Sin miedo ni verguenza

Corsa, tango ed altre amenità

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lunedì, 21 dicembre 2009

serre della pizzuta in salsa trail

Le facce di quelli che hanno incontrato i partecipanti al trail Serre della Pizzuta di domenica 20 dicembre, meriterebbero un special fotografico: contadini, padroni di cani, gente a spasso per i fatti suoi, gli amici dei ristori. Tutti dissimulavano indifferenza eppure non potevano credere ai loro occhi, quasi un centinaio di uomini e donne incuranti del freddo, della pioggia, del fango, della merda di vacca, delle pietre, delle salite assurde, del vento, delle discese viscide. Niente non li ferma niente. Podisti di tutti i livelli cronometrici quasi delusi per il fatto che il percorso era stato accorciato per alcuni alberi abbattuti nella burrasca di venerdì, volevavo correre di più!

Li avrebbero dovuti vedere mentre si cambiavamo al freddo e via pronti per tornare a casa, a fare le cose normali per i più.

Oppure oggi, li avrebbero dovuti vedere oggi, già a correre con tutti i dolori dei muscoli sferzati dallo sforzo di salite impervie e discese a rotta di collo, erano già a correre, TUTTI!

Un'oretta di sonno non vale affondare nel fango fino alle caviglie, la vista del lago illuminato da una lama di luce, gli appoggi precari e rapidi su un selciato malmesso, o un allungo sul terreno morbido di pioggia.

che vuoi che sia sentire piccoli fiocchi di neve che rimbalzano sul naso, o scorgere l'ingresso di una grotta protetto da un cancelletto di legno, assecondare la gravità nelle curve viscide e scoprire un rifugio in pietra, arrancare al successivo strappo dispiacendoti perchè è l'ultimo di oggi

Senza correre un trail d'inverno non saprai mai cosa significa correre! E ieri amico podista che non sei venuto a correre a Serre della Pizzuta hai perso un'altra occasione...


postato da: felipelcid alle ore 20:03 | link | commenti (5)
categorie: corsa, run , podismo, trail
mercoledì, 09 dicembre 2009

Effetto Rosolini
a tutti coloro che non hanno ancora visitato Rosolini, ed avrebbero potuto.

Correre sull'orlo di una "cava", nel senso ibleo del termine.
Percorrere a piedi 12000 anni di storia dell'uomo dalle necropoli al villaggio dei Gesuiti all'Eremo scavato nella roccia.
Saltare oltre i muretti a secco per trovarne degli altri separati da seminativi appena germogliati, valicare distese di ortiche nutrite a forza di pollina, scordarsi delle fettucce segnavia per osservare le scurissime foglie del carrubbo luccicare di rugiada al sole.
Respirare l'aria umida pervasa di profumi di finocchietto, gnepitella, energia vitale del suolo (letami).
Controllare l'equilibrio e la resistenza delle proprie caviglie tra pietre aguzze, ciuffi di asfodelo, gradini intagliati da mani sapienti e pioggie incontrollate, rari tratti asciutti e molti scoscesi, infidi e viscidi.
Attraversare il letto della gola, il fondo del fiume che ha scavato la cava, disegnando le curve tra maestosi alberi di carrubbo, nel silenzio.
Ascoltare il rumore dei passi di chi pensa di poterti raggiungere durante l'ultima discesa, quando l'arco dell'arrivo e la voce dell'alto speaker riccioluto snocciolava i nomi di chi ti precede.
Cucinare la sera stessa una ratatouille (perchè stufato non è trendy) con gli ortaggi del pacco gara e tornare a rivedere la costa inondata di luce, le piazze di pietra chiarissima con i gruppetti di lavoratori del nord dell'africa mescolati alla gente del sud europa, brandelli di acquedotti antichi, kilometri di muretti fatti di milioni e milioni di pietre, prese una per una prima di essere posate ciascuna al suo posto, sole caldo in pieno dicembre.
DSC_0622
postato da: felipelcid alle ore 19:15 | link | commenti (2)
categorie: racconti, corsa, trail
lunedì, 26 ottobre 2009

