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domenica, 15 marzo 2009

Dell'ecotrail di Monte Pellegrino

di questa gara s'era detto nel precedente post, domenica puntualmente la si corse. Con uno splendido sole, perfetto per sfoggiare le nuove divise. E ne occhieggiavano diverse della Palermo h1330, che annovera alcuni specialisti del trail e dell'ultratrail. Fu così che si partì tra un scherzo e l'altro e si partì forte lungo il giro nei pressi delle scuderie reali per guadagnare una buona posizione per affrontare la ripidissima salita di "Vallone del Porco". I quadricipiti e i polpacci pulsavano, cuore mandava sangue, i polmoni scambiavano a tutta forza CO2 con O2, l'aria che entrava era fresca e piena di profumi di erba. La salita non mollova. Molti tratti al passo o quasi di arrampicata. Poi il Gorgo della Santa e si riprende a correre, un assaggio di asfalto e poi il selciato borbonico della scala vecchia. Ho perso contatto con un terzetto di soci, per una necessità idrica e nella discesa ripida vedo che da dietro sopraggiungono veloci. Riprende la salita e riprendo un passo piccolo ed efficace. Il sole è caldo, bevo con calma e riparto. Il mio compagno di corsa è un giovane con cui poco tempo fa abbiamo dato spettacolo con una volata terribile. E' alle prime esperienze di trail, gli do qualche suggerimento. Ancora salita e poi la discesa nel bosco in sentiero che è un budello infido di pietre, terra morbida, rami... racconterei gli altri passi, i panorami, il sostegno degli amici, la discesa terribile e di come sono arrivato sul podio della mia categoria... ma questa volta ho poco tempo.
postato da: felipelcid alle ore 22:16 | link | commenti
categorie: viaggi, corsa, run , podismo, trail
giovedì, 25 dicembre 2008

La corsa di Natale

corsaxmas gli sguardi straniti di chi incontra questo gruppo di podisti in magliette prevalentemente rosse. I sorrisi dei bambini che incrociano l'unico Babbo Natale che corre senza pancione e senza renne. I saluti di automobilisti bloccati con in verde all'incrocio che non possono non ricambiare gli auguri rumorosi. I brindisi degli avventori della taverna della Vucciria. I commenti sulle gare. I pettegolezzi derivati dal forum. La prossima stagione agonistica snocciolata correndo. Le prossime tappe del trail experience. Le foto al Foro Italico, al Teatro Massimo ed alla Statua. Le riprese col telefonino. Più di una battuta non riferibile. Gli angeli custodi in bicicletta. Il botto delle bottiglie di spumante per annaffiare buccellati e mandarini. Anche questo 25 dicembre favoriti dal sole tiepido, la Palermo h1330 and friends hanno percorso la città di palermo dallo stadio al centro storico contraddistinti dal solito piacere di correre in compagnia. felipe foto "keniano dell'uditore" www.corriepedala.com
postato da: felipelcid alle ore 17:37 | link | commenti (4)
categorie: viaggi, corsa, run
domenica, 30 novembre 2008

24 ore del sole 2008 - Intermezzo tra i tipi podistici

la 24 ore del sole giunta alla terza edizione. Noi, della Palermo h13.30, abbiamo partecipato a tutte le edizioni e nelle ultime due con ben due squadre.

E' stata, ancora una volta, occasione per festeggiare lo sport. L'impegno agonistico non è di certo mancato, come anche quello organizzativo. Magliette personalizzate, ristoro happy hour, consigli, rilevamento di tempi a giro, sfide, motteggi tra di noi e con tutti gli altri amici podisti.

Molti stranieri a cimentarsi nella gara individuale, che una volta definii ipnotica, avranno apprezzato il sole di questi due giorni e forse anche il nostro tifo caciarone.

Se ne sono viste delle belle: missili con due gambe ed ampi polmoni, pancie cospicue, muscoli guizzanti, cappelli e fascie multicolori, tute coprenti e ciclisti aderenti e strimiziti. Un sussegursi di cambi e di controllo delle posizioni, strategie e commenti ad ogni ora del giorno e della notte.

per alcuni è stata occasione di rammarico per non avere allestito una squadra più forte, per molti altri di rallegramento per aver fatto correre tutti indipendentemente dalle prestazioni. A che serve allestire una squadra per "vincere", per non misurarsi neppure con se stessi?

Ci potrebbero essere stati anche nuovi motivi di ispirazione per i tipi podistici, e forse è presto per dirlo, per ora mi godo i muscoli affaticati dalla corsa notturna, la strana sensazione della mancanza di sonno (e chi riuscirebbe a dormire dopo una corsa così), il gusto di avere trascorso molte ore con tanti amici e le loro famiglie.

