura! se non fosse che proprio mi annoio proverei.

F)e prova, alterna la corsa al cammino, un paio di scarpe fatte apposta per correre e via, di certo trovi qualcuno del tuo passo per scambiare quattro chiacchere come queste

B) ma quando correte parlate di corsa?

F) la tendenza esiste, come chi a tavola parla di cibo...

marshbillingsrockfellernhp

postato da: felipelcid alle ore 23:30 | link | commenti (3)
categorie: racconti, corsa, podismo
lunedì, 06 aprile 2009

Potenza du gibbiuni!

ade evocare la potenza dell'ignota profondità del gibbiuni, può solo la sorpresa di trovarsi a correre con scioltezza a ritmi un tempo usi, ma che di recente sembravan smarriti. Colpa di un virus che si accompagnò all'uso della paprika, potere del riposo dopo l'improba ma caparbia fatica per portare a termine quello che era previsto e programmato. ma quello che fu foriero della prestazione allenamentizia fu la compagnia di due amici che fendevano il vento e m'incoraggiavano col più classico degli incitamenti:- se ce la facciamo noi... ma ora inizia il gioco più impegnativo: tenere a mente e riprodurre quel passo agile ed efficace.
postato da: felipelcid alle ore 20:52 | link | commenti
categorie: racconti, corsa
martedì, 10 marzo 2009

delle corse all'alba

corse all'alba giammai! ed invece... come fu come non fu ci incocciai anche io. Mi pareva un eccesso alzarsi prima dell'alba per andare a correre e non confliggere con gli altri impegni quotidiani. Eppure arriva il momento che non ci sono alternative. Bisogna vincere la tentazione di ignorare la sveglia, non pensare al dolce riposo, farsi conquistare dalle sensazioni di benessere che si proveranno a fine allenamento, guardare la famiglia ronfare della grossa, indossare idoneo abbigliamento per le prime ore del mattino (pettorina con bande cararifrangenti), trangugiare una parvenza di colazione (quella vera attende al ritorno) e iniziare a correre. questa mattina non era male: mare spumeggiante, aria finissima e cielo terso, pochissime auto ed un randagio fulvo che è stato insperato compagno di allenamento pronto a reagire ai cambi di ritmo del sottoscritto, anche se lo esaltava di più l'inseguire i piccioni...
postato da: felipelcid alle ore 17:46 | link | commenti
categorie: racconti, run
giovedì, 12 febbraio 2009

Dedicato ai silenziosi lettori il riepilogo di tutti i tipi podistici finora pubblicati più tre tipi freschi freschi...) 

Tecnorunner

questo tipo podistico è caratterizzato dall'amore per la tecnologia applicata alla pratica podistica. discende dal cronometrista e dal fashion runner per svettare in ragguardevoli programmazioni informatiche: upload e download di prestazioni in allenamento e gara, di mappe tra googleheart e gps restituzioni grafiche degli allenamenti, altimetrie, previsioni meteo. Vive in simbiosi con il cardiofrequenzimetro verificando le differenze di pulsazioni ogni due piani di scale. E'informatissimo su tutti gli ultimi modelli polar, suunto, garmin etc, potete avere informazioni su tutto: se non dovessere ricordare il peso di una scarpa visita il sito del produttore con connessione wireless. In gara è tanto preso dal controllare che gps, cardio, altimetro funzionino a dovere che non si accorgerebbe neppure di avere le scarpe slacciate se il palmare non glielo segnalasse.

Natrunner

tipo podistico estremista, talvolta si unisce agli asceti, ma a differenza di questi non controlla mai il cronometro, a volte non porta neppure l'orologio. Si nutre solo di cibi bio e non vuole neppure sentir parlare di integratori, soluzioni saline e bustine di aminoacidi eventualmente contenute nei pacchi gara se non vengono regalate finiscono nel cassonetto con ignominia.