dalla piazza margherita al salto del gatto ovvero un km in verticale

era grigio di nuvole e umido della pioggia della notte, ma il calore del variopinto popolo podista annunciava già il tepore del sole. L'alto organizzatore descrisse il percorso con precisione topografica ed al via scattarono con garretti nervosi incuranti delle viscide basole. Qualcuno urlò che era tutta salita e non era il caso di partire così forte, ma gli avvertimenti rimasero inascoltati. Il kilometro verticale ebbe inizio guadagnando un metro dopo l'altro, ed alla chiesetta il selciato mutò in sentiero intriso della pioggia dei giorni precedenti. Frutti rossi, sferici, ricoperti di piccolissimi coni decoravano il sentiero. Dopo un po' mentre si saliva ancora i decori mutarono in altri impressionanti scalotine sferiche con aculei da cui spuntavano gocciole color del cuoio, molte di quest'ultime erano parse ovunque, piccoli steli con piccole foglie e fiori azzurro violetti inondavano di profumo l'aria ad ogni contatto. Ancora un po' più in su i tronchi si fecero più grandi ed il bosco più buio sul sentiero gli occhi occupati a cercare appoggi sicuri per i piedi, scorsero altri decori ovoidali. Il bosco divenne più buio ancora in corrispondenza di ciclopici gradoni di pietra gialla e ruvida ed i decori ovoidali si fecero più piccoli. Il sentiero divenne stretto da ramoscelli verdissimi scuri, con foglie munite di acuminate spine. All'altezza di un tronco enorme un atleta che scendeva annunciò vicina la meta del chilometro in verticale, e così incuranti del fango scivoloso i piedi spinsero con più forza e gli occhi si alzarono a scorgere il luogo detto "balzo del gatto". Da lì il cronometro disse la sua, ed iniziarono i racconti di come era stata questa corsa, del percorso, della fatica bella, ed ebbe inizio la discesa tra incitamenti a chi ancora saliva e burle tra amici. Discesa breve fino a rifugio dove nessuno di mosse fino all'arrivo di chi si godette più a lungo l'ascesa. La pasta con un sugo ai funghi fu apprezzata da chi non ebbe fretta di rientrare a casa e fu rimarchevole quanto i gradoni dove si distinse il maestro lorenzo.

Luoghi della vicenda (ad uso di chi non partecipò)

Terra Italia Sicilia Palermo Parco delle Madonie Castelbuono 25/10/2009. foto... ci stiamo attrezzando... Astenersi commenti... banali...
postato da: felipelcid alle ore 22:22 | link | commenti (1)
categorie: racconti, corsa, trail
venerdì, 25 settembre 2009

Ecotrail della Luna

Avvenne di notte lungo un nebbioso sentiero che si inerpicava alla volta della Rocca di Sciara. Molte decine di lampadine in fila indiana illuminarono il percorso aspro, dove il profumi ed i rumori della Natura prevalsero sui colori. Il paese si rivelò alla fine dell'ultima salita, accogliente con le grida dei ragazzi e ristoratore con grandi fette di melone....
postato da: felipelcid alle ore 20:07 | link | commenti
categorie: corsa, trail
lunedì, 10 agosto 2009

Si fa presto a dire montagna

Il prezzo pagato in termini di impegno fisico è ripagato dall'ingresso in una dimensione che abbiamo (chi vive in città) quasi dimenticato. Il successo del trail è forse dovuto a questo, riscoprirsi frequentatori di boschi e di natura, disponibili ad incontri inattesi, piacevoli o paurosi. Non è trascorso tanto tempo da quando con gli animali domestici e selvatici avevamo una prossimità quotidiana, ed ora? Inorridiamo alla vista di una vespa, ci muniamo di repellenti per le zanzare, è lotta senza quartiere alle mosche, scene di panico alla vista di un ragno o di un geco! che succede se in una corsa in montagna il sentiero è occupato da un vacca, magari campionessa come questa? la fotografiamo. e se la compagine è più numerosa?

postato da: felipelcid alle ore 10:00 | link | commenti
categorie: corsa, trail
lunedì, 03 agosto 2009