Ogni tanto mi si "rimprovera" di non segnalare la prestazione cronometrica, questa volta evito il rimprovero: 14,400 m in un'ora e una ventina di secondi.

ecoaldo ecoaldo in attesa del cambio, foto felipelcid castiglia24h castiglia124h Grazie alle foto di A.Saitta è possibile dimostrare, inconfutabilmente che corsi...
postato da: felipelcid alle ore 15:41 | link | commenti (1)
categorie: viaggi, corsa, podismo
sabato, 04 ottobre 2008

DSC02100

cape cod

a sud di boston c'è un posto dove guardare l'atlantico avendo la sensazione di trovarcisi in mezzo. Una striscia di sabbia stretta e lunga ospita un paio di paesi ed un parco naturale. Dune e paludi. Marconi sperimentò qui il suo telegrafo senza fili e noi italici neppure lo ricordiamo. Un nastro di asfalto permette di raggiungere i vari luoghi interessanti e la natura di tanto in tanto ricorda che con un suo vezzo l'asfalto può scomparire sotto la sabbia. Non a caso questa auto è anche 'mussel' ovvero cozza per potersi districare egregiamente anche a mare...
postato da: felipelcid alle ore 15:58 | link | commenti
categorie: viaggi
venerdì, 03 ottobre 2008

Sul lago champlain

Era un mattino di settembre, più o meno le 6 e mezza. L'aria ben frizzante, una leggera brezza spirava dal lago. Ci siamo informati per quale percorso era meglio intreprendere e poi abbiamo iniziato a correre senza una meta precisa. Ancora una volta correre per correre e correre come strumento per visitare un luogo. Dalle zone residenziali, limitate alle case ristrutturate con criterio, le stalle moderne, gli orti con i tunnel di polietilene. Un enorme fabbricato in legno vecchio di 120 anni, un altro simile un po' più piccolo, una specie di castello in pietra nera con piccolo pollaio con le ruote e piccoli recinti con pecore, alpaca, una paio di cavalli, oche, un maiale. Ma per scoprirli è necessario percorrere prati, colline, addentrarsi nel bosco di aceri intubati per fargli donare la linfa che diventerà sciroppo. Attraversare i sentieri costeggiati da pascoli frequentati da bovini dallo sguardo dolce, da campi punteggiati di rotoballe ma anche tappa di riposo per oche canadesi, boscaglie popolate da tacchini selvatici. Una azienda agricola con boschi si dirà, grande, molto grande, tanto da ospitare un albergo arredato da un antiquario. Ma il ristorante dell'albergo è rifornito dai prodotti biologici della azienda, e si produce anche il formaggio ed il pane. Il castello ospita una scuola dove i programmi educativi sono strettamente connessi alle attività all'aria aperta e con gli animali domestici. I grandi capannoni diventeranno luogo per concerti ed esposizioni e una struttura per ospitare corsi e corsisti. Il programma di attività è denso di appuntamenti allettanti. Cultivating a conservation ethic, era nella mente proprietario che decise di trasformare l'azienda d'avanguardia in una fondazione a disposizione di tutti. Nacquero le Shelburne Farms, ed il fondatore sarebbe oltremodo orgoglioso di come continuano a crescere. shelburnefarms
postato da: felipelcid alle ore 18:04 | link | commenti
categorie: viaggi
martedì, 30 settembre 2008

Un posto dove anche le targhe delle auto sono verdi

marshbillingsrockfellernhp Se non mi avessero mostrato le foto dei primi del '900 non ci avrei creduto. E come avrei potuto avevamo percorso qualche centinaio di miglia in una autostrada circondata da boschi fino all'orizzonte. Tante tonalità di verde con qualche acero che virava al rosso che gli è consueto in autunno...

All'arrivo dei coloni nell'arco di un secolo le montagne furono disboscate completamente, realizzando forti guadagni con la vendita della legna, e espandendo a dismisura i pascoli.