Chemrunner

è l'opposto del natural runner, infatti nutre fiducia cieca nei preparati specifici: barrette, gel, aminoacidi a catena ramificata, estratto di ginseng, di guaranì e guaranà, di mate, di menta, multivitaminici, integratori salini, pauereid, gatoreid. Se una bustina di gel gli dovesse scivolare dalle mani al 35° della maratona e non potrà fruire del miracoloso contenuto lo intepreterà come un segno malevo del destino e i suoi sogni di gloria si infrangeranno.

il cacciatore
il cacciatore non torna mai senza bottino, senza preda. Le sue prede più ambite sono i premi, ovviamente è ai vertici della sua categoria ma competere non gli basta più, deve portare a casa qualche premio ogni volta che gareggia. Studia meticolosamente il calendario delle gare in un raggio limitato di km da casa, realizza un quadro sinottico delle gare nazionali in modo tale da verificare (con indagini ad hoc) la possibile presenza di competitori nelle gare d'interesse. Si informa dei premi in natura o eventualmente in denaro disponibili, degli sponsor, e delle caratteristiche della gara nei minimi dettagli. Con affettata non curanza, tale da non far trasparire minimamente la mole di informazioni in suo possesso, assume nel pregara (anche nei giorni precedenti alla gara) un habitus dimesso, sofferente, nel frattempo studia tutti i competitori della sua categoria, allo start è feroce fin dai primi appoggi, si impegna duramente e non molla fino all'ultimo metro, specie se la preda è alla sua portata... Se la preda non viene ghermita, si accontenta del pacco gara, ah dove c'è lui il pacco gara è sempre ricco!
il razzo
Il razzo è famoso per le sue partenze fulminanti, furibonde, tanto da piazzarsi fremente sulla linea di partenza (lo trovate sempre in prima fila in tutte le foto delle partenze) e prodursi in appoggi da centometrista anche quando affronta una 100 km. Chi lo conosce lo sa, e non da peso alla sua baldanzosità, ma chi non lo conosce può essere ingannato dai muscoli tonici, dalla attrezzatura perfetta, dalla cura dei dettagli e così avventurarsi nell'inseguimento. Il razzo classicamente finisce a CaZ20, riponendo le intenzioni bellicose dopo i primi km tra i passetti del più ferreo dei tapascioni.

il tagghiarino

Uno dei tipi podistici più capace di suscitare discussioni ed alterchi. Il tagghiarino prende nome dal verme taglierino [il verme solitario (Tenia solium)nel vernacolo panormita] si spezzetta, si taglia, come il podista tagghiarino taglia i percorsi. Nei casi più irrecuperabili il tagghiarino studia meticolosamente il percorso di gara, così da evitare di essere beccato ai controlli, da sottrarsi agli sguardi indiscreti, ed è capace simulare la fatica di almeno il doppio se non il triplo dei km realmente percorsi. I mezzi per tagliare sono i più fantasiosi: passaggi in motorino, auto, bicicletta, furgone telonato, deltaplano, carrozza e chi più ne ha più ne metta. il tagghiarino doc si vanta della sua prestazione anche quando è stato sbuguardato in modo smaccato, continuerà a sostenere che non ha mai tagliato!
io non gareggio
tipo podistico che evita accuratamente di cimentarsi in qualunque tipo di gara. Si allena con diligenza e costanza, il fatto che però non arriva mai primo in nessuna ripetuta pur possedendone le potenzialità fa nascere qualche dubbio sul suo spirito agonistico. Quando gli viene proposto di partecipare ad una gara rifiuta avanzando scuse fantasiose, messo alle strette si scopre che non è iscritto a nessuna società e che non ha neppure fatto la visita medica! corre per correre
l'asceta
Figura che si riscontra esclusivamente nelle ultramaratone e nel trail (specialmente nell'ultra trail). Dopo tanti anni di gare, ha deciso che l'asfalto va bene solo se tantissimo: non meno di 60 km e con escursioni altimetriche importanti. Ma è sempre un misero ripiego rispetto alle ultratrail ed alle gare a tappe in luoghi inospitali: quelle sono le sue gare d'elezione. Lo individuate facilmente se lo vedete correre per sentieri impervi sia nei giorni di pioggia torrenziale che di caldo torrido, se lo incontrate lungo una spiaggia con uno zaino sulle spalle, se emerge dalla boscaglia verso le nove del mattino e confessa, solo sotto tortura, di avere iniziato a correre alle 6. E' alla continua ricerca di nuovi luoghi di allenamento sempre più impervi, corre da solo ma sempre più spesso si accompagna a suoi simili.