del manipolo non pago di sterrati e salite

racconto dei profumi occorsi tra i monti di dolomie molto meridionali percorsi di buon passo comincia con i fumi di brioches e di caffè che uscivano dai bar, i gas di scarico delle motociclette e delle auto che attraversano la cittadina dotata di castello. Poi la strada comincia a salire dai sampietrini ad un basolato scabro. Il suono dei passi è accompagnato dai latrati dei cani chiusi nei cancelli. Poveri cani forse, a vedere questi podisti correre, chiedevano a gran voce di uscire con loro a correre liberi per i monti, invece di rimanere costretti a strani girotondi davanti ad invalicabili recinti. All'altezza di una chiesetta si lascia il selciato e le scarpe cominciano ad assaporare la terra del sentiero, le pietre aguzze e malferme. Ai graffi dei rovi ed della calicotome si frapponevano gli umori dell'origano e della gnepitella, finchè il bosco si fece fitto di leccio e scuro senza più spine. Gradoni alti e tremendi consentivano di guadagnare ancora quota al prezzo di muscoli sempre più frizzanti di acido lattico, il sentiero diventava pianeggiante: una novità positiva che serbava sorprese. La puzza di una carogna, uno sfortunato podista o più facilmente un altro animale che non aveva avuto bisogno di pantaloncini o scarpe per muoversi autonomamente, e piccoli assembramenti di mosche su escrementi freschi la cui presenza era segnalata dal profumo della fertilità della terra e dal subitaneo ronzio. E i quadrupedi si sa hanno degli estimatori che non disdegnano la pelle sudata e morbida del podista, dittero tabanide questa volta hai gustato, impunito, sangue di corridore, quanto spesso ti capiterà? I lecci avevano cominciato a lasciare spazio agli agrifogli ed ad altre querce con le foglie più grandi ed arrotondate, che la strada riportò una zaffata di gas di scarico. E si comprese l'arcano motivo che attirava gli automobilisti fin qui, era il profumo di sfincione appena sfornato nei pressi delle tavole apparecchiate del rifugio. I faggi ci confermarono che mancavano poche decine di metri di quota per raggiungere l'obbiettivo del giorno che  ci accolse soleggiato al cospetto del vulcano lì in fondo confuso dalle foschie del secondo giorno di agosto.

postato da: felipelcid alle ore 08:11 | link | commenti
categorie: podismo, trail
lunedì, 20 luglio 2009

Ricominicio a gareggiare sui Monti di Palazzo Adriano, alla volta dei sentieri impervi e dei panorami mozzafiato...

Versante nord...

Immag255

versante sud

Immag256

E' apprezzabile qualche differenza?

postato da: felipelcid alle ore 09:01 | link | commenti
categorie: corsa, trail
venerdì, 10 luglio 2009

Nel breve volgere di pochi giorni dai laghetti alpini alla torrida Sicilia elemento di contatto... la corsa, manco a dirlo

postato da: felipelcid alle ore 09:38 | link | commenti
categorie: trail
lunedì, 25 maggio 2009

L'ecotrail di ficuzza fu ricco di sorprese! Ma comunque divertente e faticoso...

postato da: felipelcid alle ore 07:51 | link | commenti
categorie: corsa, trail
domenica, 15 marzo 2009

Dell'ecotrail di Monte Pellegrino

di questa gara s'era detto nel precedente post, domenica puntualmente la si corse. Con uno splendido sole, perfetto per sfoggiare le nuove divise. E ne occhieggiavano diverse della Palermo h1330, che annovera alcuni specialisti del trail e dell'ultratrail. Fu così che si partì tra un scherzo e l'altro e si partì forte lungo il giro nei pressi delle scuderie reali per guadagnare una buona posizione per affrontare la ripidissima salita di "Vallone del Porco". I quadricipiti e i polpacci pulsavano, cuore mandava sangue, i polmoni scambiavano a tutta forza CO2 con O2, l'aria che entrava era fresca e piena di profumi di erba. La salita non mollova. Molti tratti al passo o quasi di arrampicata. Poi il Gorgo della Santa e si riprende a correre, un assaggio di asfalto e poi il selciato borbonico della scala vecchia. Ho perso contatto con un terzetto di soci, per una necessità idrica e nella discesa ripida vedo che da dietro sopraggiungono veloci. Riprende la salita e riprendo un passo piccolo ed efficace. Il sole è caldo, bevo con calma e riparto. Il mio compagno di corsa è un giovane con cui poco tempo fa abbiamo dato spettacolo con una volata terribile. E' alle prime esperienze di trail, gli do qualche suggerimento. Ancora salita e poi la discesa nel bosco in sentiero che è un budello infido di pietre, terra morbida, rami... racconterei gli altri passi, i panorami, il sostegno degli amici, la discesa terribile e di come sono arrivato sul podio della mia categoria... ma questa volta ho poco tempo.
postato da: felipelcid alle ore 22:16 | link | commenti
categorie: viaggi, corsa, run , podismo, trail