Ma la Natura si vendicò con alluvioni ed erosione, si ricominciò grazie alla lungimiranza di pochi (Marsh, Billings e Rockfeller) a piantare alberi ed il Vermont ritorno pian piano ad essere quello che era...

plate

postato da: felipelcid alle ore 19:06 | link | commenti
categorie: viaggi
lunedì, 29 settembre 2008

La valle del fiume che non sa dove andare

Quando un fiume non sa dove andare è sempre per lo stesso motivo: c'è poca pendenza, altrimenti si dirigerebbe senza esitazioni. Tra Akron e Cleveland, invece il Cuyahoga indugia, quasi quasi andrei di qui... ma no forse è meglio di lì... poi ci pensa e ci ripensa tante volte quante le sue anse. E in quella valle incredibilmente così vicino alla città c'è la natura selvaggia con i coyotes e i procioni, i cervi e le tartarughe. Ma anche boschi frammisti ad una caparbia e audace agricoltura fatta di piccole produzioni di elevata qualità, di antiche varietà, di nuovi impianti in vecchi fienili di legno. Anche il treno sa bene dove andare per portare i visitatori da una parte all'altra delle valle o per confortare i cicloescursinisti stanchi mentre si immerge tra boschi e paludi...
postato da: felipelcid alle ore 23:40 | link | commenti
categorie: viaggi
venerdì, 26 settembre 2008

harper's ferry

hf mi capita di correre ovunque vada, qualcuno mi dice che esagero che si tratta di una mania: ma sbagliano. La corsa è un mezzo non un fine. quando corri vedi il mondo in un modo un po' diverso. Ad harper's ferry quando corri la gente ti saluta, non solo gli altri podisti, ma anche la gente che è seduta a prendere il fresco sul patio. Corri e scorre il paese ai tuoi fianchi. Ci sono gli edifici antichi di quando era una delle due armerie degli appena nati stati uniti, quando per la prima volta i fucili furono assemblati da pezzi fatti in serie, quando arrivavano i treni sbuffati nuvole di fuliggine, quando le taverne erano popolate di clientela dalla gola secca, quando i magazzini erano un andirivieni di merci e di persone. Il Potomac e lo Shenandoah si incontrano sempre lì a solcare le rocce ricche di ferro, il canale usato per la navigazione è ormai un incavo ben frequentato dagli aironi, con vestigie dirute di mulini. Mentre corri vedi gli avvoltoi volteggiare in alto alla ricerca di qualche carcassa nell'alveo del fiume ed una coppia di cervi dalla coda bianca che ti osservano a loro volta. Una strada in salita conduce al posto dove si sono fronteggiate per otto volte le batterie dell'Unione con quelle Confederate durante la guerra di secessione, quando sangue ha irrigato queste terre? E poi quel caseggiato, un magazzino che sembra anonimo ed invece lì scoccò la scintilla per la liberazione degli schiavi. Lì, proprio lì John Brown cercò di prendere possesso di armi a sufficienza per fare scoppiare la rivoluzione, ma fu bloccato, processato e giustiziato. L'indomani quel fatto era in prima pagina sui giornali più importanti. Harpers ferry dove in pochi metri si può essere in Virgina West Virginia o Maryland racconta ad ogni passo, di corsa o di cammino che sia.
postato da: felipelcid alle ore 23:53 | link | commenti
categorie: viaggi

La città di Washington oltre ad ospitare la Casa Bianca e il Campidoglio, ed essere quindi la sede del presidente e del parlamento degli Stati Uniti, vanta un sistema di musei invidabile.

Musei visitabili gratuitamente distribuiti ai lati di  un enorme giardino pubblico tra l'obelisco ed in Campidoglio ovvero  "the mall".

Smithsonian, è il nome di una istituzione che raccoglie 19 musei e 9 centri di ricerca, ma un tempo era il nome di uno scienziato inglese, James Smithsonian, il quale lasciò tutti i suoi beni al governo degli stati uniti per realizzare una struttura che si occupasse della divulgazione de sapere.

Dall'idea di una persona ad una realizzazione che ispira (e da lavoro) molte persone... prima di andare a Washington  suggerirei di recarsi sul sito  http://www.smithsonian.org/

 

A poche centinaia di metri musei d'arte, dei nativi americani, dello spazio, di scienze naturali ed altri ancora che non basterebbero le settimane per visitarli.

postato da: felipelcid alle ore 11:59 | link | commenti
categorie: viaggi
giovedì, 25 settembre 2008

minuteman

In un posto così verrebbe mai da pensare che il 19 aprile del 1775 si sia accesa la scintilla che fece scoppiare la rivoluzione americana? Quel luogo teatro di battaglia tra persone che parlavano la stessa lingua, alcuni vestivano una divisa rossa che impediva di vedere il colore del sangue, gli altri non erano un esercito regolare ma erano pronti a tutto per difendere i loro diritti.

postato da: felipelcid alle ore 07:49 | link | commenti
categorie: viaggi