Il maestro

Tutti i podisti hanno conosciuto il loro "maestro", si distingue dagli altri per i molti km percorsi e per il modo di raccontarli. E' in grado di dare consigli e di suggerire programmazioni di allenamenti, sulla base dell'esperienza e di qualche lettura. In molti casi si sobbarca supporto psicologico, è ospite di qualche zecca, cerca di mitigare gli eccessi dei suoi affiliati. Il maestro non perdona chi lo tradisce.
l'enciclopedico
tipologia non molto frequente, almeno nella sua accezione più pura, conosce tutte le gare ed i percorsi, i record di ciascuna manifestazione anche a livello locale. Si nutre, se siciliano, di corrisicilia, sicilia podistica, forum della pah1330 (come ospite non registrato).
il narratore
forbito dicitore racconta tutte le sue "imprese" anche le più banali con contorni epici. Ogni qual volta nel gruppo con cui sta correndo accenna a qualche gara, immediatamente interviene con due possibili varianti: a) l'ha corsa e quindi attacca con il racconto, b) ne ha corsa una meglio e quindi attacca con il racconto. Cosa veramente mirabile è che per raccontare impiega lo stesso tempo della gara corsa!
l'opportunista
non corre quasi mai da solo, si dubita fortemente che segua programmi di allenamento. Tipicamente arriva al campo sportivo ad orari non prefissati e si aggrega ad un gruppo, "accollandosi" il lavoro del giorno. L'opportunista nella tipologia "nociva" si mette sempre in testa e tira, obbligando il gruppo agli imprevisti straordinari, tranne poi abbandonare l'allenamento a metà! Il suo intervento suscita il perdurare duraturo di commenti sul suo comportamento.
la zecca
podista dalla capacità impressionante di seguire il passo di un altro podista. A volte si stacca e riesce in imprese che dimostrano la propria autonomia, ma i più dubitano delle sue capacità in assenza dell'"ospite".
Quando correvo io
l'incipit di questo podista, ormai un bradipo, è tipico. Racconta sempre delle sue imprese favolose, spesso ricche di dettagli curiosi ed eroici, ma nessuno stranamente è in grado di confermare o smentire. talvolta riporta ordini di arrivo di gare di epoche remote trascritte con macchina da scrivere olivetti L32!
il competitivo
è alla continua ricerca di uno da battere, ma non si tratta di un riferimento generico, bensì specifico e quotidiano. Il competitivo, compete strenuamente fin dal primo metro dell'allenamento qualsiasi. Purtroppo quando vede il suo nemico sopravanzarlo in gara ... si ritira lamentando fantomatici infortuni.
 
lo sfardato
tipologia molto diffusa si distingue per l'abbigliamento particolarmente stracciato (sfardato), calzini strappati, pantaloncini recuperati, magliette lacere, scarpe deformi. Non sfoggia mai un completino nuovo, raramente viene segnalato per via delle scarpe nuove, sostituite per via del fatto che si erano aperte e non c'era stato verso di incollarle. Il suo stato lacero è indipendente dalle condizioni economiche, deve utilizzare tutto fino ai minimi termini (come le ultime stille di energia alla fine della maratona) quindi mai usare una cosa nuova prima che sia invecchiata un po' nei cassetti.
cronometrista
manifesta un interesse esagerato per le velocità ed i tempi di percorrenza. E' particolarmente ferrato nelle trasformazioni dei tempi a kilometro (non si esprime mai in km/ora, neppure quando si parla di automobili) in prestazioni sulle diverse distanze, con predilezione per la maratona e la mezza maratona. In gara ricalcola continuamente la proiezione all'arrivo secondo il rilevamento di ogni chilometro. La sua domanda preferita è: a quanto cammini?
fashion runner
alter ego dello sfardato, sfoggia unicamente completini coordinati dalle scarpe alla fascia, frequentemente sfoggia ipod ma solo di ultima generazione, depilato alla perfezione, fa ricorso al massaggiatore spesso e volentieri. Non utilizzerà mai magliette in cotone di bassa qualità ricevute all'interno di un pacco gara, e veste con estrema ritrosia quelle tecniche delle gare meno prestigiose (in verità partecipa solo a gare prestigiose!).
Il pitagorico
Ripone fede cieca ed assoluta nell'ultima tabella di allenamento, salvo rinnegarla insieme all'autore non appena le cose non vanno come vorrebbe. Si racconta che una volta ne abbia seguita una alla lettera raggingendo vette di forma inarrivate, poi la perse... da allora è perennemente alla spasmodica ricerca della tabella d'allenamento perfetta, purtroppo è condannato a non trovarla mai (ma non diteglielo).
 
postato da: felipelcid alle ore 21:04 | link | commenti
categorie: racconti, run , podismo